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MONITORE NAPOLETANO
Fondato nel 1799 da
Carlo Lauberg ed Eleonora de Fonseca Pimentel
Anno CCXXI

Rifondato nel 2010
Direttore: Giovanni Di Cecca

Il penultimo Angelus del Papa Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca, inviato presso la Santa Sede   
Martedì 19 Febbraio 2013 18:32

Abbiamo affrontato nel corso di questi ultimi giorni il calvario di una decisione che “rompe” con una tradizione quasi millenaria, quella delle dimissioni di un Pontefice

Eravamo a Piazza San Pietro il 17 febbraio, il giorno del penultimo Angelus di Joseph Ratzinger nei panni di Papa Benedetto XVI.

Il testo dell’Angelus e del dopo è disponibile in calce (fornito dalla Sala Stampa Vaticana).

Qual era lo spirito delle persone che andavano a Piazza San Pietro?

Abbiamo fatto il viaggio con loro e abbiamo raccolto le seguenti testimonianze.

«Incredula!» mi dice una ragazza in treno durante il viaggio da Napoli a Roma.

«Cioè un Papa che si dimette è assurdo, l’ultima volta è stato con Celestino, il Papa che Dante mette all’infernp.Che era il 1300 grossomodo, no?» continua.

 

 

Questa è stata la frase che più è ricorsa durante la traversata, incredulità, altre persone hanno anche avuto un senso di smarrimento.

Una volta alla Stazione Termini di Roma, un fiume umano si dirige verso la Linea A della Metropolitana che porta a Piazza San Pietro (il supporto per questo evento è stato oggettivamente rafforzato dal Comune di Roma)

«Il vecchio Papa anche se stava veramente male è rimasto fino alla fine. ‘Sto Papa ha scambiato l’abito per quello di un manager che se dimette quanno vole» mi dice un’altra signora che stava andando in Vaticano a vedere l’Angelus nella Metropolitana

Poi mi guarda ancora e mi dice «Non se fa così, se stai li ce devi sta!»

Per il Comune ci sono stati più di 50.000 persone in Piazza (a mio avviso 100.000 non erano da scartare)

Quello che è stato più divertente sono stati i turisti che ho trovato a Roma.

Per la maggior parte orientali (c’era un gruppetto di Giapponesi)  non si rendevano veramente conto di quello che stava accadendo.

Durante l’Angelus ho avuto modo di constatare è stato un altro particolare: un Pontefice che si dimette e che, in fin dei conti non dice nulla, nessuna giustificazione del gesto, nessun dettaglio in più

Le persone che erano in San Pietro si aspettavano un gesto, una frase, un qualcosa che spiegasse il motivo di un simile gesto.

Nulla!

La sensazione che ho avuto in San Pietro è stata strana, irreale, come se niente era accaduto, quando, invece, era accaduto tutto.

E ancora più strano è stato il dopo.

San Pietro svuotata, come accade nelle celebrazioni relativamente importanti e in Piazza erano rimasti i soliti turisti che andavano in giro per ammirare le bellezze del Vaticano.

Una giornata come le altre.

Anche i colleghi della Stampa in Piazza erano pochi. A parte la RAI e, credo la BBC, non ho visto assiepati le troupe come accadde in un altro contesto (era anche Giovanni Paolo II).

Il penultimo Angelus è coinciso anche con il ritiro dalla scena mediatica di una settimana per compiere gli esercizi spirituali.

Domenica prossima avremo l’ultimo Angelus del Papa, e ci sarà da credere che la folla potrà essere ancora più grande.

Il 27 febbraio l’incontro con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il 28, alle ore 20, come detto in Sala Stampa da Padre Lombardi, prenderà il volo (nel senso stretto del termine) ed andrà nella residenza estiva di Castel Gandolfo per tutta la durata del Conclave.

Una uscita di scena tutto sommato spettacolare.

Quando muore un Papa, l’anello viene spezzato dal Camerlengo per evitare la creazione di possibili falsi ad hoc (anche se, guardando Giovanni Paolo II, il suo anello sta ora a Wadowice nella chiesa dei Carmelitani Scalzi).

A detta di Padre Lombardi (che nel futuro conclave avrà una splendida vetrina mediatica) l’anello del pescatore di Papa Benedetto XVI dovrebbe essere annullato, come anche il sigillo di piombo.

Dopo ci sarà la Sede Vacante.

Nei prossimi giorni pubblicheremo i nomi dei Cardinali elettori e cercheremo di capire se dopo 35 anni ci sarà un Papa Italiano oppure ci sarà ancora un Pontefice “straniero”

Di seguito riportiamo il teso del Penultimo Angelus di Papa Benedetto XVI

Cari fratelli e sorelle!

mercoledì scorso, con il tradizionale Rito delle Ceneri, siamo entrati nella Quaresima, tempo di conversione e di penitenza in preparazione alla Pasqua. La Chiesa, che è madre e maestra, chiama tutti i suoi membri a rinnovarsi nello spirito, a ri-orientarsi decisamente verso Dio, rinnegando l’orgoglio e l’egoismo per vivere nell’amore. In questo Anno della fede la Quaresima è un tempo favorevole per riscoprire la fede in Dio come criterio-base della nostra vita e della vita della Chiesa. Ciò comporta sempre una lotta, un combattimento spirituale, perché lo spirito del male naturalmente si oppone alla nostra santificazione e cerca di farci deviare dalla via di Dio. Per questo, nella prima domenica di Quaresima, viene proclamato ogni anno il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto.

Gesù infatti, dopo aver ricevuto l’“investitura” come Messia – “Unto” di Spirito Santo – al battesimo nel Giordano, fu condotto dallo stesso Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Al momento di iniziare il suo ministero pubblico, Gesù dovette smascherare e respingere le false immagini di Messia che il tentatore gli proponeva. Ma queste tentazioni sono anche false immagini dell’uomo, che in ogni tempo insidiano la coscienza, travestendosi da proposte convenienti ed efficaci, addirittura buone. Gli evangelisti Matteo e Luca presentano tre tentazioni di Gesù, diversificandosi in parte solo per l’ordine. Il loro nucleo centrale consiste sempre nello strumentalizzare Dio per i propri interessi, dando più importanza al successo o ai beni materiali. Il tentatore è subdolo: non spinge direttamente verso il male, ma verso un falso bene, facendo credere che le vere realtà sono il potere e ciò che soddisfa i bisogni primari. In questo modo, Dio diventa secondario, si riduce a un mezzo, in definitiva diventa irreale, non conta più, svanisce. In ultima analisi, nelle tentazioni è in gioco la fede, perché è in gioco Dio. Nei momenti decisivi della vita, ma, a ben vedere, in ogni momento, siamo di fronte a un bivio: vogliamo seguire l’io o Dio? L’interesse individuale oppure il vero Bene, ciò che realmente è bene?

Come ci insegnano i Padri della Chiesa, le tentazioni fanno parte della “discesa” di Gesù nella nostra condizione umana, nell’abisso del peccato e delle sue conseguenze. Una “discesa” che Gesù ha percorso sino alla fine, sino alla morte di croce e agli inferi dell’estrema lontananza da Dio. In questo modo, Egli è la mano che Dio ha teso all’uomo, alla pecorella smarrita, per riportarla in salvo. Come insegna sant’Agostino, Gesù ha preso da noi le tentazioni, per donare a noi la sua vittoria (cfr Enarr. in Psalmos, 60,3: PL 36, 724). Non abbiamo dunque paura di affrontare anche noi il combattimento contro lo spirito del male: l’importante è che lo facciamo con Lui, con Cristo, il Vincitore. E per stare con Lui rivolgiamoci alla Madre, Maria: invochiamola con fiducia filiale nell’ora della prova, e lei ci farà sentire la potente presenza del suo Figlio divino, per respingere le tentazioni con la Parola di Cristo, e così rimettere Dio al centro della nostra vita.

Dopo l'Angelus

Grazie a tutti voi!

Chers pèlerins francophones, le Carême qui vient de commencer est une invitation à donner davantage de temps à Dieu, dans la prière, la lecture de sa Parole et les sacrements. Par le jeûne nous apprendrons à ne pas négliger la véritable nourriture, spirituelle, pour résister aux tentations de l’indifférence et du laisser-aller, de l’égoïsme et de l’orgueil, de l’argent et du pouvoir. Méditons la manière dont Jésus a surmonté les tentations et demandons-lui la force de lutter contre le mal. Que ce Carême soit pour chacun le chemin d’une authentique conversion à Dieu et un temps de partage intense de notre foi en Jésus Christ ! Je vous remercie de votre prière et je vous demande de m’accompagner spirituellement durant les Exercices spirituels qui commenceront ce soir. Je vous bénis tous de grand cœur.

I greet all the English-speaking visitors and pilgrims present for today’s Angelus.  Today we contemplate Christ in the desert, fasting, praying, and being tempted.  As we begin our Lenten journey, we join him and we ask him to give us strength to fight our weaknesses.  Let me also thank you for the prayers and support you have shown me in these days.  May God bless all of you!

Von Herzen heiße ich alle deutschsprachigen Pilger willkommen. Die Lesungen und das Evangelium des heutigen Sonntags stellen uns vor Augen, daß der Mensch sich oft unwürdig und bedürftig empfindet, wenn er Gott gegenübersteht. Und er ist es ja auch. Aber der Herr kommt dem Sünder entgegen und erneuert ihn. Suchen wir immer wieder die Begegnung mit Christus, aus der wir Nahrung und Orientierung für unsere Aufgaben in der Welt schöpfen können. Ich danke euch vor allem für die zahlreichen Beweise eurer Verbundenheit und für euer Gebet in diesen für mich schwierigen Tagen. Ich bitte euch, mir und der Römischen Kurie besonders in der heute beginnenden Woche nahe zu sein, während wir unsere alljährlichen Exerzitien halten. Der Heilige Geist begleite uns alle auf unserem geistlichen Weg in der Fastenzeit.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular al grupo del Colegio sacerdotal argentino de Roma. En esta Cuaresma pidamos al Señor que la contemplación de los misterios de su pasión, muerte y resurrección nos ayude a seguirlo más de cerca. Al mismo tiempo, de corazón agradezco a todos su oración y afecto en estos días. Os suplico que continuéis rezando por mí y por el próximo Papa, así como por los Ejercicios espirituales, que empezaré esta tarde junto a los miembros de la Curia Romana. Llenos de fe y esperanza, encomendemos la Iglesia a la maternal protección de María Santísima. Muchas gracias.

Drodzy Polacy, serdecznie pozdrawiam was wszystkich, którzy uczestniczycie w modlitwie Anioł Pański. Dziękuję bardzo za modlitewne wsparcie i duchową bliskość w tych szczególnych dniach dla Kościoła i dla mnie. Dzisiejsza Ewangelia ukazuje nam Chrystusa, kuszonego na pustyni przez szatana. Umocnieni łaską Bożego Syna umiejmy zwyciężać zło, zerwać z grzechem, służyć tylko Bogu samemu. Waszym modlitwom polecam rekolekcje, które dzisiaj rozpoczniemy w Watykanie. Z serca wam błogosławię.

[Cari Polacchi, saluto cordialmente voi tutti che partecipate a questa preghiera dell’Angelus. Vi ringrazio tanto per il vostro orante sostegno e la vicinanza spirituale in questi giorni particolari per la Chiesa e per me. Il Vangelo di oggi ci fa contemplare Gesù tentato da satana nel deserto. Confortati dalla grazia del Figlio di Dio, cerchiamo di combattere contro il male, di rompere con il peccato, di servire Dio soltanto. Raccomando alle vostre preghiere gli Esercizi spirituali in Vaticano che inizieremo questa sera. Vi benedico di cuore.]

 

Un caloroso saluto infine ai pellegrini di lingua italiana. Grazie a voi! Grazie di essere venuti così numerosi! Grazie! La vostra presenza è un segno dell’affetto e della vicinanza spirituale che mi state manifestando in questi giorni. Vi sono profondamente grato! Saluto in particolare l’Amministrazione di Roma Capitale, guidata dal Sindaco, e con lui saluto e ringrazio tutti gli abitanti di questa amata Città di Roma. Saluto i fedeli della diocesi di Verona, quelli di Nettuno, di Massannunziata e della parrocchia romana di Santa Maria Janua Coeli, come pure i ragazzi di Seregno e di Brescia. A tutti auguro una buona domenica e un buon cammino di Quaresima. Questa sera inizierò la settimana di Esercizi spirituali: rimaniamo uniti nella preghiera. Buona settimana per tutti voi. Grazie!

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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