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Bufera Calcioscommesse, 4 arresti, 20 indagati, tra i quali gli ex milanisti Gattuso e Brocchi Stampa
Scritto da Marisa Carone   
Mercoledì 18 Dicembre 2013 13:39

Una nuova tegola colpisce la credibilità del calcio italiano. Questa mattina un nuovo blitz della Polizia di Cremona ha portato a quattro arresti riconducibili alle inchieste sul “calcioscommesse”.

In  manette sono finiti Salvatore Spadaro e Francesco Bazzani, nel corso delle precedenti fasi delle indagini identificati come “Mister X”, oltre a Cosimo Rinci, amico di Spadaro e dirigente del Riccione Calcio, e Fabio Quadri, considerato il factotum dello stesso Spadaro.

 

 

Spadaro e Bazzani, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero stati il collegamento tra il mondo delle scommesse clandestine, i giocatori e le società di calcio. Sul registro degli indagati però, vi sono anche i nomi di alcuni “big” del calcio.

Si parla di Rino Gattuso e Cristian Brocchi, adesso allenatori ma hanno militato nelle più importanti squadra di serie A tra cui il Milan, Claudio Bellucci, ex giocatore di Modena, Napoli, Bologna e Sampdoria, che ora fa l’allenatore, Davide Bombardini, ex di Roma, Bologna, Atalanta e Albinoleffe, Leonardo Colucci, ex di Modena e Bologna attualmente allenatore giovanile, Lorenzo D’Anna, ex del Chievo oggi allenatore giovanile, Nicola Mingazzini, ex di Bologna e Albinoleffe, attualmente al Pisa, Claudio Terzi, giocatore del Siena, Samuele Olivi, ex di Salernitana, Piacenza e Pescara oggi al Grosseto e Fabrizio Grillo, giocatore del Siena.

«La prima parte dell’indagine denominata “LastBet” - spiega Roberto Di Martino, procuratore di Cremona -  riguarda una trentina di partite, la maggior parte di serie A, per le quali ci sono dei contatti telefonici o degli sms tra il Civ, ovvero Bazzani, e i giocatori che disputeranno una partita il giorno successivo».

«Ci sono alcune partite che noi ritenevamo manipolate - precisa il procuratore - e abbiamo riscontrato che il Civ era in contatto con giocatori di quelle squadre ma ci sono altri casi che sono molto più equivoci in cui il Civ parla con alcuni giocatori prima di alcune partite ma non c’è la certezza che le gare siano state truccate».

Gli inquirenti però indagano anche sulle serie minori. «Infatti - conferma lo stesso Di Martino - la seconda parte dell’indagine riguarda oltre 50 partite di serie minori che sono state oggetto di pronostico e quasi sempre quei risultati sono risultati azzeccati. Per “taroccare” le partite sarebbero stati chiesti fino a 700 mila euro» conclude.

Nei confronti di Gattuso e Brocchi sarebbero state eseguite dalla polizia delle perquisizioni. Il problema però sarebbe tutto relativo a numerosi contatti telefonici rinvenuti sui tabulati tra i terminali dei due ex-calciatori e degli arrestati.

«Tra le utenze di Cristian Brocchi, all’epoca nella Lazio, e di Francesco Bazzani, detto il Civ - scrive il Gip Guido Salvini - sarebbero emersi 110 contatti che vanno dal 22 gennaio 2011 e si protraggono fino al mese di maggio».

«Tra i contatti più significativi - continua - quelli che precedono la partita Bologna-Lazio del 23 gennaio 2011, terminata 3 a 1, punteggio che costituisce un over 3,5, così appetito dagli scommettitori».

«Ancora più significativi - sottolinea il Gip - sarebbero i contatti che si riferiscono alla partita Lazio-Juventus del 2 maggio 2011 terminata con la sconfitta casalinga della Lazio per 0 a 1».

Ma non solo.

«Durante la partita Udinese-Lazio dell’8 maggio 2011 - rivela Salvini - vinta dai friulani per 2 a 1, il portiere dei padroni di casa ha parato un rigore tirato da Mauro Zarate sulla cui esecuzione, quasi inoffensiva, si rimanda ai filmati» conclude il Gip.

Nel febbraio del 2012, invece, periodo in cui si svolsero le partite di Milan, Lazio e Juventus, gli inquirenti avrebbero rilevato dei messaggi inviati da Francesco Bazzani detto “Civ” a Gennaro Gattuso.

Gattuso, dopo esser stato esonerato dal Palermo, è attualmente allenatore del Sion, in Svizzera, e da lì si è si è dichiarato totalmente estraneo alla vicenda: «Sono arrabbiato e offeso. Sono sereno e vado a chiarire tutto. Non voglio avere macchie sulla mia carriera. Non ho mai scommesso in vita mia».

Lo stesso suo procuratore Andrea d’Amico ha dichiarato: «La situazione è piuttosto strana. Le indagini in corso riguardano dei controlli a dei messaggi scambiati tra Gattuso e uno dei coinvolti, ma non si conosce ancora il contenuto. Quindi non si può accusare proprio nessuno».

 

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