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Libia - Saif al Islam Gheddafi condannato a morte in contumacia Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 28 Luglio 2015 13:33

Saif al Islam, secondogenito di Muammar Gheddafi, è stato condannato alla pena di morte da un tribunale di Tripoli per la repressione violenta durante la rivolta del 2011. Stessa sentenza anche per l'ex capo dell'intelligence libica Abdullah al Senussi e l'ex premier libico Baghdadi al-Mahmoudi, arrestato nel 2011 dopo la caduta del regime.

 

 

Lo riferisce al Jazeera. Saif è attualmente detenuto in un carcere di Zintan: la milizia rifiuta di consegnarlo al governo centrale.

Saif al Islam Gheddafi, considerato il delfino del padre, è stato condannato in contumacia.

L'ultima volta che era comparso in tribunale era il 27 aprile, in video conferenza dalla prigione di Zintan, a 180 km a sud-ovest di Tripoli.

Era stato arrestato il 19 novembre 2011 mentre cercava di fuggire in Niger.

Contro di lui era stato spiccato un mandato di cattura internazionale, in particolare per crimini contro l'umanità commessi durante la repressione della rivolta popolare poi trasformatasi in guerra civile.

Saif al Islam Gheddafi, figlio del Colonnello Gheddafi, è stato condannato al plotone di esecuzione da un tribunale di Tripoli. Al Mabruk Qarira, ministro della Giustizia di Tobruk, il cui governo è riconosciuto a livello internazionale, ha affermato di non riconoscere il procedimento giudiziario e la sentenza di condanna a morte emessa da un tribunale di Tripoli nei confronti di Saif al Islam Gheddafi.

Il governo di Tobruk considera il tribunale di Tripoli "illegittimo", perché si trova in una città che non è sotto il controllo dello Stato

SCHEDA, GLI OTTO FIGLI DI GHEDDAFI

Il leader libico Muammar Gheddafi ha avuto otto figli da due moglie diverse: da Fatima ha avuto il primogenito Mohammad, da Safia gli altri.

- Mohammad: l'imprenditore. Presidente del Comitato olimpico libico e capo di Lybiana, una delle due aziende nazionali di telefonia mobile. Secondo notizie dell'intelligence americana rivelate da Wikileaks, si e' scontrato con i fratelli Mutassim e Saadi per il controllo dell'azienda che produce la Coca Cola in Libia.

- Saif Al Islam (39 anni): l'erede designato. E' il piu' noto dei figli di Gheddafi, quello che tiene i rapporti con i media internazionali. Laureato in Inghilterra in Architettura, ha conseguito un dottorato alla London School of Economics con un tesi risultata in gran parte copiata. E' sempre apparso come il piu' progressista dei figli del dittatore, quello piu' aperto alla democrazia e alle riforme. Possiede tre reti televisive e due giornali ed e' presidente della associazione caritatevole Fondazione Gheddafi.

- Saadi (38): il leggerone. Giocatore di calcio senza talento, grazie alle conoscenze del padre ha militato brevemente in Perugia, Udinese e Sampdoria. E' il piu' gaudente dei figli del rais, famoso per le feste e le imitazioni. Guida la Federcalcio libica e ha investito un centinaio di milioni di dollari in una societa' di Hollywood che avrebbe dovuto produrre film. Mandato a Bengasi all'inizio della rivolta, si e' salvato a stento dalle grinfie dei ribelli.

- Mutassim Bilal: il militare. Tenente colonnello dell'esercito, ha guidato il Consiglio per la sicurezza nazionale. Dopo Saif al Islam, e' considerato un possibile erede di Muammar.

- Hannibal: il picchiatore. Ha mandato in ospedale la moglie a Londra, ha picchiato fotografi e poliziotti in Italia, e' stato condannato per armi in Francia. E' stato arrestato in Svizzera per maltrattamenti alla servitu' e suo padre per rappresaglia ha scatenato una guerra diplomatica, tenendo agli arresti per mesi due cittadini elvetici. Ha avuto anche flirt con attricette italiane.

- Aisha (33): la bella. Avvocato, ha fatto parte del collegio difensivo di Saddam Hussein. Nota per la sua bellezza, ma anche colta e intelligente, e' stata delegata dell'Onu per la lotta all'Aids. Sposata e madre di figli, dopo che e' scoppiata la rivolta e' apparsa in pubblico piu' volte a sostegno del padre.

- Saif Al Arab (29): studente a Monaco di Baviera, si e' dedicato piu' alle feste che agli studi, facendosi denunciare per rissa in un locale, rumori molesti con la sua Ferrari, contrabbando di armi verso la Francia e altri affari non specificati. Dopo lo scoppio dell'insurrezione gli erano state affidate delle truppe per combattere i ribelli. Si era anche sparsa la voce che avesse defezionato e fosse passato con loro. Un raid della Nato lo ha ucciso stanotte nella sua casa di Tripoli, insieme a tre nipoti. Secondo il governo libico, nell'abitazione c'erano anche suo padre Muammar (vero obiettivo dell'attacco) e sua madre, che sono rimasti illesi.

- Khamis (28): il macellaio (definizione degli insorti). Laureato all'accademia militare di Tripoli, comanda la Brigata Khamis, in prima linea nella repressione della ribellione. Era stato dato per morto il 20 aprile, ma la notizia era falsa

 

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