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Scuola, a settembre via 2.000 presidi | Stampa |

MIUR ACCORPAMENTO

Scuola, via 2.000 presidi

di Marina Ranucci

ROMA. 8 luglio 2014 - Accorpamenti, cancellazioni e fusioni incessanti stanno pregiudicando l’offerta formativa ed educativa italiana.

A sollevare la questione è l’Anief, l’associazione professionale sindacale dedicata all’istruzione, che parte da i dati del Miur sul numero di presidi in carica il prossimo anno scolastico. Saranno infatti solo 8.094, ovvero 2.100 in meno rispetto al 2011/12, quando i dirigenti scolastici erano 10.211. «Il sensibile decremento di istituzioni scolastiche si deve alla lunga serie di cancellazioni e accorpamenti introdotti nell’ultimo triennio - ha commentato l’associazione sindacale - ma soprattutto alla Legge Tremonti-Gelmini 111/2011 che ha introdotto parametri minimi di iscritti spiccatamente più elevati rispetto al passato». Infatti, tale legge fissava l’obbligo di accorpamento in istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, elementari e medie che per acquisire l’autonomia sarebbero dovuti “essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche”. Nel frattempo però, la Corte Costituzionale, attraverso la sentenza 147 del 2012, ha ritenuto “costituzionalmente illegittimo” tale provvedimento. Un concetto ribadito anche dal Consiglio di Stato, con la sentenza n. 2032/2012, che ha chiesto al Miur anche appositi decreti per motivare la ripartizione squilibrata, sistematicamente a danno del Meridione, degli organici dei docenti riguardanti gli ultimi tre anni. L’Anief ha ricordato che «è particolarmente grave che questo processo non solo non si sia arrestato, ma che non fossero state ripristinate le sedi scolastiche autonome illegittimamente tagliate o accorpate». Ben il 66,5% dei tagli delle scuole autonome che è avvenuto al Sud-Isole, proprio dove sembra esserci il più alto il tasso di abbandono dei banchi. In particolare, in Sicilia e Sardegna sarebbero state tagliate due scuole autonome su tre, nonostante gli alti e allarmanti numeri sulla dispersione scolastica riscontrati proprio nelle due isole maggiori. «A dispetto delle decisioni dei giudici - ha ribadito l’Anief - nell’ultimo biennio abbiamo assistito ad un abbattimento notevole di plessi e scuole autonome: solo nel 2012 sono stati cancellati in maniera illegittima 1.567 sedi amministrative, cioè scuole autonome, di circoli didattici, istituti comprensivi e medie». «La nostra battaglia legale contro la soppressione illegittima di migliaia di scuole non si ferma - ha dichiarato  Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir - difenderemo sino all’ultimo i diritti dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie danneggiate. Per questo abbiamo attivato le procedure per ricorrere al Tar del Lazio e ottenere giustizia».Poi ha continuato: «La Consulta oltre a ripristinare il principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, aveva inviato un chiaro segnale al Governo e all’amministrazione scolastica: bisognava ritenere illegittima la norma della Legge 111 del 2011 - ha concluso Pacifico - che fissava l’obbligo di accorpamento in istituti comprensivi di scuole d’infanzia, primarie e medie con meno di mille alunni». Insomma, secondo l’Anief, non aver adottato questi parametri, avrebbe prodotto, negli ultimi sei anni, non solo la sparizione di migliaia di scuole, ma anche di circa 200mila tagli di posti, tra docenti e personale Ata, di cui l’Anief ha calcolato che solo nell’ultimo triennio ne sarebbero stati cancellati 44.500.

 

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