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Berlino - 30 anni fa cadeva il Muro - L'eredità di quell'evento Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Sabato 09 Novembre 2019 09:11

7 anni fa il 9 novembre 2012, compariva il primo articolo sul Muro di Berlino, quel mostro di Cemento e Ferro che aveva diviso materialmente l'Est e l'Ovest e ne era diventato il più macabro esempio di come gli uomini avessero scelto di vivere.


Ovviamente lo scegliere era soltanto riferito ai capi che avevano abbracciato la causa comunista e con lo stesso cinico e spietato metodo delle SS Naziste avevno applicato il feroce metodo di controllo.

Se da un lato Honecker, anche se fu costretto a dimettersi per ragioni di salute prima del 9 novembre 1989, aveva dovuto costruirlo il muro per salvaguardare la DDR, ovvero, Deutsche Demokratische Republik, la Repubblica Democratica Tedesca, che tutto era tranne che democratica, avendo una spia per ogni 50 abitanti (contro una spia per ogni 600 abitanti a Mosca all'epoca), per evitare che altri giovani, in particolare, medici, ingegneri, e persone dotate lasciassero la Gabbia dello Zoo di Berlino Est ed andassero a Ovest.

Un piano fatto a dovere che, in quel 1961, consentì una fulminea applicazione ed in poco tempo i circa 150km di confine, di quello che poi sarebbe diventato il Muro più famoso e triste del mondo, da semplice confine scritto col gesso divenne un vero e proprio intreccio di filo spinato prima e cemento dopo

Tanti furono i tentativi di scavalcare e fuggire, e anche tanti furono i morti che ci provarono nel passare dalla HDR, ovvero Horror Demokratische Republik, alla Germania Ovest.

Al contempo ci furono diversi i tentativi di far cadere il Muro, ma la Guerra Fredda, la III Guerra Mondiale senza truppe e bombardamenti, era in corso e farlo cadere significava inesorabilmente che il Comunismo era morto.

Per molti, anche a livello politico preferirono avere un Muro e non una guerra ancora più devastante

Da notare che i muri che all'epoca esistevano erano circa 7, contro i circa 70 esistenti oggi (il più famoso è quello che divide la Palestina da Israele)

Kennedy con un palco di fronte al muro usò le famose frasi: «Ci sono molte persone al mondo che non comprendono, o non sanno, quale sia il grande problema tra il mondo libero e il mondo comunista.
Fateli venire a Berlino!
Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è l'onda del futuro.
Fateli venire a Berlino!
Ci sono alcuni che dicono che, in Europa e da altre parti, possiamo lavorare con i comunisti.
Fateli venire a Berlino!
E ci sono anche quei pochi che dicono che è vero che il comunismo è un sistema maligno, ma ci permette di fare progressi economici.
Lasst sie nach Berlin kommen! Fateli venire a Berlino! [...]
Tutti gli uomini liberi, ovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso di dire: Ich bin ein Berliner! (sono un Berlinese, NdT). »

Ma le parole di Viktor Suvorov in “L'ombra della Vittoria”, forse sono le pià emblematiche:

«[…] più lavoro, ingegnosità, denaro e acciaio i comunisti mettevano per migliorare il Muro, più chiaro diventava un concetto: gli esseri umani possono essere mantenuti in una società comunista solo con costruzioni impenetrabili, filo spinato, cani e sparandogli alle spalle. Il muro significava che il sistema che i comunisti avevano costruito non attraeva ma repelleva. »

28 anni durò il Berliner Mauer, fin quando in una conferenza stampa del Politburo, Günter Schabowski, alla domanda su quando sarebbero entrate in vigore le nuove disposizioni per il passaggio da est a ovset dei berlinesi, fatta dal collega Riccardo Herman dell'ANSA, dando la risposta ab sofor, immediatamente, ed ingenuamente essendo la conferenza in diretta TV diede la spallata finale.

Prima 100, poi 1000 e poi tutta Berlino Est si riversò sul muro abbattendolo a martellate.

Finiva così un incubo.

Ma cosa accadde dopo?

30 anni sono un tempo abbastanza lungo per poter raccontare un sequel interessante.

In primo luogo finita la sbornia dei festeggiamenti sicuramente i cittadini dell'Est si resero conto di essere i parenti poveri dell'Ovest, e questo soprattutto in alcune fasce fece aumentare un senso di disagio sociale.

Ma poi c'era anche la questione di una vita, di una generazione che aveva vissuto all'ombra del Muro e delle sue regole sociali, molto più forti di quelle che potevano esserci a Ovest.

In capo a 11 mesi dal 9 novembre 1989 al 3 ottobre 1990, si concluse il processo di unificazione della Germania che di fatto, fece un "anshluss" dell'Est all'Ovest, e dove, come detto il disagio fu abbastanza grande per la maggior parte dei cittadini che videro saltare alcune dei loro punti di riferimento.

Ma si sa l'abnegazione al lavoro della Germania, delle genti tedesche è forte e la storia lo ha dimostrato in ben tre occasioni solo nel XX Secolo.

Il paradosso fu che alla fine del XX secolo, quando si doveva dare una forma ed una sostanza alla nuova moneta europea l'€uro appunto, si scelse di usare come riferimento dell'economia europea quella Tedesca che viaggiava a tutta forza (la locomotiva d'Europa).

Ribaltando il campo, e quindi riosservando quegli avvenimenti da un'altra angolazione, ci accorgiamo che tutte quelle premesse sul quale si sono fondate le speranze di una generazione a cavallo tra i due millenni si è persa, e finita la sbornia si è passati alla fase di disincanto cercando nella nazionalizzazione, la possibilità di riscatto, di avere un ruolo.

E infatti molte testate, soprattutto in Germania (caso piuttosto strano) stanno iniziando a denunciare fenomeni di intolleranza e ritorno ad un nazionalismo più esagitato.

Forse nella mente della Germania gli anni precedenti la caduta del Muro sono stati rimossi e questi 30 anni hanno contribuito alla rinascita di una consapevolezza nazionale tanto forte quanto in alcuni casi estrema.

Sio ricadrà nello stesso errore fatto nel XX Secolo?

Difficile a dirsi, ma sicuramente l'aver dato un campo libero alla Germania da un lato ed il rellentamento dell'Regno Unito e della Francia dall'altro hanno allentato i freni alla Germania.

Difficile a dirsi cosa accadrà, ma il timore che aveva a suo tempo Giulio Andreotti sulla riunificazione della Germania forse tanto infondate non erano....

Ed è paradossale festeggiare la caduta del Muro con questi presupposti...

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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