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Legge di Stabilità - Case: vendo, ma incasso dopo 30 giorni Stampa
Scritto da Enzo Musella   
Sabato 28 Dicembre 2013 14:24

Il "paese delle meraviglie" va a rotoli e gli italiani si contano i centesimi in tasca e certo non per pagare questa o quella gabella, ma per mangiare.

Intanto, il buon Letta per far cassa si inventa di tutto.

L'ultima trovata è paradossale per un paese in cui il diritto di proprietà è sacro e inviolabile.

Roba da non credere, il governo ha messo ancora una volta le mani sulle case degli italiani, sotto Natale, con un dispositivo passato quasi in silenzio.

 

La legge dello scandalo ha il numero 35 del Ddl Stabilità, che di fatto ha introdotto una serie di nuovi obblighi che hanno tutte le caratteristiche tecniche per rallentare ulteriormente il mercato immobiliare italiano, già decimato da una crisi che dura da oltre sei anni e che quest'anno chiuderà il bilancio con scambi che solo sul segmento residenziale raggiungeranno a fatica quota 400mila unità abitative vendute, tornando così indietro ai livelli degli anni '80.

Entrando nel merito di questa ennesima mazzata riserbata al "Mattone" italiano c'è da rimanere sbalorditi. Ecco uno stralcio dell'articolo 35: «Il notaio o altro "pubblico ufficiale" sarà "tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato" il prezzo pattuito per la vendita dell'immobile o "altri corrispettivi" versati, comprese ad esempio le "somme destinate all'estinzione delle spese condominiali non pagate", più tutte "le somme dovute a titolo di onorari, rimborsi spese diritti accessori e tributi" legati alle transazione immobiliare».

In buona sostanza significa che dopo la firma dell'atto di vendita immobiliare dal notaio il denaro, meglio dire i soldi dei proprietari di casa, rimarranno in una banca di fiducia del notaio, fino a che non avrà trascritto l'atto di vendita.

E gli interessi sulle somme depositate nel frattempo maturati sul conto corrente - interessi che saranno variabili, visto che per trascrivere l'atto di vendita c'è tempo fino a 30 giorni dalla firma del rogito - saranno «finalizzati - dice testualmente la legge - al netto delle spese di gestione del servizio, a rifinanziare i fondi di credito agevolato, destinati ai finanziamenti alle piccole medie imprese».

Benedetto Dio.

Come si può pensare di finanziare le piccole e medie imprese penalizzando il settore immobiliare italiano che da solo rappresenta il 20% del Pil?

Come è immaginabile che nessuno abbia considerato che dal 2007 ad oggi in Italia hanno chiuso i battenti oltre 500mila agenzie immobiliari?

Non sono anche queste piccole e medie imprese?

Superate le domande e rimasti indenni dalla lettura dello stralcio della legge c'è da dire ancora qualcosa.

Perché il governo invece di abbattere la mannaia sulle case degli italiani non ha messo mano ad una seria modifica delle regole di distribuzione dei farmaci ai cittadini.

Mi spiego. Si potrebbe, ma non si fa, rendere obbligatoria la prescrizione medica "per dosi" e non "per confezioni".

La distribuzione dei farmaci dovrebbe essere organizzata come negli Usa, in Inghilterra e tanti altri Paesi con confezioni monodose o maxiconfezioni per farmacia.

In Italia ci sono 21 milioni di famiglie, ognu­na butta via una volta l'anno "almeno" 200 euro di scatole di medicinali aperte e non usate, questo determina uno spreco di circa 4,2 miliardi di euro all'anno, risparmi che potrebbero essere destinabili alle piccole e medie imprese.

Ci potrebbero essere inoltre circa 20 miliardi di possibili risparmi di spesa crescenti nel tempo che potrebbero andare a ridurre l'Irpef dei lavoratori e delle famiglie per almeno 15 mi­liardi di euro. Perché non si agisce in tal senso. Lobby troppo potenti da toccare?

Interessi politici inalienabili? O cosa. Che qualcuno, per cortesia, lo spieghi agli italiani e soprattutto a tutti coloro che pagano le tasse.

Per dovere di informazione consiglio di leggere con attenzione l'articolo 35  e quanto inserito nella legge di stabilità approvata 48 ore fa, e qualcuno, per favore, mi venga a spiegare se questa gente merita ancora attenzione o solo un "vaffa.." di quelli astronomici.........precauzioni prima della lettura, proteggete lo stomaco.

«Al fine di favorire l'accesso al credito delle piccole e inedie imprese, sono destinate in parli ugnali una quota del diritto annuale di cui all' articolo 18. comma 1, lettera a), della legge 29 dicembre 1993. n 580, e una quota del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all'articolo 2. comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n 662, per un ammontare complessivo di 100 milioni di euro per l'anno 2014, 150 milioni di euro per l'anno 2015 e 200 milioni di euro per l'anno 2016, per costituire un fondo presso Unioncamere con la finalità di patrimonializzare i confidi sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia ovvero i confidi che realizzano operazioni di fusione finalizzate all'iscrizione nell'elenco o nell'albo degli intermediari vigilati dalla Banca d'Italia, nei successivi ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa autorizzazione della Commissione europea, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono adottate le disposizioni di attuazione del presente comma e definiti i requisiti di accesso per i confidi. Il notaio o altro pubblico ufficiale è tenuto a versare su apposito conto corrente dedicato tutte le somme dovute a titolo di onorari, diritti, accessori, rimborsi spese e contributi, nonché di tutti i tributi per i quali il medesimo sia sostituto o responsabile d'imposta, in relazione agli atti dallo stesso ricevuti o autenticali e soggetti a pubblicità immobiliare, ovvero in relazione ad attività e prestazioni per le quali lo stesso sia delegato dall'autorità giudiziaria.

Ogni altra somma affidatagli e soggetta ad obbligo di annotazione nei registro delle somme e dei valori di cui alla legge 22 gennaio 1934, n 64. comprese le somme dovute a titolo di imposta in relazione a dichiarazioni di successione; e) l'intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi, se determinato in denaro, oltre alle somme destinate ad estinzione delle spese condominiali non pagate o di altri oneri dovuti in occasione del ricevimento o dell'autenticazione, di contratti di trasferimento della proprietà o di trasferimento, costituzione od estinzione di altro diritto reale su immobili o aziende.

La disposizione di cui al comma 35 non si applica agli imponi inferiori ai 100mila euro e per la parte di prezzo o corrispettivo oggetto di dilazione; si applica in relazione agli importi versati contestualmente alla stipula di atto di quietanza. Sono esclusi i maggiori oneri notarili. Gli importi depositati presso il conto corrente di cui al comma 35 costituiscono patrimonio separato. Dette somme sono escluse dalla successione del notaio o altro pubblico ufficiale e dal suo regime patrimoniale della famiglia, sono assolutamente impignorabili a richiesta di chiunque.

Eseguita la registrazione e la pubblicità dell'atto ai sensi della normativa vigente, e verificata l'assenza di formalità pregiudizievoli ulteriori rispetto a quelle esistenti alla data dell'atto e da questo risultabili, il notaio o altro pubblico ufficiale provvede senza indugio a disporre lo svincolo degli importi depositati a titolo di prezzo o corrispettivo. Se nell'atto le parti hanno previsto che il prezzo o corrispettivo sia pagato solo dopo l'avveramento di un determinato evento o l'adempimento di una determinata prestazione, il notaio o altro pubblico ufficiale svincola il prezzo o corrispettivo depositato quando gli viene fornita la prova, risultante da atto pubblico o scrittura privata autenticata, ovvero secondo le diverse modalità probatorie concordate tra le parti, che l'evento dedotto in condizione si sia avverato o che la prestazione sia stata adempiuta.

Gli interessi sulle somme depositate a netto delle spese di gestione del servizio, sono finalizzati a rifinanziare i fondi di credito agevolato, riducendo i tassi della provvista dedicata, destinati ai finanziamenti alle piccole e medie imprese, individuati dal decreto in uno specifico comma. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, sentito il parere del Consiglio nazionale del notariato, sono definiti termini, condizioni e modalità di attuazione dei commi da 35 a 38. anche con riferimento all'esigenza di definire condizioni contrattuali omogenee applicate ai conti correnti dedicati».

In collaborazione con FIAIP, IMMOBILNEWS.it

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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