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Anno CCXXII

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Calcio - Sarri alla prima conferenza stampa Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 20 Agosto 2016 17:14

Sarri alla prima conferenza stampa (di giornalisti selezionati dalla società) è come uno scolaretto il primo giorno di scuola.

Di alcune delle domande più classiche, riportate di seguito, la più gettonata è quella dell'ex Pipita Gonzalo Higuain

 



"Ho una squadra forte e solida. Siamo competitivi anche senza Higuain, dal gruppo voglio e mi aspetto il 101 per 100". Maurizio Sarri esprime tutta la sua carica e la voglia di cominciare la stagione nel primo incontro con la stampa a Castelvolturno. Il tecnico è deciso, non tralascia alcun argomento, e focalizza i punti principali del suo Napoli.

Mister che anno si aspetta?


"Mi aspetto che la squadra dia sempre un po' più del massimo. A Napoli ci sono ambizioni alte, in Italia ci danno ridimensionati, la Gazzetta ci dà al quarto posto nella griglia di partenza,  ho sentito un giocatore della Juve che ha parlato delle 4 squadre più forti di quest’anno e non ci ha nominato, ho sentito un esponente della Juve dire che il Napoli è nettamente più debole dello scorso anno. La percezione esterna, quindi, è quella che siamo squadra da quarto-quinto posto. Noi lavoreremo per sovvertire questo pronostico. Sulla carta la Juventus ha tantissimo divario sugli altri, ancor più ampio rispetto all’anno scorso. Dipenderà più da loro che dagli altri. A volte, però, il calcio sovverte i valori e quindi non si può mai essere certi di nulla prima di giocare".

Che peso toglie dall’attacco l’assenza di Higuain?

“Se noi pensiamo di poter sostituire Higuain, l'attaccante che ha fatto il record di gol della storia italiana, con un giocatore simile allora abbiamo al massimo una o mezza soluzione al mondo e per noi non è praticabile. Dobbiamo cercare il gol in maniera diversa, sinora sono andati in porta vari attaccanti e questa è la strada che dobbiamo percorrere. Per noi l’assenza di Higuain è insostituibile per il semplice fatto che non esistono calciatori uguali. Ma abbiamo tanti giocatori forti che possono segnare molto di più dell’anno scorso e parlo di Mertens, Callejon e Hamsik. Oltre ciò in avanti ci sono Milik e Gabbiadini che potenzialmente hanno tanti gol nelle gambe. Bisogna ripartire dando piena fiducia ai calciatori importanti che abbiamo. Siamo riusciti a tenere una solida base e questo è merito della Società".

L'ombra del Pipita può condizionare Milik e Gabbiadini?

"Io dico che Milik e Gabbiadini devono assolutamente fregarsene dei paragoni con Higuain. Soprattutto attorno a Manolo vorrei ci fosse grande serenità perché, ripeto, ha tanti gol nei piedi e va lasciato esprimere nelle sue potenzialità"

Ha pensato ad un cambio di modulo?

"Negli spezzoni di partita si può fare tutto, se si parla di cambio di modulo iniziale la vedo difficile perché si rischia di sacrificare parecchi giocatori, ma in corso d’opera tutto è possibile".

Le piace questo Napoli?

"Stanno arrivando ragazzi giovani che hanno talento e quindi può essere una squadra che ti può dare gusto ad allenare. Bisogna accettare anche qualche errore ma è un gruppo che secondo me ha tecnica e talento. Zielinski dal punto di vista tecnico lo ritengo un giocatore fenomenale. Può anche segnare di più e concretizzare le sue capacità, ma stiamo parlando di un ragazzo di 22 anni che crescerà tanto e ritengo abbia anche lui possibilità di realizzare più gol. Questa squadra ha dimostrato di essere forte anche senza Higuain l'anno scorso. La mancanza di un giocatore faro spero e credo che possa far uscire da ognuno dei ragazzi un 5 per cento in più che ritengo abbiano dentro".

Ritiene questa rosa in grado di competere su tre fronti?

“L'ho già detto. Io per mentalità mi impongo di migliorare ciò che ho a disposizione e quindi mi impegnarò affinchè il gruppo dia il centouno per cento, poi se saremo in grado di competere su tre fronti lo dirà il campo”.

Cosa proverà a giocare la sua prima Champions League e che ambizioni ha il Napoli in Europa?

"Intanto siamo orgogliosi di partecipare alla Champions, non abbiamo aspettative, nel senso che mi aspetto nulla e mi aspetto tutto. Per me sarà una scoperta, ci penserò nel giorno dell’esordio e sarò anche emozionato. In questo momento penso solo alla partita di Pescara che riserva tante insidie".

Quali difficoltà troverete a Pescara?

"Giochiamo contro un avversario organizzato e con un allenatore che ha saputo dare la sua impronta. Se passa il messaggio che avremo una gara semplice, allora non abbiamo compreso che troveremo un abiemete caldo ed entusiasta. Spero solo di trovare anche un terreno all'altezza e non rovinato come ho visto nella loro gara di Coppa Italia. Questo nella salvaguardia non solo del Napoli ma anche del Pescara che ama fare palleggio e possesso palla. Per il resto dovremo dare il massimo perchà la partita è difficile".

Cosa si sente di dire ai tifosi alla vigilia della stagione?


“Io penso che ci sia poco da dire, per portare entusiasmo tra i tifosi dobbiamo giocare bene, dare l’anima ed il cuore. Se i napoletani vedranno la squadra dare il massimo, saranno al nostro fianco certamente come è successo l’anno scorso”

 

Sugli inviti, il Responsabile della Comunicazione del Napoli, Nicola Lombardo, tramite il sito della società ha detto:

Ieri pomeriggio abbiamo comunicato, attraverso il nostro sito ufficiale, le regole per gli incontri con Maurizio Sarri da organizzare prima di ogni partita. Non una conferenza stampa aperta a chiunque bussi alla porta di Castel Volturno, ma un appuntamento selezionato. A questi incontri potranno partecipare le testate che saranno invitate. In pratica, abbiamo detto che per entrare a casa nostra, a Castel Volturno, è necessario un invito. Alcune associazioni di categoria hanno 'stigmatizzato' questa nostra iniziativa, peraltro senza chiamarmi per chiedermi conto di quanto loro trovavano così intollerabile. Non per questo motivo sento la necessità di un mio intervento, ma perchè ho ascoltato una trasmissione radiofonica nella quale un giornalista diceva che 'per fortuna la cosa era rientrata'.

Non è rientrato nulla, anche perchè non c'era nulla che dovesse rientrare.

Viviamo in un mondo in cui chiunque si può proclamare giornalista per autocertificazione. Persone che non hanno fatto alcuna gavetta, scuola, o esperienza in strutture redazionali vere, pretendono di ergersi a giornalisti, di partecipare alle conferenze stampa o agli incontri, e prendere parte attivamente alle discussioni.

Noi pensiamo due cose: la prima, che a casa nostra, perchè Castel Volturno è la sede del Napoli, se decidiamo di organizzare un incontro con i media, un incontro privato e non pubblico come quelli che ogni settimana avvengono negli stadi, o che sono previsti dalle regole Uefa, noi possiamo decidere di invitare chi pensiamo sia adatto a questo tipo di occasioni. Senza discriminazioni, senza farlo per evitare 'domande sgradite', ma solo per avere un quadro quanto più professionale di questo momento.

La seconda cosa è che non ha senso far partecipare a un incontro con un allenatore testate che non avranno comunque la possibilità di interloquire con lui, perchè il tempo di questi incontri è limitato e si deve garantire lo spazio a chi questo lavoro lo sa fare e lo fa da molto tempo. Non possiamo consentire che i giornalisti che si proclamano tali 'per autocertificazione' possano penalizzare il lavoro dei giornalisti veri. E considerando che questi incontri, come quello di domani, vengono comunque trasmessi in diretta su una televisione nazionale, sulla nostra radio ufficiale, sui siti internet che fanno la loro diretta testuale e sul sito della società, nulla viene nascosto nè impedito.

Non solo, limitando il numero delle testate a quelle che sono la parte reale di questa professione, diamo la possibilità a tutti di fare le loro domande. Gli incontri ad invito non sono una mia invenzione. Li fanno a Palazzo Chigi, alla Casa Bianca, all'Ocse, nelle grandi aziende. Nessuno si sente offeso o discriminato se non è nella lista.

Ma visto che siamo in tema, voglio aggiungere alcune considerazioni.

Il calcio, dal 1996 con l'introduzione della Legge Veltroni che ammette anche in Italia il fine di lucro per le società sportive, è cambiato. Le società di calcio sono aziende che devono cercare un profitto che, reinvestito, faccia crescere economicamente l'azienda per farla competere ai massimi livelli.

Le società di calcio devono, se vogliono vincere o sopravvivere, liberarsi da un mondo di regole stantie che non può più essere tollerato. Solo così si potrà competere, vincere e non rischiare di fallire.

Per concludere: le associazioni di categoria che tanto si sono agitate ieri per una semplice procedura nella quale sono state invitate 25 testate media, per quale motivo non si agitano quando i loro associati mortificano la loro professione facendo dei semplici copia e incolla, o scrivendo  'notizie' senza fare alcun controllo delle fonti o dei fatti riportati ?

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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