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Napoli - La matrice Made in Naples del Romanzo Gotico ottocentesco Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Domenica 26 Dicembre 2021 11:16

Ieri sera è andata in onda la puntata su Napoli, condotta dal "nostro concittadino" Alberto Angela, che in circa 2h e 30' ci ha portato per le vie del Centro Storico, in quello che potrebbe essere, per così dire il classico tour di un turista in un week-end nella nostra città.

A dire il vero, già 8 anni fa, il New York Times (sempre benevolo nei nostri confronti) rilanciò Napoli con la collega Ingrind K. William che all'epoca curava la sezione Travel, con il suo articolo 36 hour in Naples.

Ovviamente è impossibile trattare una città che ha una storia alle spalle plurimillenaria in 2h e 30' ca., ma esistono degli spaccati, che forse è bene trattare e che lasceranno molti lettori stupefatti.

Si tratta del cosiddetto Romanzo Gotico, un genere lettarario scritto principalmente da autori inglesi, ma che hanno tutti uno strano, e forse inquietante, sfondo: il Sud Italia (ma il crocevia è Napoli).

 

 

Di questa categoria di romanzo, il primo autore è considerato Horace Walpole (Londra, 24 settembre 1717 – Londra, 2 marzo 1797), che fu autore del fortunatissimo romanzo Il Castello d'Otranto.

La prima edizione si presentava nella finzione letteraria come una traduzione di un manoscritto stampato a Napoli nel 1529 e da poco rinvenuto nella biblioteca di "un'antica famiglia cattolica nel nord dell'Inghilterra". Si affermava che la storia manoscritta in italiano derivasse da un'altra storia più vecchia, risalente forse al periodo delle Crociate. Il manoscritto italiano e il suo presunto autore "Onuphrio Muralto" rappresentarono gli stimoli creativi di Walpole, che assunse lo pseudonimo di "William Marshal" (il nome citato nel manoscritto).

Altra autrice inglese, tra i capisaldi del Romanzo Gotico, troviamo Ann Radcliffe, di cui non si conoscono molti dati biografici, ma divenne particolarmente famosa con The Castles of Athlin and Dunbayne, uan storia scozzese pubblicata a Londra nel 1789.

Il legame con Napoli (e con il Sud Italia) risiede in due romanzi successivi: Romanzo Siciliano del 1790, che si concentra soprattutto sulla decadenza e gli intrighi della famiglia aristocratica dei Mazzini, vista dal punto di vista di una turista intrigata dalle storie di un monaco che incontra tra le rovine del loro castello sulle coste settentrionali della Sicilia, ma è con L'Italiano del 1797, che Napoli fa ancora da sfondo per un altro Romanzo Gotico.

Ambientato nel 1764 a Napoli, L'Italiano racconta le vicissitudini e le prove a cui viene sottoposto l'amore dei due protagonisti, Vincenzo di Vivaldi ed Elena di Rosalba. Vincenzo, innamoratosi di Elena a prima vista, è intenzionato a sposarla e ottiene anche la benedizione della zia con la quale la giovane vive. Il ragazzo appartiene però a una nobile e ricca famiglia e sua madre, la Marchesa, trova questo matrimonio indegno di lui. Aiutata dal diabolico monaco Schedoni, la donna fa rapire e richiudere in un convento Elena. Vincenzo riesce a liberarla ma, proprio quando i due innamorati sono sul punto di sposarsi, vengono nuovamente divisi dall'intervento degli uomini di Schedoni. Il monaco porta la ragazza in una casa isolata per ucciderla, ma a questo punto scopre che Elena è in realtà sua figlia e decide così di nasconderla in un posto sicuro; Vincenzo viene invece rinchiuso nelle prigioni dell'Inquisizione. Dopo una serie di colpi di scena e di inaspettate scoperte il giovane viene liberato ed Elena scopre con gioia di essere solo la nipote del malvagio Schedoni, il quale appartiene in realtà a una nobile famiglia di cui Elena è discendente. A questo punto la giovane è degna di sposare Vincenzo e i due innamorati possono finalmente riunirsi e convolare a nozze.

Romanzo Gotico per eccellenza rimane Frankestein, di Mary Shelley scritto tra il 1816-1817.

Victor Frankenstein nasce all'inizio del Settecento sulla Riviera di Chiaia a Napoli (forse il 250, numero in cui abitò Mary Shelley), figlio di Alfonso, un influente uomo politico ginevrino, appartenente a una ricca e antica casata nobiliare, e di Caroline Beaufort, a sua volta figlia di un vecchio amico di Alfonso, un tempo ricco uomo d'affari poi caduto in disgrazia e morto in solitudine.

Qui c'è anche uno spaccato di vita di Mary Shelley, che a Napoli ci visse davvero.

Infatti nel dicembre 1818 gli Shelley si diressero verso Napoli, dove rimasero tre mesi, ricevendo come ospite soltanto un visitatore, un medico.

Proprio a Napoli Mary trasse ispirazione per la realizzazione del romanzo apocalittico L'ultimo uomo.

La trama, brevemente, il, o la, protagonista (è sconosciuto il suo genere) afferma di avere scoperto nell'anno 1818, nella grotta della Sibilla Cumana vicino a Napoli, una raccolta di scritti profetici scritti su fogli da parte della Sibilla Cumana. Dice di aver riordinato e raccolto questi scritti e di averli trasformati nel romanzo immaginato come la narrazione in prima persona di un uomo che vive alla fine del XXI secolo.

Nel 1820 si trovarono a dover affrontare le accuse e le minacce di Paolo e Elise Foggi, ex domestici che Percy aveva licenziato a Napoli dopo che la coppia Foggi si era sposata. I due avevano scoperto che il 27 febbraio 1819, a Napoli, Percy aveva registrato come figlio suo e di Mary una bambina di due mesi chiamata Elena Adelaide Shelley, affermando inoltre che la vera madre non fosse Mary, ma Claire.

I biografi hanno offerto varie interpretazioni di questa vicenda: che Shelley avesse deciso di adottare una bambina del luogo per lenire il dolore di Mary dopo la perdita della figlia; che la figlia fosse sua e di Elise, oppure di Claire o di un'altra donna; o anche che la bambina fosse nata da una relazione di Elise con Byron.

Mary Shelley affermò più volte che se Claire fosse stata incinta lei lo avrebbe certamente saputo, ma in realtà non è molto chiaro ciò che effettivamente Mary sapeva della situazione.

Gli eventi di Napoli, città che Mary più tardi definì come un "paradiso abitato da demoni", rimangono avvolti dal mistero. L'unica cosa certa era che Mary non era la madre della bambina. Elena Adelaide Shelley morì a Napoli il 9 giugno 1820.

Ma se Frankestein è dichiaratamente nato a Napoli, meno famoso è il legame che c'è con l'altro personaggio più famoso del Romanzo Gotico: Dracula di Bram Stoker.

Nel 2014, ci fu uno studio condotto dall'Università di Tallin, che poneva le basi per la presenza a Napoli del Dracula storico, Vlad III Tepes di Valacchia, che com'è noto non è sepolto in Transilvania, in quanto la sua tomba risulta vuota.

A dire il vero prima del romanzo più famoso di Stoker, il vampirismo era di gran voga nel XIX Secolo, tanto che uno dei primi romanzi di questo genere fu Il Vampiro di John William Polidori scritto nel 1819.

Ma il legame del Vampiro e la Nostra città è molto più antico e profondo.

Un altro romanzo di Vampiri legato a Napoli è Varney il Vampiro, scritto da Thomas Preskett Prest e James Malcolm Rymer (definito il genere "penny dreadful" "letteratura da due soldi", di scarsa qualità, che costava, appunto, un penny), scritto in 220 puntate nel 1847.

Chiaro e lampante nel romanzo il collegamento, col Frankestein di Shelley, ma è interessante come alla fine del romanzo, l'ambientazione da Londra si sposti a Napoli, ed in particolare sul Vesuvio dove Varney trova la morte gettandosi nel vulcano.

Bram Stoker, venne in Italia a seguito del padre che lavorava per dei nobili anglo-irlandesi.

Purtroppo il 12 ottobre 1876 il padre di Stoker morì e fu seppellito a Cava de' Tirreni (SA). Abrham (o Bram) giunse a Napoli (pare via Gaeta, dove esiste una tradizione e la casa dove soggiornò lo scrittore), con una nave brigantino, ed in città conobbe un frate domenicano, di cui divenne amico.

Nel 2012, spunta un libro chiamato The Lost Journal of Bram Stoker: The Dublin Years, Dagli appunti di viaggio si deduce che di certo visitò con cura il centro storico e che effettuò diversi viaggi tra Napoli, Foggia, Avellino, che ben si prestano a quell'atmosfera tipo Transilvania del Romanzo.

E' altamente probabile, oltretutto, che il suo amico Domenicano lo portò a Santa Maria la Nova, dov'è la grande lastra col drago sopra, e, come già accennato in precedenza, possibile tomba di Vlad III Tepes.

Va anche aggiunto, che Bram Stoker era anche membro di una Organizzazione Ermetica chiamata Golden Dawn (Alba Dorata), che era a conoscenza della simbologia egizia.

Ma non solo, sembra anche che Stoker abbia e ciò anche per aver frequentato il padre di Oscar Wilde, William, noto professore medico (otorino laringoiatra e oftalmologo), nonché medico di George Bernard Shaw e oculista della Regina Vittoria, che aveva una conoscenza molto approfondita nell'ambito dell'egittologia.

Va anche agginto che sempre a Napoli, nella zona nota come Largo Corpo di Napoli, c'è la famosissima statua del Nilo, eretto dalla folta comunità di Egiziani di Alessandria che affollavano Napolis tra il II ed il III Secolo d. C.

Quindi è altresì probabile che Stoker avesse potuto interpretare le incisioni sulla lapide di marmo della presunta tomba di Vald III riuscendo anche ad identificare la stella capovolta al centro dello stemma araldico che sta ad indicare il Diavolo (anche Dracula sta per Diavolo) ad indicare la sepoltura di qualcuno che ha avuto problemi con la Chiesa?

All'interno del Romanzo, ci sono moltissimi riferimenti anche nei nomi a Santa Maria la Nova:

- Le protagoniste sono Mina Murray e Lucy Westenra,

- Unendo i nomi Lucy e Mina esce fuori il nome latino “lux mina” “luce o stella del mattino”

- Mina Murray è poi l’esatta traslazione del nome MARIA DI MURO, esattamente il nome di Maria di Balsa la contessa di Muro, e presunta figlia di Dracula,

- Lucy Westenra (nel mondo celtico westerna significa tramonto alias purgatorio, poiché è la situazione intermedia tra giorno e notte e similitudine alla zona tra il paradiso e l’inferno), corrisponde come storia narrata, alla storia napoletana di Lucia del Purgatorio, che riguarda una ragazza morta il giorno del matrimonio, il cui cranio vestito da sposa è in mostra nella Chiesa delle anime del Purgatorio a Napoli, chiesa che è ovviamente posta proprio di fronte il Palazzo Ferrillo Balsha, storia cui ebbe accesso Stoker.

e tanto altri riferimenti.

In aggiunta, Stoker, avrà sicuramente letto o conosciuto il libro “Dissertazione sopra le tre magie” in cui parlava di vampirismo, scritto da Costantino Grimaldi (1667/1750), nipote del Duca di Acerenza.

Ed è anche probabile che nel 1744, sempre a Napoli, viene pubblicata la “Dissertazione sui Vampiri” dell’Arcivescovo di Trani, Giuseppe Davanzati.

Insomma il genere del Romanzo Gotico ha si un'impronta Inglese, ma, forse, non esisterebbe senza la Nostra Napoli, che di vampiri, fantasmi, storie dell'orrore ha tanto da raccontare e far rabbrividire.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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