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È morto il boss dei Casalesi Carmine Schiavone - Nel 1997 aveva svelato i traffici di rifiuti tossici alla Commissione Ecomafie Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Domenica 22 Febbraio 2015 14:10

>>> Desegretati gli atti della confessione alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse del 7 ottobre 1997 del Collaboratore di Giustizia Carmine Schiavone


È morto nella sua abitazione nel Viterbese Carmine Schiavone, ex boss dei Casalesi, a lungo collaboratore di giustizia

La causa del decesso sarebbe un infarto. Aveva 72 anni.

Schiavone, da quanto si apprende, era caduto dal tetto dell'abitazione qualche giorno fa mentre stava eseguendo alcuni lavori ed è stato portato in ospedale.

Oggi, dunque, l'infarto letale.

 

Carmine Schiavone da diverso tempo era uscito dal programma di protezione per i pentiti.

Fecero scalpore le sue dichiarazioni sul traffico e l'interramento dei rifiuti tossici nella Terra dei fuochi.

Il traffico e l'interramento dei rifiuti in provincia di Caserta era un affare da 600-700 milioni di lire al mese, che ha devastato terre nelle quali, visti i veleni sotterrati, si poteva immaginare «che nel giro di vent'anni morissero tutti».

Parole che mettono i brividi quelle pronunciate nel 1997 dal pentito dei casalesi Carmine Schiavone - morto oggi nella sua abitazione del Viterbese - davanti alla Commissione ecomafie, in una audizione i cui verbali furono desecretati nel 2013. La sentenza senza appello pronunciata dall'ex boss riguardava tanti centri del Casertano, «gli abitanti di paesi come Casapesenna, Casal di Principe, Castel Volturno e così via, avranno, forse, venti anni di vita».

Rifiuti radioattivi «dovrebbero trovarsi in un terreno sul quale oggi ci sono le bufale e su cui non cresce più erba», raccontava Schiavone.

Fanghi nucleari, riferiva, arrivavano su camion provenienti dalla Germania.

Nel business del traffico dei rifiuti, secondo il pentito, erano coinvolte mafia, 'ndrangheta e Sacra Corona Unita.

 

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