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Falsi certificati Inail, scoperta truffa | Stampa |

IL MALCOSTUME FRODE DA 40MILA EURO

Falsi certificati Inail, scoperta truffa

di Jacopo Di Bonito

VIBO VALENTIA. 30 settembre 2013 - Per un’Italia che vive nel rispetto delle regole e delle leggi ce n’è una che fa dell’imbroglio uno stile di vita. La storia che giunge da Vibo Valentia si ascrive di diritto a questa seconda categoria.

Un uomo avrebbe infatti ottenuto il pagamento di danni biologici per una somma pari a 40mila euro presentando una certificazione Inail totalmente falsa. I carabinieri di Vibo hanno scoperto la truffa e denunciato l’uomo, che si serviva di certificati con l’intestazione e la firma di due inconsapevoli medici specializzati in medicina del lavoro. Durante una perquisizione delle forze dell’ordine nell’abitazione del denunciato sono stati ritrovati ricettari, false fatture e falsi certificati medici utilizzati presumibilmente per truffe assicurative. La vicenda di oggi fa il pari con quanto accaduto nel mese di giugno ad Agrigento, quando i Carabinieri siciliani arrestarono sei persone nell’ambito di un’inchiesta su una presunta associazione a delinquere finalizzata a truffe all’Inail e all’Inps. L’accusa è di avere indotto i due Enti a erogare indennizzi per inesistenti infortuni sul lavoro e illecite indennità di disoccupazione. Di proporzioni vergognose è quanto si ipotizza sia accaduto nella provincia di Salerno, precisamente sulla costiera cilentana. Qui l’accusa è di quelle forti. Alcuni medici compiacenti avrebbero prescritto 50 anni di false malattie per quattro anni ad un numero non ancora ben noto di marittimi: 35 anni di questi solo per il mal di schiena. E’ solo uno dei dati emersi dalle indagini che hanno portato allo smantellamento di tre associazioni a delinquere da parte della guardia costiera di Salerno. I danni all’Inail, all’Inps e al Sasn (servizio assistenza sanitaria ai naviganti) si aggirerebbero intorno ai due milioni di euro. In carcere sono finiti: Rocco Mega 48 anni di Santa Marina, Davide Morinelli 44 anni di Casalvelino, Nicola Di Mauro 42 anni di San Giovanni a Piro, Martina Cannas 40 anni di Ozieri e Francesco Russo 54 anni di Montecorice. Arresti domiciliari: Anna Schettino 48 anni di Castellamare di Stabia, Gennaro Pezzella 57 anni di Marano, Giorgio Parasole 59 anni di Portici, Francesco Esposito 56 anni di Napoli, Antonio Siciliano 51 anni di Caivano, Bruno Fumo 56 anni di Giugliano e Domenico Micchia 64 anni di Napoli. Dinanzi a notizie del genere viene da chiedersi se in Italia c’è ancora una società civile che crede nei valori dello stato o se, in fondo, tutti pensano semplicemente al mero interesse personale.

 

 

 

 

 

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