LIBERTÀ
EGUAGLIANZA
MONITORE NAPOLETANO
Fondato nel 1799 da
Carlo Lauberg ed Eleonora de Fonseca Pimentel
Anno CCXXIII

Rifondato nel 2010
Direttore: Giovanni Di Cecca

Unioni Civili - L'Ipocrisia dell'ideologia - Il Punto del Direttore Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Sabato 23 Gennaio 2016 12:11

Ci sono momenti della giornata che mi sento veramente indignato di essere Italiano (ancora mi riesce fortunatamente).

L'articolo pubblicato precedentemente (a cui questo fa seguito) è uno di quei casi di indignazione di "ipocrisite acuta", malattia sfortunatamente non contagiosa, che colpisce solo ed esclusivamente le persone che hanno per motto Libertà ed Uguaglianza (motto storico del nostro giornale).

 

 

Mi riferisco al gioco, portato al ribasso da una parte della sinistra, i cosiddetti CattoDem (cose da far impallidire la buonanima di De Gasperi e soci), oltre, ma è storia nota, la parte centro-destra del Parlamento su quello che è veramente il grande passo del diritto verso l'equiparazione di tutte le coppie che decidono di contrarre matrimonio (perché è da sempre un contratto).

Un piccolo passo indietro

L'anno scorso abbiamo festeggiato i 70 dalla fine della Seconda Guerra Mondiale che a fine guerra ha lasciato sul terreno una cifra intorno i 71.100.000 morti.

Il principio su cui si era basato il conflitto era la determinazione della razza superiore e dei modi di vivere che dovevano essere dati in un determinato modo.

In soldoni, quello che spesso (anche a sproposito) è definito con il termine razzismo e omofobia.

Fatto questo piccolo excursus, allo stato attuale noi (almeno in Italia) consideriamo unioni di Serie A queli fatti da uomo e donna, che devono prevedere tutte le possibili tutele, e quelle di Serie Z (in quanto non esistono praticamente) quelle di persone dello stesso sesso.

Fatto sta, che le tanto propagandate "idee giuste" (principalmento di stampo religioipocrita, a prescindere dal credo personale) hanno fatto in modo che in questo paese la gente si sposasse di meno, e, udite udite, si facessero meno figli, perché, sempre in soldoni, non è un business sconveniente, a differenza di come accade in altri paesi europei come Francia, Scandinavia, Inghilterra (considerandola nel Metternicchiano termine di Europa Espressione Geografica) ed altri paesi dove è incentivata la formazione di nuove famiglie.

A tutto questo, va aggiunto anche la solita e vecchia ipocrisia (più precisamente paura) di accettare ciò che la fine di quel conflitto super sanguinoso ha dato, ovvero la Libertà di pensare ed agire e di autodeterminare se stessi, e l'Uguaglianza di ogni essere umano davanti gli altri esseri umani a prescindere dal credo, colore e razza di appartenenza (non lo dice chi vi scrive, ma sono in estrema sintesi i diritti universali dell'uomo)

Il vuoto politico generato, poi dai CattoIpocriti che per la paura di perdere voti in Parlamento alle prossime elezioni (piuttosto che, come diceva un Cattolico lungimirante come De Gasperi, di pensare alle generazioni future, ovvero di perdere l'appoggio di quelle lobby potenti interne al cosiddetto Cattolicesimo che sono prossime a tutte le lobby di questo pianeta), adducendo lo snaturamento della forma familiare standard, ha generato una sentenza della Cassazione circa tre anni fa.

Tale Sentenza e la 601 che esprime: «alla base della doglianza del ricorrente non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza», ma solo «il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale». In tal modo, osservano i giudici , «si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino», quindi non c'è una effettiva dimostrazione che un bimbo affidato ad una coppia Gay possa avere traumi tali da avere problemi di qualunque tipo nel suo futuro.

A questo va aggiunto che il Parlamento Europeo riconosce le Famiglie Gay e che sempre il Parlamento Europeo condanna l'Italia per non aver introdotto regole per la tutela delle coppie Gay.

Se perfino la Cattolicissima Irlanda (per non parlare della Spagna di Zapatero di inizio 2000) ha promulgato una legge che estende i diritti e doveri del matrimonio alle coppie gay (caso che fece scattare Monsignor Parolin, Segretario di Stato del Papa, tra le altre cose), in Italia siamo ancora al punto che è un reato ideologico, perché tradisce quello che è stato per secoli lo standard di famiglia riferimento, propagandato, a torto, da istituzioini che preferscono il dolore di una vita di coppia alla possibilità di ricostruire tutto con una persona più degna (caso emblematico quello di Marcello Mastroianni che si separò nel 1970 dalla Flora Carabella, a causa delle sue tante scappatelle, ma da cui non divorzò mai per la sua formazione cattolica)

Il DDL Cirinnà forse è troppo blando ed è un gioco al ribasso e, da cittadino Napoletano, Italiano ed Europeo, non lo accetteri mai.

Per quanto mi riguarda basterebbe fare una estensione di quello che è il Matrimonio (laico ovviamente, perché quello religioso è esclusiva competenza di altre forze in gioco, come accade per il Divorzio) con tutti i diritti e doveri che in esso sono previsti (quindi possibilità di adottare, procreare assistiti e qualunque altra forma prevista di "famiglia" dalla Costituzione)

Solo così potremmo veramente dare seguito a quell'articolo 3 della Costituzione che testualemente cita:

Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

e tornare ad essere quel faro e baluardo della Civiltà che siamo stati per secoli, e che, per giochini di cortile, spesso barattiamo per un pungo di voti in più.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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