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Terremoto in Campania – La Reggia di Caserta sorvegliata speciale – Michelini (INGV): «Lo sciame sismico proseguirà nei prossimi giorni» Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Lunedì 30 Dicembre 2013 14:01

Anche la Reggia di Caserta resta un sorvegliato speciale.

Dopo alcuni crolli spontanei che si sono verificati nel corso degli ultimi giorni antecedenti il sisma del 29-12-13, la Sopraintendenza di Caserta ha deciso di chiudere la Reggia Vanvitelliana per eseguire dei sopralluoghi di controllo.

«Ho appena sentito il ministro per i Beni Culturali e per il Turismo, Massimo Bray, preoccupato di possibili ripercussioni della scossa di terremoto sulla Reggia». È  quanto scrive su un social network il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio. «Al momento - prosegue il pirmo cittadino - non mi vengono segnalati fatti in proposito».

La scossa delle 18.08 è stata avvertita chiaramente anche nella penisola sorrentina e verso sud.

 

 

Non sono giunti, fortunatamente, informazioni riguardo a nuovi crolli agli scavi archeologici di Pompei che hanno subito danni negli ultimi tempi a causa delle piogge e dell’incuria

Il Presidente dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Alberto Michelini ha detto che le scosse di assestamento proseguiranno per diversi giorni.

La causa che ha creato questo sisma che a Napoli ha fatto ritornare alla mente i giorni del terrore di 33 anni fa, sia per il giorno che per ora (era domenica il 23 novembre 1980), è dovuta ad una espansione dell’Appennino che si sta distaccando sempre più dal Tirreno e dall’Adriatico.

Lo stesso meccanismo è stato alla base del recente sisma avvenuto a Gubbio e del terremoto dell'Aquila nel 2009, anche se le faglie coinvolte sono diverse.

Per quanto riguarda la sismicità storica, l'area colpita dal terremoto di recente è stata una zona silenziosa dal punto di vista sismico, ma in passato ha conosciuto forti scosse, anche di magnitudo stimata intorno a 7: come il 26 luglio 1805 (magnitudo stimata 6.6); 5 giugno 1688 (a sud est dell'epicentro di oggi) quando vi è stato un terremoto di magnitudo stimata quasi 7; il 5 dicembre 1456 (magnitudo stimata sempre intorno a 7).

In Campania forti terremoti si sono verificati anche più di recente, anche se sono avvenuti in aree e su faglie completamente diverse e non collegate a questa del Matese: come il sisma del 23 novembre 1980 di magnitudo 6,9 in Irpinia che causò quasi 3000 morti e il terremoto del 21 agosto del 1962, fra Sannio e Irpinia, di magnitudo stimata 6.1 che causò circa una ventina di morti e oltre 16.000 senzatetto.

 

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