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Caso Sarri-Mancini - il direttore di TuttoSport: Mancini è un ipocrita Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 21 Gennaio 2016 14:49

«Chiedo scusa per il titolo su Tuttosport, ho creduto alla sua buona fede, ma invece Mancini è un ipocrita - ha detto De Paola -. Ho preso visione di una realtà che era diversa rispetto a quella che avevo prospettato e scritto su Tuttosport con quel titolo “Siamo tutti Mancini” e non ho difficoltà a dire che alla luce di quanto emerso, mi scuso perché Mancini è un ipocrita».



«La denuncia del tecnico - ha spiegato il direttore - sembrava veritiera e coraggiosa, Mancini sembrava un paladino e invece era solo una cosa falsa perché lo stesso allenatore ha proferito la stessa accusa ad un giornalista quando era a Firenze e mi dispiace di aver fatto quel titolo perché Mancini è un ipocrita.

 

L’ho seguito in buona fede, ma alla luce della verità, ripeto, Mancini è un’ipocrita.

Mi piace confrontarmi con i fatti e al di là della mia buona fede, mi sembrava che quello di Mancini fosse un rincrescimento vero. Ritengo che nascondersi dietro quella frase “sono cose da campo” possa fungere da alibi per giustificare tutto, anche le combine, per cui resto convinto del fatto che ci sia comunque un muro da abbattere.

Ma faccio un passo indietro perché non può esserci un moralismo facile, lo scheletro di Mancini lo abbiamo scoperto, il caso è identico e la parola giusta è ipocrisia.

Mancini l’ha usata in cattiva fede portando avanti una bandiera che evidentemente non è la sua.

Il problema è che poi il tecnico è ritornato sull’argomento e anche il padre lo ha fatto.

Preferirei che anche la famiglia si chiudesse nel silenzio perché tutto questo gli può tornare indietro come un boomerang.

La vicenda si è rivestita di un nesso sgradevole e andrebbe chiusa al più presto. Sarri ha sbagliato, ma più volte ha chiesto scusa.

Quel modo di pensare non deve esistere né in campo, né fuori dal campo.

Ma, ne esce bene da questa situazione perché si è scusato immediatamente ed ha mille giustificazioni a differenza di Mancini che ne esce sminuito.

Su Tuttosport, sul giornale e sul sito certamente vedrete qualcosa di diverso rispetto a quanto emerso nella giornata di domenica.

C’è da indignarsi e mi spiace che siamo di fronte ad un’altra pagina sgradevole».

 

Al collega Alessio Da Ronch, de La Gazzetta dello Sport, come riporta oggi, nel 2001 Mancini aveva detto: "Frocio di merda!"

Come riporta il giornale

L'insulto omofobo ha mandato su tutte le furie Roberto Mancini. "Sarri mi ha dato del frocio e del finocchio", ha raccontato al termine di Napoli-Inter martedì sera. Quindici anni prima quelle stesse parole le aveva utilizzate lui. Rivolgendole al giornalista della Gazzetta dello Sport Alessio Da Ronch.

Il fatto — Fine dicembre 2001: la Gazzetta dello Sport svela un episodio relativo ad Amaral, centrocampista della Fiorentina tornato in Brasile prima delle vacanze. La versione ufficiale del club è che il giocatore è in permesso, in realtà ha avuto un alterco con Mancini che lo riteneva fuori dal progetto e ha preferito andare via.

Letto l'articolo, l'allenatore viola prima di una conferenza fa chiamare il nostro giornalista dall'addetto stampa: vuole un colloquio privato per chiarire. Così Alessio lascia la sala stampa e va a parlare con Mancini che però comincia a insultare: Alessio fa per andarsene e a quel punto Mancini lo apostrofa così: "Sei un frocio di m..., vieni qui". A quel punto Alessio reagisce, soltanto verbalmente, torna indietro sui suoi passi e Mancini viene trattenuto prima che la lite degeneri. Il tutto davanti a un altro giornalista, all'addetto stampa viola e a parte della squadra che era uscita dallo spogliatoio dopo aver sentito le urla.

 

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