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MONITORE NAPOLETANO
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Il redditometro ed il fisco lunare, 20 anni dopo Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Martedì 08 Gennaio 2013 13:59

A novembre abbiamo accennato all'introduzione del redditometro, oggi si stanno pubblicando le modalità di come verrà applicato.

Sembra quasi di vedere un film già visto 20 anni fa, quando nel 1993 l’allora Presedente della Repubblica Scalfaro, bacchettò il modello 740 definendolo lunare per le richieste assurde che furono fatte (cavalli, deltaplani, ecc).

Oggi, 20 anni dopo ci ritroviamo, forse, punto e a capo.

Se l’evasione fiscale è un danno all’erario da 120.000.000.000 di €uro l’anno, e rientrare anche solo del 25% può essere un metodo per incominciare a saldare “qualche spesuccia” del debito pubblico, il metodo applicato lascia veramente basiti.

Le principali voci sotto la lente del Fisco saranno:

- Alimentari e abbigliamento. Rientrano nella marcro-area le spese per cibo e bevande, vestiti e scarpe, mobili ed elettrodomestici e collaboratori domestici, alle quali si aggiungeranno, voce Combustibili ed Energia, anche i controlli delle spese per energia elettrica, gas e riscaldamento centralizzato.


- Trasporti. Comprendono le spese per Rc auto, assicurazioni per incendio e furto, bolli, pezzi di ricambio, carburanti, manutenzione e riparazione di auto e simili, ma anche spese per tram, autobus e taxi, canone di leasing o noleggio e i kw medi delle auto private secondo le informazioni del Pra.

- Comunicazioni. La categoria si riferisce alle spese per il  possesso di apparecchi per telefonia, spese di traffico telefonico, e, voce Casa, quelle relative a mutuo o canone di affitto, canone di leasing immobiliare, acqua e condominio e intermediazioni immobiliari.

- Istruzione. In questa area si dovranno indicare i costi sostenuti per libri, tasse scolastiche e  le rette per asili nido, scuola per l’infanzia, scuola primaria e secondaria, corsi di lingue straniere, corsi universitari, tutor, scuole di specializzazione e master, e, infine, soggiorni studio all’estero e affitto per studenti universitari.

- Tempo libero e cultura. Si tratta delle spese per giochi e giocattoli, radio, tv, hi-fi, computer, libri non scolastici, giornali e riviste, dischi, abbonamenti radio, televisione e internet, lotto e lotterie e quelle sostenuti per la loro riparazione.

- Sanità. In essa risaltano le spese per medicinali e visite mediche.

- Investimenti. La voce comprende immobili (fabbricati e terreni), beni mobili registrati (auto e caravan, moto, minicar, natanti e imbarcazioni, aeromobili), polizze assicurative (investimento, prudenza, vita), contributi previdenziali volontari, azioni, obbligazioni, finanziamenti, capitalizzazioni, quote di partecipazione, fondi di investimento, derivati, certificati di deposito, pronti contro termine, buoni postali fruttiferi, conti di deposito vincolati, altri titoli di credito, altri prodotti finanziari, valuta estera, oro, numismatica, filatelia. E ancora, oggetti d’arte o antiquariato, manutenzione straordinaria delle unità abitative, donazioni ed erogazioni liberali.

- Altri beni e servizi. Spese sostenute per assicurazioni danni, infortuni e malattia, contributi previdenziali, parrucchiere e istituti di bellezza, centri benessere, argenteria, gioielleria e bigiotteria ma anche borse e valige, alberghi, viaggi organizzati, cene fuori e assegni al coniuge.

Innanzitutto la retroattività al 2009 ha del folle, poiché il contribuente dovrebbe ricordarsi quali sono state le spese effettuate per il benessere, per la biancheria, per l’automobile, ecc.

Poi, l’altro punto folle è quello dell’inversione della prova, cioè non è più il fisco a dover dimostrare l’evasione, ma è il contribuente a doversi difendere.

Altro elemento poco convincente è l'utilizzo, per certe voci che non sono monitorabili direttamente, di dati medi ISTAT anche se il contribuente ha dichiarato di spendere di meno. Una follia. Se è già difficile dimostrare acquisti di tre o quattro anni fa, come si può dimostrare di non aver speso?

E poi, il fattore acquisto casa.

Sembra che questo Governo dimissionato ce l’abbia a morte con chi decide di comprare casa.

Come è noto l’acquisto di una casa non è una cosa che si fa in un batter d’occhio, ma è una scelta oculata che si programma nel corso degli anni e che coinvolge (soprattutto oggi) non solo gli interessati (generalmente giovani e neo sposi), ma spesso tutta la famiglia.

Fino all'anno scorso quando veniva acquistato un immobile, il Fisco ipotizzava che la somma spesa fosse stata accumulata per quote costanti negli anni precedenti. Ora, invece, l'intero ammontare finirà a reddito (detratte le spese come il mutuo). Con il risultato che il reddito virtuale risulterà lontano anni luce da quello reale.

Insomma se il principio può sembrare giusto, cioè colpire chi evade, in questo nuovo “fiscalpolice” chi potrebbe essere colpito non è l’evasore (che per definizione è un invisibile) ma il contribuente virtuoso.

Infatti il metodo che si vuole applicare, potrebbe far definitivamente fermare i consumi in un momento come questo (è iniziato il 5° anno di recessione) in cui sarebbe più opportuno incentivarli a tutti i costi.

A proposito di ISTAT la disoccupazione giovanile è ai record storici dal 1992 oltre il 37% nella fascia 15-24 anni, e non si incentiva la creazione di nuove aziende il problema di può solo aggravare.

Ovviamente incentivare non significa dare soldi a fondo perduto, oppure fare finta di sgravi per poi dare la mazzata dopo, ma semplicemente creare un sistema fiscale semplicissimo (la classica partita doppia che ha dato a questo paese il boom economico) dove sugli incassi si pagano delle tasse ragionevoli (e per ragionevoli si intende una pressione fiscale non più alta del 30%), altrimenti il fenomeno dell’evasione non diminuisce ma si accresce.

Guardando un momento indietro, quando l’Italia uscita dalla II Guerra Mondiale (ovviamente distrutta) seppe scrivere una delle più illuminate Costituzioni della Storia contemporanea, la politica (eletta o tecnica che sia) dovrebbe incominciare a leggerla, ma soprattutto applicare i primi 11 articoli della parte fondamentale.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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