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Sydney, 50 Ostaggi in cioccolateria - Esposta bandiera islamica Stampa
Scritto da ANSA   
Lunedì 15 Dicembre 2014 16:21

La polizia ha detto che non puo' ancora parlare di operazione terroristica.

I negoziatori della polizia ''sono in contatto'' con l'autore del sequestro ma non conoscono le motivazioni del gesto. Le immagini della tv hanno mostrato il drappo nero con la scritta in caratteri arabi, fissato da alcuni ostaggi su una finestra dell'edificio. La scritta sembra riprodurre la shahada, vale a dire la professione di fede musulmana: ''Non c'e' Dio che Allah e Maometto e' il suo profeta''.

 

 

La piazza e' stata chiusa alla circolazione, e numerosi poliziotti hanno circondato la cioccolateria. Le immagini televisive hanno mostrato la bandiera nera con scritte islamiche in bianco sistemata su una finestra dell'edificio. Alcuni testimoni hanno detto di aver sentito forti detonazioni somiglianti a colpi di arma da fuoco. Le immagini tv hanno mostrato gli uomini delle forze dell'ordine con armamento pesante puntare le armi da fuoco in direzione del locale. Patrick Byrne, un produttore della catena televisiva Channel Seven, la cui redazione e' situata di fronte alla cioccolateria, ha detto che i dipendenti dell'emittente hanno visto la cattura degli ostaggi svolgersi sotto i loro occhi. ''Ci siamo precipitati alla finestra e abbiamo avuto la visione scioccante e agghiacciante di persone alzare le mani di fronte ai vetri del locale'' hanno detto alla televisione Australian Broadcasting Corporation. La polizia australiana ha riferito che e' in atto un'operazione per ''un incidente'' accaduto al teatro dell'Opera di Sydney, senza precisare se l'incidente stesso abbia un legame con la cattura di un gruppo di ostaggi in corso in una cioccolateria della citta'. ''La polizia e' intervenuta al teatro dell'Opera'' ha detto alla France Presse un portavoce della polizia del Nuovo Galles del sud, lo stato di cui Sydney e' capitale. L'Opera e'stata evacuata, secondo i media locali.

E' stato identificato l'uomo che a Sydney sta tenendo l'Australia con il fiato sospeso, dopo aver sequestrato una cinquantina di persone in una cioccolateria della Lindt a Sydney: si tratta di un 50enne di origini iraniane, Man Haron Monis, "già noto alle forze di sicurezza per aver scritto lettere minacciose alle famiglie dei soldati australiani uccisi" in Afghanistan. I primi tre ostaggi sono scappati correndo via dal bar dove si è barricato il sequestratore armato, a Martin Place, piazza situata nel quartiere degli affari della città. Poi sono fuggiti altri due ostaggi, per un totale di cinque, tre uomini e due donne. Una delle persone liberate dalla caffetteria è stata portata in ospedale. Lo rendono noto fonti sanitarie dello stato, secondo quanto riferisce la Abcnews.

Sono circa 40-50 le persone tenute in ostaggio: lo ha detto l'amministratore delegato della Lindt Australia, Steve Loane, secondo quanto scrive la Bbc online. L'emittente televisiva australiana Abc News ha individuato l'identità dell'uomo armato ma, come chiesto dalla polizia, non la renderà pubblica.

Il sequestratore ha chiesto alla polizia una bandiera dello Stato Islamico in cambio della liberazione di alcuni ostaggi: lo scrive il The Sydney Morning Herald, che cita un esponente della comunità musulmana. L'uomo ha esposto una bandiera islamica che non sarebbe però la bandiera dell'Isis.

L'uomo armato avrebbe piazzato due bombe nel locale e altre due all'esterno: lo hanno detto alcuni ostaggi a Channel 10. Due radio locali e due tv hanno ricevuto telefonate da persone sequestrate nella cioccolateria che hanno detto di chiamare per conto del sequestratore.

"La prima cosa che faremo è verificare se queste persone stanno bene", ha detto il vice capo della polizia del Nuovo Galles del Sud, Catherine Burn. "Lavoreremo con loro per ottenere maggiori informazioni", ha proseguito. I negoziatori della polizia "sono in contatto con l'uomo armato che si trova nel bar, ma per il momento non conoscono i motivi del suo gesto, ha aggiunto Burn.

L'uomo armato che tiene in ostaggio numerose persone nella cioccolateria di Sydney, oltre ad una bandiera dell'Isis, ha chiesto di parlare con il premier australiano Tony Abbott: lo si apprende dai media locali, che hanno parlato con alcuni ostaggi nel locale. La polizia non conferma le richieste ed ha chiesto ai media di non diffondere le conversazioni con gli ostaggi.

L'uomo costringe gli ostaggi - a turno - a stare davanti alla vetrina del locale, anche per due ore alla volta: lo riporta un giornalista dell'emittente tv 7News, la cui sede si trova davanti al locale. Secondo i media, un uomo - che sembra essere il sequestratore - è stato visto attraverso le vetrine del caffè: ad un certo punto, avrebbe usato un ostaggio come scudo umano mentre si muoveva nel locale.

Il premier australiano Tony Abbott ha subito convocato il Comitato di sicurezza nazionale riunendo i componenti del suo governo e i consiglieri della sicurezza. ''Si tratta evidentemente di un avvenimento inquietante ma tutti gli australiani devono essere rassicurati sul fatto che le forze dell'ordine e della sicurezza sono ben addestrate e agiscono in maniera professionale'' ha detto Abbott.

"Sono stato informato durante la notte dell'assedio a Sydney. Ci preoccupa profondamente ed i miei pensieri vanno a tutti coloro che ne sono rimasti coinvolti": lo ha scritto il premier britannico David Cameron sul suo account Twitter.

La crisi degli ostaggi potrebbe durare fino a domani: lo ha detto il capo aggiunto della polizia dello Stato del Nuovo Galles del sud, Catherine Burn, spiegando che la polizia sta "negoziando" con il sequestratore e che le autorità stanno gestendo la situazione in modo "pacifico". Lo riporta il quotidiano The Sydney Morning Herald

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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