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Coronavirus - Bergamo - 4° e 5° morto italiano, 3° e 4° in Lombardia, il primo aveva 84 anni, il secondo 88 Stampa
Scritto da Redazione   
Lunedì 24 Febbraio 2020 11:38

 

>>> [PDF] CRI Lombardia - Avviso Truffe tamponi Porta a Porta

 

C'è un altro morto in Italia in Lombardia, il 4° affetto da Coronavirus Covid-19.

Si tratta di un 84enne affetto da altre patologie, che era ricoverato all'Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo.

Si è aggiunto un 5° deceduto di 88 anni di Caselle Lanne in Lombardia

 

 

Il numero di contagiati in Lombardia sta aumentando a dismisura e siamo giunti a oltre 200 contagiati portando il nostro paese al 3° posto a livello mondiale per numero di contagi.

C'è da notare, che a differenza di altri paesi europei ed extraeuropei, come ha affermato ieri dal Prof. Roberto Buironi a Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio, aumenta esponenzialmente poiché stiamo facendo un'analisi di controllo delle persone vicine agli influenzati.

Quindi stiamo facendo analisi sulle persone limitrofe.

Ma ci sono più voci anche tra gli esperti.

"A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri".

A parlare è Maria Rita Gismondo, virologa in prima linea essendo la responsabile del laboratorio dell'ospedale Sacco di Milano, in cui vengono analizzati da giorni i campioni di possibili casi di coronavirus. In un post su Facebook, in cui non cita mai Burioni, la scienziata scrive: "Non è pandemia! Durante la scorsa settimana la mortalità per influenza è stata di 217 decessi al giorno! Per coronavirus 1!". Secondo Gismondo, che invita tutti ad abbassare i toni, "questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico".

 

 

Altre Coronavirus

I passeggeri di un volo proveniente dall'Italia sono stati bloccati all'aeroporto di Mauritius dopo lo sbarco. Ai passeggeri è stato richiesto di accettare un periodo di quarantena oppure di rientrare subito in Italia. Si tratta di un volo dell'Alitalia con 300 persone a bordo. In questo momento, secondo quanto si apprende da fonti informate, stanno permettendo lo sbarco solo ai passeggeri provenienti dalle zone italiane non a rischio coronavirus. Gli altri restano dentro l'aereo. Sono una settantina i passeggeri provenienti da Lombardia e Veneto ai quali non è stato permesso lo sbarco.

Si muove la Farnesina. «La Farnesina sta seguendo sin dalle prime battute la vicenda dell'aereo italiano bloccato a Mauritius, in contatto costante con la compagnia aerea Alitalia e con l'Ambasciata a Pretoria, competente per l'area, al fine di assicurare la massima assistenza agli italiani a bordo». Lo riferisce il ministero degli Esteri in una nota.

 

Nel resto d'Europa

In Europa, dove i maggiori Paesi al momento non prevedono l'isolamento per chi torna dalla Cina né hanno bloccato i collegamenti aerei, l'attenzione si sta spostando tutta verso l'Italia. Mentre fino a qualche giorno fa si lavorava per la prevenzione seguendo linee guida simili alle nostre ora si comincia a pensare ad un orientamento diverso.

Gran Bretagna, Germania e Francia, a differenza dell'Italia, non hanno deciso per la quarantena.

Vengono tenuti sotto controllo medico solo coloro che dichiarano volontariamente di essere stati in Paesi a rischio.

Solo dalla fine di gennaio all'aeroporto di Parigi Charles de Gaulle una équipe medica ha iniziato a verificare la temperatura e a dare informazioni a chi arriva dalla Cina.

La Germania non ha ancora preso misure drastiche dal momento che i casi certificati sono sedici e un solo mortale.

Dice il portavoce del ministero della Salute tedesco: «Abbiamo curato i casi e, al momento, si è riusciti a contenere la diffusione». Il principio si basa sul senso di responsabilità.

In Gran Bretagna raccomandano a tutti i viaggiatori rientrati dalla Cina, Thailandia, Giappone, Corea, Hong Kong, Taiwan, Singapore, Malesia, Macao negli ultimi quattordici giorni, che presentino febbre, tosse e difficoltà respiratoria, di restare in casa e di avvertire i servizi d'emergenza.

La Spagna e il Portogallo hanno scelto per i controlli agli scali ma nessun tipo di isolamento nei confronti delle persone che hanno soggiornato nei Paesi considerati a rischio.

I Centri di controllo delle malattie americani hanno dedicato una sezione del loro sito al Covid-19 con aggiornamenti in tempo reale.

«Siamo molto coinvolti, siamo consapevoli di quello che sta succedendo. È tutto molto sotto controllo in questo Paese» annuncia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando prima di partire per Nuova Delhi del coronavirus.

Le autorità sanitarie americane dicono di essere preparate alla diffusione del contagio: non escludono la possibilità di chiudere scuole, università ed uffici, invitano la popolazione ad evitare viaggi verso l'Asia. Gli Usa hanno, comunque, vietato l'ingresso a coloro che, nelle ultime due settimane, sono stati in Cina ma non a Hong Kong.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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