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Marche - Nuova Scossa in diretta TV - Magitudo 6.3 Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 26 Ottobre 2016 20:19

Una nuova scossa è stata avvertita in diretta a Chi l'ha visto che sia a Roma che in collegamento da Perugia.

Mentre nel secondo collegamento da Ancona la scossa è stata molto forte.

Si parla di 6.4 Magnitudo. Scossa avvertita anche a Napoli Fuorigrotta, dove alcuni lampari hanno vacillato.

 

Da Facebook si stanno registrando alcune persone che hanno avvertito la scossa delle 21.18 in alcune zone di Napoli come il Vomero, Pianura, Colli Aminei, Zona Ospedaliera, Via Manzoni, Secondigliano, Piazza Carlo III, Capodimonte, Poggioreale, e Piazza Garibaldi, al Centro Storico, Soccavo

Avvertiti anche a Quarto, Caserta, Ercolano, ed in altri comuni della Provincia

 

Una forte scossa di terremoto è stata avvertita in tutta l'Italia centrale, alle 19.11, Roma compresa. L'epicentro del sisma, di magnitudo 5.4, si è verificato nella Val Nerina, nella zona compresa tra Perugia e Macerata. Un'altra scossa si è verificata intorno alle 21.18, magnitudo 6.2. Tanta paura anche a Roma, dove la terra ha tremato notevolmente. La nuova fortissima scossa è stata avvertita soprattutto nelle Marche, in tutta la regione.

A Cascia segnalate persone tra le macerie. A Visso c'è un ferito per il crollo di un controsoffitto. Il centro più vicino all'epicentro è Castelsantangelo sul Neradove il sindaco ha segnalato crolli. Si segnalano crolli anche a Norcia, nel Perugino, dove risulta danneggiata la Chiesa di Santa Maria delle Grazie già colpita dal sisma del 24 agosto. Crolli anche ad Amatrice. Secondo la protezione civile al momento non risultano vittime.

Il terremoto secondo l'Ingv è collegato al sisma del 24 agosto. Il Cnr ha parlato dell'attivazione di una nuova faglia. La scossa si è verificata a una profondità compresa tra i 9 e i 10 chilometri: un sisma molto superficiale che per questa ragione è stato avvertito in un'area molto ampia. In tutte le Marche, dalle zone terremotate dell'Ascolano ad Ancona, a Fabriano e Pesaro, nel Lazio, in quasi tutta l'Umbria e in Abruzzo. Molte persone sono uscite di casa spaventate. Paura anche a Roma, dove la scossa, durata svariati secondi, è stata sentita nettamente anche ai piani basse delle abitazioni. I lampadari hanno tremato, le porte e le finestre hanno vibrato. Tantissime le chiamate ai vigili del fuoco. Non si sa ancora se ci sono stati danni. 

Castelsantangelo sul Nera, il paese più vicino all'epicentro della scossa, è un comune di 318 abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche. Al momento è senza corrente elettrica. Nel suo territorio, nella zona del parco di monti Sibillini, si trovano le sorgenti del fiume Nera. «Ci sono crolli, non abbiamo notizie di vittime ma siamo al buio e sotto un diluvio, aspettiamo che la Protezione civile ci porti delle torri faro», ha detto il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci che sta cercando di coordinare i soccorsi. Alcune squadre di soccorso sono partite in direzione di alcune frazioni dei comuni dell'area epicentrale che risultano isolate.​

Tanta paura e crolli di cornicioni a Visso, sempre in provincia di Macerata. La popolazione si è riversata in strada e sono numerosissime le telefonate ai vigili del fuoco. Le linee telefoniche di Macerata e provincia sono rimaste isolate per una mezz'ora. Difficile fare chiamate sia ai telefoni fissi che a quelli mobili. Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci sono i comuni nell'epicentro. 

Per il crollo di un masso è stata chiusa la strada Salaria all'altezza di Arquata del Tronto». Così il dirigente della Protezione civile regionale Cesare Spuri.

Da una prima ricognizione effettuata attraverso le proprie direzioni territoriali, le strutture aeroportuali delle Regioni Marche, Toscana, Umbria e Abruzzo, interessate dal sisma della serata di oggi non hanno riportato danni e sono tutte operative». Lo rende noto l'Enac in un comunicato. La zona del Lazio interessata dal sisma, invece, rileva l'Ente, «non ha infrastrutture aeroportuali aperte al traffico commerciale. L'operatività dei voli dunque, al momento, è regolare. L'Enac continua a monitorare la situazione nelle aree coinvolte».

Sul fronte della distribuzione di profughi sul territorio, anche alla luce dei fatti accaduti a Gorino, nel Ferrarese, «penso che facciano bene i prefetti a imporsi: perché un conto è l'autonomia e un conto la responsabilità». È quanto sostenuto, a margine della presentazione dell'edizione 2016 del 'Festival della cultura tecnicà, dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, secondo cui «la ricreazione è finita» ed «è bene che si collabori tutti». A giudizio del primo cittadino emiliano, «rivendicare l'autonomia scaricando sugli altri è francamente al di sotto delle necessità: sono persone - ha sottolineato riferendosi a quanto accaduto a Gorino - che hanno bisogno di ospitalità: non provocano assolutamente degrado, hanno solo bisogno di essere assistite perché scappano da guerre, da persecuzioni.

Quindi - ha aggiunto ancora - non è assolutamente accettabile una reazione del tipo 'non nel mio giardino perché il giardinò rischia di non esserci più per nessuno. La ricreazione è finita - ha puntualizzato Merola -: è bene che si collabori tutti ad una cosa che oltretutto non è così impattante perché stiamo parlando di persone che collocate in modo equo possono essere sostenute da qualsiasi comunità locale». Di fronte alla situazione dei migranti, ha osservato, «mi aspetto, siccome il Comune di Bologna aderisce volontariamente allo Sprar, che ai Comuni che aderiscono allo Sprar si diano le risorse necessarie così come ha convenuto il nostro premier e come sarà fatto. Quelli che non aderiscono allo Sprar non pensino di cavarsela rimanendo in silenzio: se c'è bisogno - ha concluso Merola - devono fare la loro parte perché siamo una Repubblica non un insieme di principati». Il più colpito Castelsantangelo sul Nera, il più abitato Visso.

Sono i paesi situati alle pendici dei monti Sibillini quelli interessati dalla scossa delle 19.11, la maggior parte con pochi centinaia di abitanti, in un territorio di montagna. Il centro con più abitanti è Visso.

- CASTELSANTANGELO SUL NERA: è il paese più vicino all'epicentro della scossa di terremoto delle 19.11 è un comune di 318 abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche. Nel suo territorio, nella zona del parco di monti Sibillini, si trovano le sorgenti del fiume Nera. Castelsantangelo sul Nera si trova in linea d'aria a 17 chilometri e mezzo a nord ovest di Arquata del Tronto, uno dei centri più colpiti dal sisma del 24 agosto. e a 12 km da Norcia. Si trova a 780 metri di altezza.

- VISSO: È il comune con più abitanti tra quelli interessati più direttamente dalla scossa odierna. Ha oltre 1.200 abitanti e si trova ad un'altitudine di 600 metri. Dal 1993, Visso è la sede del Parco nazionale dei Monti Sibillini, sempre nelle Marche.

- USSITA: conta circa 400 abitanti ed ha una serie di frazioni come Fluminata, Sasso, Pieve, Vallazza e Tempori, che formano adesso un unico centro abitato che ha assunto il nome di Ussita. Si trova ad un'altitudine di 774 metri.

- PRECI: comune di circa 750 abitanti che si trova in provincia di Perugia in Umbria. Si trova sempre nella zona dei Simbruini a circa 600 metri di altezza.


L'esperto

Il terremoto di magnitudo 5,4 avvenuto oggi nella zona compresa tra Perugia e Macerata è collegato a quello avvenuto il 24 agosto nel Reatino. Lo ha detto all'Ansa il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

«Il terremoto - ha proseguito Amato - è avvenuto nel bordo settentrionale toccato dalla sequenza sismica attiva da due mesi». È ancora presto per ulteriori analisi, ha aggiunto il sismologo Alessandro Amato, e «al momento possiamo dire che il terremoto è avvenuto su un'altra struttura collegata a quel sistema di faglie». Secondo le prime analisi la nuova struttura attivata si troverebbe qualche chilometro più a Nord della faglia attivata il 24 agosto.

«Il terremoto di oggi ha perturbato ulteriormente il volume crostale e nelle prossime ore sono possibili altre scosse perchè quelle del sisma di oggi potrebbero sommarsi a quelle del proseguimento della perturbazione del 24 agosto», ha detto il sismologo Massimo Cocco, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Nuova faglia. Una prima «ipotesi, se verranno confermate le prime informazioni, è che si tratti dell'attivazione di una nuova faglia, probabilmente legata verso Nord a quella che ha generato la scossa dello scorso agosto». Lo afferma Paolo Messina, direttore dell'Igag-Cnr (Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche), sulla forte scossa di terremoto percepita in tutta l'Italia centrale.

Scossa che, secondo l'esperto, «rientra, purtroppo, in una dinamica possibile quando si verificano fenomeni come quello che ha avuto il suo momento di più tragico impatto lo scorso 24 agosto. Siamo ancora a pochi minuti dai fatti e quindi restano da definire con notizie più precise l'epicentro e la profondità dell'ipocentro».

Effetto domino. Ogni terremoto di una certa energia può generare una sorta di 'effetto dominò: la faglia che si è messa in movimento nel sisma di oggi ha risentito probabilmente dell'energia caricata dall'evento che nell'agosto scorso ha interessato il Reatino. La zona colpita oggi è, infatti, come tutto il sistema di faglie dell'Italia centrale, estremamente complessa. La probabilità che una sequenza sismica possa finire per attivare faglie vicine è nota, ma i sismologi non si stancano di ripetere che è impossibile fare qualsiasi previsione su quando e dove possa avvenire una nuova rottura. Certamente alcune zone, come quelle dell'Appennino centro-meridionale, hanno una maggiore probabilità che avvengano i terremoti rispetto ad altre aree.

Oltre che dal luogo, la probabilità dipende anche dal tempo: dopo un forte terremoto, la perturbazione indotta sulle altre faglie aumenta la probabilità che avvengano altri forti terremoti. Si tratta, dicono i sismologi, di probabilità solitamente inferiori al 10%. Questo accade perchè quando avviene un terremoto, questo carica di energia altre faglie in zone limitrofe e se una di queste era già prossima alla rottura diventa più facile che possa generare un altro terremoto forte, anche ravvicinato nel tempo, ma non sappiamo con certezza nè dove nè quando il nuovo terremoto possa avvenire. per esempio, non siamo in grado di capire se sarà più a Nord o a Sud, ci sono tante faglie, e non sappiamo se ed eventualmente quale di queste sia quella pronta ad attivarsi.


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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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