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Arcangelo Preiti - Sparatoria Palazzo Chigi: “Luigi non è uno squilibrato” Stampa
Scritto da Il Fatto Quotidiano   
Domenica 28 Aprile 2013 13:16

Sei colpi di pistola contro due carabinieri. E’ quanto accaduto alle 11.40 di fronte a Palazzo Chigi durante il giuramento del nuovo governo. Gli esponenti delle forze dell’ordine sono stati feriti uno in maniera grave al collo, l’altro alla gamba, ma entrambi – pur se ricoverati in codice rosso – non sarebbero in pericolo di vita. L’attentatore è stato subito fermato: si tratta di Luigi Preiti, classe ’64, calabrese di Rosarno, ma residente da anni ad Alessandria. Anche lui è rimasto ferito, ma non a seguito della sparatoria, bensì durante la colluttazione con i carabinieri. Nessun precedente penale alle spalle, è accusato di tentato omicidio, porto e detenzione di armi.  L’uomo, in giacca e cravatta, ha attraversato la piazza e all’improvviso, dopo aver gridato alle forze dell’ordine “Sparatemi, sparatemi!”, ha aperto il fuoco contro i due carabinieri: feriti il brigadiere Giuseppe Giangrande, di 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, di 30, entrambi del Battaglione Tuscania. Il primo è ricoverato in prognosi riservata per una ferita al collo, il secondo è ferito gravemente alla gamba. Lo si apprende da fonti dell’Arma. Anche una passante, secondo quanto riportano le agenzie, è rimasta ferita in modo lieve: colpita di striscio da una scheggia, è stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale. Si tratta di una donna incinta.

 

 

Dopo aver sparato, Luigi Preiti ha cercato di fuggire, ma è stato bloccato. In un primo momento, si era parlato di lui come di uno squilibrato con seri problemi psichici, ma successivamente la testimonianza del fratello dell’attentatore ha dato una versione diversa sulle condizioni di salute del 49enne di origini calabresi. Luigi Preiti, infatti, non soffrirebbe di turbe psichiche: “Fino a ieri mattina Luigi era una persona lucida e intraprendente. Lui viveva a Predosa, poco lontano da me – ha detto Arcangelo Preiti - Ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie, è padre..”. L’attentatore è un muratore, aveva deciso due anni fa di lasciare il Piemonte e tornare nel suo paese d’origine non solo in seguito alla separazione, ma anche a causa della disoccupazione, conseguenza della crisi che ha colpito l’edilizia. A Rosarno l’uomo aveva trovato solo un impiego saltuario e faceva anche dei lavori in proprio. Secondo alcune ricostruzioni, Preite in crisi per la separazione e i problemi economici sarebbe entrato nel giro dei videopoker.

Nei momenti successivi alla sparatoria, mentre ancora al Colle era in corso il giuramento, è scattato lo stato di ”massima allerta” sul piazzale antistante il Quirinale, dove le forze dell’ordine hanno iniziato a far defluire la folla. La misura sarebbe dovuta alla possibilità che ci fosse ancora in circolazione un uomo armato, ipotesi poi smentita poiché è sicuro che Preiti ha agito da solo. Sono stati immediatamente rafforzate anche le misure di sicurezza al Colle. Si tratterebbe di una procedura normale, ma oggi è ancora più indispensabile essendoci all’interno tutto il nuovo governo. Grande agitazione nella sala al Quirinale durante la cerimonia di giuramento. La notizia della sparatoria ha fatto immediatamente il giro dei presenti: molti gli operatori e i giornalisti che stanno abbandonando le loro postazioni. Il neo ministro dell’Interno Angelino Alfano è stato informato subito dopo aver giurato. Il segretario Pdl, seduto in prima fila, era sorridente quando è stato avvicinato da un funzionario del Colle che, evidentemente, lo ha informato del gravissimo fatto. Poco dopo è stato informato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ stato il neo ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, invece, a dare al premier Enrico Letta la notizia. Il nuovo esecutivo, appena conclusa la cerimonia, si apprestava a lasciare il Salone delle Feste tra strette di mano e sorrisi, quando Franceschini si è avvicinato al premier per avvisarlo del grave fatto avvenuto davanti a Palazzo Chigi. Eloquente il cambio di espressione sul volto del presidente del Consiglio, una volta appresa la notizia.

L’area intorno a palazzo Chigi è stata completamente transennata dai Vigili Urbani. Bandoni sono stati srotolati in via del Corso e il traffico è bloccato. Dietro le transenne sono centinaia le persone che si sono assiepate: scattano fotografie e cercano di sapere cosa sia accaduto. All’interno del perimetro delimitato è un continuo via vai di ambulanze e forze dell’ordine. Al momento è consentito accedere alle zone limitrofe al luogo dove si è verificata la sparatoria solo a piedi. Gianni De Gennaro, sottosegretario ai Servizi segreti del governo Monti, si è recato sul luogo della sparatoria per controllare la scena del crimine. De Gennaro e uscito da Palazzo Chigi dove si trovava. ”Abbiamo saputo, stiamo andando lì”. Lo ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro, nel cortile del Quirinale dopo il giuramento, prima di andare a Palazzo Chigi e spiegando di avere appena appreso della notizia della sparatoria davanti alla sede del governo.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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