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Equo Compenso – Da Gennaio scatta la stangatina sull’HiTech Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Lunedì 16 Dicembre 2013 14:47

Per effetto della nuova Legge di Stabilità, in discussione alla Camera, da gennaio ci dovrebbe essere un lieve aumento per tutti gli strumenti elettronici di consumo che contengono memoria (smartphone, tablet, pc, hard disk, memorie, ecc).

Tecnicamente si chiama "equo compenso" ed è inteso come un modo per compensare i detentori di copyright per eventuali usi illeciti che gli utenti possono fare con quei dispositivi (cioè download di musica o film pirata).


L'equo compenso va infatti alla Siae e, secondo le prime stime,«l'aumento ora deciso sarà del 70 per cento, quindi Siae ne ricaverà 210 milioni di euro all'anno invece dei soliti 80 milioni euro. Sono soldi sottratti all'industria dell'elettronica e quindi alle tasche dei consumatori», spiega Guido Scorza, avvocato esperto della materia.

«Significa che un iPhone 16 GB costerà circa 4 euro in più, poiché la componente dell'equo compenso passerà,  con questo aumento, dagli attuali 90 centesimi a 5,20 euro. Per i tablet si passa dai 3,20 ai 5,20 euro, per i computer da 3,20 a 6 euro», aggiunge.

Francesco Ribaudo (PD), primo firmatario dell'emendamento afferma «il 50 per cento delle somme raccolte attraverso l'adeguamento dei parametri dell'equo compenso sarà destinato dalla Siae al sostegno delle attività previste dallo statuto della stessa Società Italiana degli Autori ed Editori. E in particolare serviranno per erogare borse di studio, finanziamenti ed altri benefici in favore dei nuovi talenti nei campi della musica, del cinema, del teatro e della letteratura».

La polemica innescata per l’uso degli introiti è in relazione all’uso. In fatti a far discutere è la logica con cui si tolgono soldi all'industria innovativa per favorire quella culturale.

«Dobbiamo subito ribadire che nuovi aggiuntivi balzelli non farebbero che penalizzare ulteriormente l'innovazione tecnologica», dice Cristiano Radaelli, presidente di Anitec, l'Associazione Nazionale Industrie Informatica.

«Se implementata, questa richiesta si trasformerebbe, di fatto, in un costo aggiuntivo che graverebbe sui consumatori e sulle famiglie, generando il concreto rischio di allargare il digital divide italiano», aggiunge.

Un mese fa il presidente Siae Gino Paoli aveva scritto al ministro dei Beni e delle Attività Culturali Massimo Bray di aumentare l'equo compenso.

A  questo scopo, proponeva di attivare un tavolo tecnico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con tutte le rappresentanze di categoria interessate.

Non solo con la Siae, quindi, ma anche con associazioni tecnologiche e dei consumatori.

L'emendamento però va oltre persino la stessa richiesta di Paoli, introducendo subito l'aumento, senza bisogno di tavoli tecnici e soprattutto senza sentire le altre campane.

Per altro, l'emendamento arriva negli stessi giorni della delibera Agcom contro la pirateria sul web: un'altra misura che, con un impatto sui canali digitali, favorisce l'industria del copyright.

La stessa Legge di Stabilità contiene inoltre una misura che comincia a far discutere perché è pensata solo a favore dei libri cartacei, escludendo gli e-book.

«Per favorire una maggiore diffusione della lettura dei libri cartacei è riconosciuta una detrazione fiscale del 19% sulle spese sostenute nel corso dell'anno solare per l'acquisto di libri muniti di codice ISBN, per un importo massimo di € 2000, di cui € 1000 per i libri scolastici ed universitari ed € 1000 per tutte le altre pubblicazioni», si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Dal punto di vista del supporto all'innovazione, insomma, la Legge di Stabilità 2014 si presenta altalenante: da una parte prevede incentivi fiscali e un voucher a fondo perduto per gli investimenti tecnologici delle Pmi; dall'altra, misure che rischiano di penalizzare la diffusione di tecnologie tra i consumatori.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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