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Cristiani e Musulmani in chiesa insieme contro il Terrorismo - In 23.000 Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 31 Luglio 2016 20:33

Croce e Corano. In Francia e in Italia migliaia di musulmani hanno partecipato oggi, ultima domenica di un luglio di sangue, alle Messe in segno di fraternità, di pace e di cordoglio. L'omicidio di padre Jacques Hamel, l'anziano sacerdote sgozzato mentre celebrava, nella chiesetta di Saint-Etienne-du-Rouvray, ha scosso la comunità islamica, perlomeno in questo spicchio d'Europa, e sollevato un'ondata di solidarietà.

 

 

Lo testimoniano le nette parole di condanna del terrorismo pronunciate da tanti esponenti musulmani dopo l'orrore di Rouen, ma soprattutto le immagini, fortemente simboliche, catturate dalla cronaca, di commossi abbracci tra parroci, vescovi e imam. Una straordinaria saldatura tra fedi diverse che certamente nasce sull'onda emotiva di un tragico evento ma che potrebbe segnare anche, come auspicato dal cardinale Bagnasco «l'inizio di un nuovo percorso».

«Non sempre abbiamo sentito una reazione corale, ora questo invece si sta creando. È vero infatti che il mondo musulmano è abbastanza frammentato per motivazioni di carattere teologico, che non ci competono, ma su questo punto fondamentale di condanna netta della barbarie si può essere tutti d'accordo. E ora mi pare - ha detto - che si vada in questa direzione». A Parigi nella chiesa di Saint-Bernard de la Chapelle, nel cuore della Goutte d'Or, uno dei quartieri più multietnici, Mohamed Salah Hamza, il rettore della moschea della zona ha partecipato alla messa: «Oggi i musulmani devono gridare alto e forte un solo e unico slogan: 'Pas en mon nom'», ha detto incassando il fragoroso applauso dei fedeli.

Almeno duemila fedeli cattolici accompagnati da un centinaio di musulmani si sono riuniti nella cattedrale di Rouen per rendere omaggio al parroco assassinato dai jihadisti. E proprio la moschea di Saint-Etienne-du-Rouvray ha rifiutato di seppellire uno dei due killer di padre Jacques nel cimitero maomettano del comune.

In Italia sono stati oltre 20mila i musulmani che stamani hanno varcato la soglia di una chiesa a Torino, Milano, Padova, Novara, Bari, Firenze, Palermo, Verona, Siena, Trento, Bolzano, Sondrio, Terni, Spoleto, Fermo. E ancora a Bologna, dove una delegazione musulmana parteciperà martedì alla Messa in suffragio delle vittime della strage alla stazione, ad Assisi dove l'Imam e la sua famiglia si sono uniti alla comunità di frati per il pranzo, a Ventimiglia dove il parroco ha offerto simbolicamente anche ai musulmani pezzi di pane.

A Genova, durante la celebrazione nella Cattedrale di San Lorenzo, quando la liturgia è arrivata allo scambio del segno di pace, i fedeli cristiani si sono spostati alla prima panca della navata centrale dove erano i musulmani e hanno stretto loro la mano. Dure le parole dell'imam di Vobarno, paese dove è cresciuto un foreign fighters italiano, che ha fortemente preso le distanze dai terroristi definendoli «criminali e falliti» senza temere ritorsioni: «Non ho paura. Come me la pensano gli altri Imam con i quali sono in contatto».

E ancora più esplicito Abn Al Gaffour, presidente del Coreis per l'Italia. «Quell' 'Allah u Akbar' che pronunciano sempre - ha detto nella basilica di San Guadenzio, a Novara - mi ricorda tanto il 'Gott mit uns' dei nazisti, ma non si uccide in nome di Dio». A Trieste davanti alla chiesa Notre Dame de Sion si sono riunite la comunità cattolica, quella musulmana e quella serbo-ortodossa e insieme hanno cantato e pregato esibendo striscioni con la scritta «Il terrorismo non è l'Islam».

«Qui siamo a casa» hanno detto gli imam durante la messa a Santa Maria in Trastevere a Roma. E con un «Salam aleikum» ha concluso Abdullah Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana, parlando dall'altare della Cappella del Tesoro di San Gennaro del Duomo di Napoli; poi si è stretto in un abbraccio con il vescovo ausiliario mons. Acampa. Un dialogo tra islam e cristianesimo che ha trovato conferma nei ringraziamenti della Coreis (Comunità Religiosa Islamica Italiana) ma a cui non crede affatto il leader della Lega Matteo Salvini.

«Qualcuno è felice perché qualche islamico oggi va a Messa. Poveri illusi. Si vadano a leggere la Dichiarazione Islamica dei diritti dell'uomo del 1981 o la Dichiarazione del Cairo dei diritti umani dell'Islam del 1990. La »legge islamica« prevale su tutto e tutti, il resto sono palle. Oggi l'Islam non è compatibile con le nostre libertà e i nostri diritti. Chi non lo capisce o è illuso, o è ignorante, o è complice» ha scritto su Facebook.

La Coreis, che per prima ha risposto all'appello per un gesto di solidarietà dopo i fatti di Rouen, ringrazia «per questa benedetta giornata di domenica nella quale i nostri imam insieme a delegazioni di fratelli e sorelle sono stati accolti in numerose chiese e parrocchie, dove hanno potuto portare un saluto di solidarietà e fratellanza spirituale alla comunità cristiana in occasione della Santa messa in molte città italiane e francesi». Dalla Comunità religiosa islamica un grazie alla Cei, alle parrocchie, ai musulmani a al presidente Mattarella.  

«Desideriamo ringraziare la Conferenza Episcopale Italiana, in particolare il suo presidente Eminenza Cardinale Angelo Bagnasco per aver sostenuto l'iniziativa, con l'auspicio che questo sia 'l'inizio di un percorso nuovò. Desideriamo ringraziare le diocesi e le parrocchie che hanno voluto accogliere questo nostro saluto simbolico» afferma Imam Yahya Pallavicini, presidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana.

«Ringraziamo - prosegue - tutte le comunità islamiche presenti sul territorio che hanno voluto partecipare all'iniziativa, tra cui il Centro Islamico Culturale d'Italia (CICI), la Confederazione Islamica Italiana (CII), l'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (U.C.O.I.I.), Istituto Tevere, Centro Islamico Roma Tuscolana, Centro Islamico Muhammadiyya di Brescia, Centro Culturale Islamico di Via Padova 144 (Milano), Comunità Somala di Milano, Confederazione Islamica di Lombardia, Moschea di Gallarate, Centro Culturale Islamico di Novara, Centro Islamico Cittadino di via Mascaretti Piacenza, Centro Islamico di Via Caorsana Piacenza, DITIB, Jerrahi Elveti, GMI Giovani Musulmani Italiani, Comunità dei Musulmani della Liguria, Consulta delle Culture del Comune di Palermo, Consolato del Regno del Marocco in Sicilia». Un grazie, infine, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella «per aver espresso il proprio particolare apprezzamento e sostegno all'iniziativa, definendola 'molto significativà».


A Napoli uniti nel Duomo

Insieme ai fratelli musulmani che sono qui oggi, ad allietare questa celebrazione, chiediamo al Signore il dono della pace": lo ha detto il Vescovo ausiliario di Napoli, monsignore Gennaro Acampa, aprendo la messa del mattino nella Cappella del Tesoro di San Gennaro del Duomo di Napoli al quale partecipa una delegazione della federazione regionale della Campania della Confederazione Islamica in segno di solidarietà per l'omicidio del sacerdote cattolico, padre Jacques Hamel, avvenuto il 26 luglio nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray, nei pressi di Rouen, in Francia.

Alla celebrazione partecipa Abdullah Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana.

"Il nostro dialogo con la comunità e i nostri fratelli cattolici proseguirà, ma da oggi deve proseguire in modo più intenso. C'é bisogno di più dialogo, di più affermazione di valori comuni che sono i valori di pace, di solidarietà, di amore, per rispetto del nostro unico Dio, misericordioso e compassionevole". Lo ha detto Abdullah Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana, parlando dall'altare della Cappella del Tesoro di San Gennaro del Duomo di Napoli.

"La pace sia con voi", è stato l'esordio di Cozzolino che con una delegazione della Federazione regionale della Campania della Confederazione Islamica ha partecipato alla messa celebrata dal Vescovo ausiliario di Napoli, monsignore Gennaro Acampa.

"Siamo qui oggi - ha proseguito Cozzolino che ha parlato al termine della celebrazione - per dare testimonianza del nostro cordoglio, della nostra profonda amarezza per quanto è successo a Rouen. Noi musulmani non ci riconosciamo in simili gesti e siamo contro il terrore e contro il radicalismo. Dobbiamo tendere tutti verso la pace e verso l'unione.

Vi saluto rivolgendovi il nostro messaggio di pace "Salam aleikum"", ha concluso Cozzolino che, ai piedi dell'altare, si è stretto in un abbraccio con mons. Acampa. "Padre Jacques - ha commentato Acampa - con incontri come questi, ha già fatto un miracolo". "La nostra presenza in chiesa - ha poi detto Cozzolino parlando con i giornalisti al termine della messa - è la testimonianza di uomini di fede per ribadire l'importanza dei luoghi religiosi, dei riti religiosi e dei ministri di culto, a qualunque fede appartengano". "I propositi criminali - ha continuato - non appartengono alla nostra fede, non appartengono a nessuna fede, come ha ribadito molto bene papa Francesco. Questa non é una guerra di religione. Noi ribadiamo in modo chiaro la nostra ferma convinzione al "no" contro qualsiasi forma di radicalismo. Ci impegniamo e proseguiremo in questo senso per evitare che possano, anche solo minimamente, avvicinarsi queste idee". "Tutti i Paesi - ha concluso Cozzolino rispondendo ai giornalisti - si adoperino per rendere più efficaci i processi di integrazione. Bisogna evitare che ci siano forme di marginalità all'interno dei contesti nazionali europei. Da parte nostra dobbiamo dare la nostra testimonianza culturale e religiosa per fare in modo che si ribadisca in modo chiaro la nostra scelta netta contro qualsiasi forma di terrore, di violenza, di morte".

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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