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Etna - Sicilia terrorizzata dalla lava. Il Vulcano continua l'attivita’, chiuso l’aereoporto Stampa
Scritto da Celeste Nappi   
Martedì 17 Dicembre 2013 14:19

Anche nella nottata di ieri l’Etna ha continuato incessantemente la sua attività stromboliana, iniziata ormai una settimana fa.

Nelle ultime ore però l'attività del millenario vulcano si sono intensificate, costringendo le autorità dell'isola a chiudere l'aeroporto Fontanarossa di Catania.

La pista dell’aeroporto, infatti, è completamente invasa di sabbia nera vulcanica, sospinta dal vento in direzione Sud-Est e che non sembra volersi fermare.


Per questo motivo l'unità di crisi dell'aeroporto di Catania ha deciso di procedere alla chiusura dell'intero spazio aereo della Sicilia Sud orientale e degli aeroporti di Catania e Comiso e della pista di Fontanarossa fino alle ore 12.

Per l'eccezionale attività del vulcano siciliano è stato anche revocato lo sciopero dello scalo Falcone Borsellino, che era stato indetto dalle ore 10 alle ore 18 di oggi.

Infatti, i sindacati una volta ascoltato le ragioni della Commissione di Garanzia, hanno deciso di ascoltare la richiesta del prefetto di Palermo, rinviando così lo sciopero a data da destinarsi.

L’Etna sta dando spettacolo da circa una settimana ormai ma nelle ultime ore, secondo l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), si è registrata un'intensa attività stromboliana con l'emissione di cenere e una colata di lava in direzione della Valle del Bove.

Una grande paura si è diffusa tra gli abitanti della zona, che pur essendo abituati alle bizze del vulcano simbolo dell'isola, hanno raccontato di come stavolta il boato sia stato particolarmente forte e terrificante.

L’Etna ad oggi si conferma il vulcano attivo più grande d’Europa, ma lo è sempre stato, infatti, tutti gli antichi ne subirono il fascino: esistono racconti riguardanti il vulcano in greco, in arabo e in fenicio.

Eschilo scrisse la tragedia “Etnee”, ora andata perduta, Euripide ispirato dal vulcano scrisse “Il Ciclope” e Luis De Gongora rese omaggio al vulcano scrivendo “La Fabula de Polifemo y Galatea”.

Varie leggende aleggiano sull’Etna: si dice che il filosofo greco Empedocle si suicidò lanciandosi all’interno del suo cratere, che re Artù abitasse in un castello celato in una delle grotte del vulcano, si dice persino che il popolo invocando l’aiuto di Sant’Agata, sia riuscito a interromperne l’eruzione nel 252 d.C.

Il grande vulcano attira tuttora appassionati da tutto il mondo, incuriositi dal perenne pennacchio grigio, che rende il turismo la fonte primaria di economia dell’isola.

L’Etna è dunque un vero e proprio monumento per i siciliani, che nonostante le spaventose eruzioni dei secoli scorsi (l’ultima nel 1991, durata ben 473 giorni) e le recenti anomalie, vi sono fortemente legati.

 

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