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Si è svolta il 31 agosto la commemorazione in Piazza Municipio di Giovan battista Cutolo il musicista di soli 24 anni che tre anni fa è stato ucciso con un colpo di pistola esploso da un diciassettenne.
La madre Daniela di Maggio è tornata a parlare del figlio davanti ad una platea istituzionale e a tutti loro ha voluto dire parole di speranza, dobbiamo imparare a rispettarci l'un l’altro, solo così potremo ricordare e far sì che quella tragedia non sia rimasta vana, deve essere di monito per le generazioni a venire.
Una cerimonia toccante che ha visto gli interventi del sindaco, del Ministro dell’Interno Piantedosi, del Presidente della Regione Roberto Fico, e del prefetto Michele di Bari.
Un momento solenne di riconoscimento del valore civile di Giovanbattista, è stata posata una corona di fiori vicino alla targa che lo ricorda per evitare tragedie in futuro.
Gio gio, come lo chiamavano gli amici è morto per futili motivi, il minorenne responsabile è stata individuato ed è stato condannato a 20 anni di carcere, ma quella notte non è morto solo un ragazzo è stato spezzato un futuro, un musicista che avrebbe potuto salire sui palcoscenici, costruirsi una famiglia ed invecchiare.
Da allora è diventato il volto di una battaglia contro la violenza giovanile, contro l'idea che una lite possa trasformarsi in una condanna a morte ma quella storia sta dividendo e sta diventando il simbolo di una contraddizione fra due Napoli, da una parte quella considerata per bene, aristocratica, dall'altra la Napoli raccontata attraverso il degrado la violenza e la criminalità.
La contrapposizione non deve esistere deve essere raccontata come una violenza criminale contro innocenti contro tutti gli innocenti e quindi la violenza non appartiene solo ad una città ma a tutta la cultura.
C'è il rischio che il suo nome venga trasformato in una bandiera politica divisiva.
Giogio non dovrebbe appartenere un partito a una corrente ma dovrebbe essere una tragedia per tutti noi, sia quelli che vivono nei quartieri altolocati, che quelli che vivono nei quartieri difficili e quella notte non è stato uccisa solo la napoli bella ma è stato ucciso un ragazzo e dovrebbe essere ricordato come una cosa che appartiene a tutti e non alla retorica di due Napoli.
Piantedosi ha abbracciato a lungo Daniela Di Maggio, che lo ha ringraziato ricordandone la vicinanza a partire dal funerale di tre anni fa, cui il ministro aveva presenziato. “Me lo disse - ha proseguito Daniela - lo Stato non ti abbandonerà e quindi io la prego, signor ministro, cerchiamo di essere molto più attenti a queste dinamiche”.
Una collaborazione che ha portato i suoi frutti.
“È sempre difficile il confronto con il dolore dei familiari, per noi l'attivismo della signora Di Maggio è stato un punto di riferimento e il suo impegno si è incarnato nella sua associazione con cui a breve faremo un accordo di collaborazione che istituzionalizzi questa attività affinché sia strumento operativo del ministero per la promozione della legalità e per la prevenzione di queste tragedie”, ha annunciato infine il ministro dell'Interno.
" Dobbiamo riuscire a portare avanti quelle azioni che possano rimuovere le cause sociali ed economiche perché non succeda più" ha detto Roberto Fico, presidente della Regione Campania.
Photogallery - Napoli - Giogiò Cutolo, il ricordo a tre anni dall'omicidio - 31-08-2026
Photo by Andrea Carlino
 Andrea Carlino su Instagram
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