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Enrico Letta Presidente Incaricato: «Il governo non nascerà a tutti i costi» Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Mercoledì 24 Aprile 2013 15:38

Verso la mezza di stamane il Presidente Napolitano ha incaricato il deputato PD Enrico Letta di formare un nuovo Governo: «Un governo di servizio al Paese. Definirei così l'idea con cui mi ripresenterò alle Camere se scioglierò la riserva» ha dichiarato il Presidente Incaricato.

Quindi ha accettato con riserva dicendo ai microfoni post colloquio  «un governo che non nascerà a tutti i costi, ma solo se ci saranno le condizioni». Per fare questo le parole d'ordine, ripetute più volte da Letta durante il suo primo discorso da premier incaricato, sono «umiltà», ma soprattutto «senso di responsabilità» («perché questa situazione inedita e fragile non può continuare»).

Si tratta di un peso così grande che «se posso permettermi, la sento più forte e pesante della mia capacità di reggerla». Ma andare avanti si deve, perché il Paese «ha bisogno di risposte», spiega, soprattutto «quella parte del Paese che non ce la fa più». Il pensiero va in particolare ai giovani e a tutti coloro che da tempo si trovano alle prese con «un'emergenza» ormai diventata «insopportabile». Ma «l'obiettivo è anche quello di moralizzare la vita pubblica del Paese che ha bisogno di nuova linfa».

 

 

Insomma dalle parole che ha pronunciato è un si esplorativo e, soprattutto è da verificare se esiste veramente una maggioranza stabile nel Parlamento tale da potergli dare quel supporto che necessita per un Governo tutto sommato di scopo.

Come per il suo predecessore la vera jungla non è la Camera, dove esiste una maggioranza PD certa (cui potrebbe dare man forte il PdL pure senza Lega Nord) ma è il Senato, dove la sostanziale parità delle coalizioni CD e CS a pieno organico è praticamente paritaria.

Il calcolo numerico nella migliore delle ipotesi vedrebbe 105 senatori PD + 98 senatori PdL che fanno 203 voti a sostegno del Governo con una opposizione di 112 senatori.

Ma nel caso peggiore i franchi tiratori, soprattutto in casa PD potrebbero far collassare il Governo.

Ed in quel caso lì?

Napolitano si dimette oppure scioglie le camere e ripartiamo dalla Roulette Russa di nuove elezioni?

Nel suo discorso dice Letta «[fare] una nuova legge elettorale che finora ha bloccato la situazione a tal punto che, anche se si rivotasse ora, l'effetto blocco sarebbe uguale a quello attuale e non ce lo possiamo permettere»

Se il monito di Napolitano non sarà lettera morta, forse entro venerdì al più tardi potremo avere un nuovo Governo dopo 61-62 giorni dalle Elezioni Politiche 2013

 

Nomi dei Ministri per un nuovo Governo, per ora non se ne fanno, anche se fa sapere il Premier Monti che è disponibile a dare un suo apporto.

 

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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