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Come proteggere gli animali dai botti di capodanno Stampa
Scritto da Virginia Bellino   
Lunedì 31 Dicembre 2012 03:54

Ogni anno dopo la tradizionale pazza notte di Capodanno, tocca sempre ed inesorabilmente fare il bilancio dei morti e dei feriti.

I tradizionali botti con cui molti salutano il nuovo anno causano infatti molti danni non solo alle persone, ma anche ai nostri amici animali provocando, in certi casi, persino la loro morte. Secondo l'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) sono all’incirca 5.000 gli animali che perdono la vita la notte del 31 dicembre.

I fuochi  artificiali – prosegue l’Aidaa – sono causa di morte, ferimenti e traumi per tanti animali; lo scoppio dei petardi in piena notte causa, infatti, danni inimmaginabili: negli uccelli un botto causa uno spavento tale che li induce a fuggire dai loro nidi, volando al buio anche per chilometri, e concludendo la corsa, spesso, con la morte; nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea stress e spavento tale da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio"


La Lega nazionale per la difesa del cane invita "tutti i cittadini che amano la vita e rispettano la vita altrui a non acquistare i botti per festeggiare l'arrivo del nuovo anno”. E anche molti comuni, ogni anno, hanno preso l’abitudine di vietare i botti di capodanno per salvaguardare l’incolumità delle persone ma anche quella dei nostri amati pelosetti.

E a tal proposito, anche Michela Vittoria Brambilla, che combatte da molto tempo per i diritti degli animali, a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, lancia un appello ai sindaci dei Comuni italiani: “Vietate i botti di fine anno, sono pericolosi sia per gli uomini che per gli animali. Sono pericolosissimi per le persone, come dimostra il bollettino di guerra che ogni primo dell’anno viene riportato dai media, e rappresentano una vera e propria tortura, a volte con effetto mortale, per gli animali. Non rischiate di rovinarvi la festa e non mandate in fumo i vostri soldi. Potrete spenderli per una causa migliore”.

Ma cosa possiamo fare noi per cercare di aiutare i nostri amici a 4 zampe a superare al meglio questa “ notte di rumore selvaggio” ?

Ebbene, per tutelare la serenità dei nostri amici animali e fare in modo che un momento di festa non si trasformi in tragedia, bastano pochi accorgimenti, e a tal proposito la  LAV, come ogni anno, ha stilato un piccolo decalogo per stare più tranquilli la notte di San Silvestro. Si tratta di poche semplici regole che possono fare la differenza. Eccole.

  • Non lasciate i vostri animali da soli, ma teneteli al vostro fianco.
  • Non lasciateli mai all’aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo dei quali è la fuga.
  • Non teneteli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi.
  • Se solitamente li tenete fuori, consentitegli di stare in casa almeno la sera di Capodanno.
  • Non lasciateli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto.
  • · Dotateli di tutti gli elementi identificativi possibili (oltre al microchip, medaglietta con un recapito).
  • Evitate di disturbarli se si nascondono in un luogo della casa: considerano sicuro il loro rifugio.
  • Accendete radio o tv per minimizzare i botti.
  • Prestate attenzione anche agli animali in gabbia e non teneteli sui balconi. Nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress dei rumori, rivolgetevi in anticipo al vostro veterinario di fiducia ed evitate i rimedi fai da te.
  • Se l’animale scompare, presentate subito una denuncia di smarrimento e seguite questi consigli:

...il cane si è smarrito

  • darne immediata segnalazione alla Polizia Municipale o al Servizio Veterinario della ASL
  • tappezzare la zona in cui è avvenuto lo smarrimento e quelle circostanti di locandine dove sia indicata la descrizione del cane (taglia, colore, sesso, nome, eventuale razza, segni particolari, tipologia e colore del collare, caratteristiche della sua personalità: timido, pauroso, socievole), completata da una foto e dal numero di telefono del proprietario. Affiggere le locandine in luoghi particolarmente frequentati come bar, edicole, negozi e punti di transito, fermate degli autobus, cassonetti, ambulatori veterinari, rifugi per animali
  • non limitare la ricerca alla zona dove il cane si è smarrito in quanto può avere percorso molta strada dal momento in cui si è perso
  • inviare l’appello a giornali e radio locali
  • contattare le associazioni animaliste e zoofile della zona
  • recarsi personalmente nei canili della zona e di quelle limitrofe e chiedere di fare un giro tra i box
  • chiamare i veterinari della zona

...il gatto non è rientrato in casa

  • Come nel caso di smarrimento del cane è necessario tappezzare di locandine la zona e quelle circostanti, visitare le strutture di accoglienza e chiedere a radio e giornali di diffondere il tuo appello

«Gli animali hanno una percezione dei rumori forti più acuta della nostra – spiega Ilaria Innocenti, responsabile LAV per il settore cani e gatti – e rumori improvvisi e così potenti possono gettarli nel panico, provocando tentativi di fuga, attacchi di panico, infarti e strangolamenti nel tentativo di scappare. Per questo, la scelta migliore che possiamo fare è di tenerli al nostro fianco e farli sentire al sicuro».

Lo stesso problema riguarda anche gli animali selvatici che, colti improvvisamente dalle deflagrazioni, scappano via all’impazzata, scontrandosi spesso contro muri, vetrate o automobili.

Naturalmente, accanto a tutti questi importanti accorgimenti, ogni persona di buona volontà può cercare essa stessa di farsi promotrice con il proprio buon esempio d’evitare la follia dei botti di capodanno che spesso, in pochi secondi, trasformano un momento di festa in tragedia ( e non solo per gli animali ).

DICIAMO DUNQUE NO AI BOTTI DI CAPODANNO E TUTTI, UOMINI E ANIMALI, NE TRARREMO SICURO GIOVAMENTO!!!

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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