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Sorrento - Le celebrazioni del Venerdì Santo Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Venerdì 14 Aprile 2017 12:44

Le due grandi festività dell'anno, ancor oggi sono Natale, e quella di Pasqua.

Se Natale è universalmente una festa celebrata e conosciuta in tutto il mondo, quella della Pasqua assume diverse caratteristiche a seconda della nazione dove viene celebrata (e non in tutte le Nazioni)

 

 

Anni fa facemmo uno Speciale Pasqua (ancora non c'erano venti di Guerra come oggi...) , nel quale cecammo di spiegare sia come si calcola la Pasqua, sia come il significato di Pasquetta e delle uova.

Ma ciò che attira sempre di più l'interesse, soprattutto in Italia, sono le tradizioni secolari legate alla celebrazione dei riti della Pasqua.

Se in TV man bassa di ascolti la fa la Via Crucis del Papa, ormai dal 1975 (da Papa Paolo VI in poi), rimane molto forte e sentita la partecipazione nelle piccole cittadine di riti antichi che celebrano la morte e resurrezione di Cristo.

Sorrento, famosa in tutto il mondo per il Tasso, il limoncello, e nel XX Secolo per un film che consacrò Sophia Loren in quel Pane, Amore e Fantasia, ha una antica tradizione nella celebrazione dei riti della Pasqua, con quelle che sono conosciute e semplificate come la processione dei Bianchi e dei Neri, ovvero della Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica e Venerabile Arciconfraternita della Morte che avemmo modo di trattare due Pasque fa.

Due processioni molto suggestive, anche perché quella di Santa Monica viene fatta di sera intorno le 3.00 del mattino per le strade di Sorrento.

Il Corteo del Venerdì Santo

La Processione, composta da oltre cinquecento persone, è aperta dalla Banda Musicale (da sempre viene scelta una delle migliori del sud Italia), la quale suona le tradizionali marce funebri, musiche tanto tristi quanto solenni, che, a differenza della loro originaria destinazione, sono divenute una “colonna sonora” familiare ed attesa dai sorrentini.

Sopraggiungono, poi, i quattro incappucciati di “apertura”: si tratta di partecipanti che, oltre a portare le fiaccole, indossano sulla veste una fascia trasversale con l’indicazione del nome della confraternita. A seguire è tutto un alternarsi di piccole croci, portate a spalla dai partecipanti più piccoli, e fiaccole. In questa prima parte del corteo sfilano i simboli dell’Arciconfraternita: labaro, vela, pannetto.

La seconda parte del corteo, aperta dal “tronco”, una grande croce di cartapesta, è caratterizzata dalla sfilata dei martìri o misteri ossia, come già detto, i simboli delle sofferenze inflitte a Cristo nel suo cammino verso il Golgota. In questa parte del corteo i lampioni sostituiscono le fiaccole.

Il corteo si conclude con il coro del Miserere, il bellissimo simulacro dell’Addolorata, di scuola leccese del secolo scorso, i confratelli ed il Governo dell’Arciconfraternita.

La gente segue con partecipazione il corteo in una atmosfera irreale e cupa per il silenzio e l’oscurità notturna costellata qua e là soltanto dai tremuli bagliori delle torce di cera accese sui balconi.

Un silenzio raggelante che lascia spazio solo ai lamenti dei bimbi impauriti ed al rumore lontano, mai come in questo caso, delle autovetture. La partecipazione alle processioni e’ motivo di orgoglio per i numerosissimi sorrentini, in particolar modo giovani, che le attendono per mesi tramandandosi questa tradizione di padre in figlio. Numerosi sono i bambini, anche di pochi anni, che partecipano alla Processione portando cestini con fiori primaverili dinanzi alla statua.

Come si può evincere da quanto detto le Processioni del Venerdì Santo sono tutt’altro che mere manifestazioni folcloristiche ma rappresentano la testimonianza dell’attaccamento alle radici religiose dei sorrentini.

Photogallery - La processione della Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica

Photo by Giovanni Di Cecca / MagnaPicture.com --- Archivio Storico dicecca.net - MONITORE NAPOLETANO


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