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Europa - E' morto David Sassoli Presidente del Parlamento Europeo, aveva 65 anni Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 11 Gennaio 2022 07:52

Il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli si è spento stanotte ad Aviano (PN) in seguito ad un aggravamento della disfunzione del sistema immunitario che lo aveva colpito nei giorni scorsi. Aveva 65 anni.

A Settembre era stato colpito da una forma grave di Polmonite da Legionella, da cui era uscito, ma ha avuto una ricaduta e ricoverato d'urgenza il 26 dicembre 2021, che lo ha portato ad un esito infausto della prognosi a soli 65 anni.

Video - Sassoli spiega l'origine della Polmonite che lo ha colpito


Il cordoglio

"Sono profondamente rattristata dalla morte di un grande europeo e italiano. David Sassoli è stato un giornalista appassionato, uno straordinario Presidente del Parlamento europeo e soprattutto un caro amico".

Lo scrive in un tweet in italiano la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "I miei pensieri vanno alla sua famiglia. Riposa in pace, caro David", aggiunge.

"Triste e commosso per l'annuncio della morte di David Sassoli. Europeo sincero e appassionato, il suo calore umano, la sua generosità, la sua convivialità e il suo sorriso ci mancano già. Condoglianze sincere alla sua famiglia e alle persone a lui vicine", Scrive sempre su Twitetr il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.


"La scomparsa di David Sassoli è un grande dolore. Perdiamo un politico di valore ma soprattutto un amico, un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri, prima nel giornalismo e poi nelle istituzioni come presidente del parlamento europeo. Riposa in pace, caro amico". Lo scrive in italiano su Twitter l'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Josep Borrell.

"Ho appreso con sgomento la notizia della morte di David Sassoli" ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, tramite l'account twitter del suo portavoce Steffen Hebestreit. "L'Europa perde un un presidente del Parlamento impegnato, l'Italia un politico intelligente, la Germania un buon amico" prosegue il messaggio di cordoglio del cancelliere tedesco socialdemocratico. "Il nostro pensiero va alla famiglia", conclude Scholz.

"David Sassoli ci ha lasciato. Una notizia terribile per tutti noi in Italia e in Europa. Ricorderemo la tua figura di leader democratico e europeista. Eri un uomo limpido, generoso, allegro, popolare. Un abbraccio alla famiglia. Riposa in pace."é invece il tweet del commissario Ue agli Affari Economici, Paolo Gentiloni.

"È mancato, nella notte, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Una gran brava persona, un avversario leale, un uomo onesto. A nome del partito dei Conservatori e Riformisti europei e di Fratelli d'Italia esprimo sincere condoglianze alla sua famiglia e alla sua comunità politica". Lo dichiara il presidente dei Conservatori europei (ECR Party) e di FdI, Giorgia Meloni.

"Le parole che non avrei mai voluto pronunciare. Per un amico unico, persona di straordinaria generosità, appassionato europeista. Per un uomo di visione e principi, teorizzati e praticati. Che cercheremo di portare avanti. Sapendo che non saremo all'altezza. #AddioDavid #Sassoli", scrive su twitter il segretario del Pd Enrico Letta.

"Una notizia che ci rattrista. Esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di David Sassoli, stringendoci ai suoi familiari e alle persone care in questo doloroso momento". Così via Twitter il gruppo della Lega al parlamento europeo.

"La morte del collega e amico David mi lascia sgomento e profondamente costernato. Con lui se ne va un Grande Presidente sia sotto il profilo politico che umano. Esprimo con affetto vicinanza alla sua famiglia. Riposa in pace David". Lo scrive su Twitter, il vicepresidente del Partito popolare europeo, Antonio Tajani.

"E' grande il vuoto che lascia David Sassoli. Politico appassionato, leale, intelligente, capace di conciliare due doti difficilmente compatibili in politica: serenità e fermezza nei principi. E prima ancora è stato un giornalista di rango. Ha dedicato la sua attività alla difesa dei diritti umani, dei più fragili, al contrasto delle disuguaglianze e delle disparità. Un europeista autentico che ha ricoperto con equilibrio il ruolo di Presidente del Parlamento europeo." Lo afferma l'ex premier Romano Prodi.

"Un profondo dolore. Ciao David". Così il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, su Twitter dopo la morte, avvenuta questa notte, del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.

"Un uomo brillante, altruista, al servizio delle Istituzioni. Amava il suo Paese e credeva fortemente nei valori europei. La morte del presidente David Sassoli ci addolora profondamente. Un grande abbraccio alla sua famiglia". Lo scrive su Facebook il ministro degli esteri Luigi Di Maio.

"La morte di David Sassoli è innanzitutto una notizia tristissima e dolorosa per tutti noi. Una comunità che lo ha amato, seguito e sostenuto in questi anni per la sua passione, capacità e dedizione". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

La morte di Sassoli ci rattrista e lascia senza parole. David era un uomo generoso, di grande umanità. Un giornalista e un politico sempre attento e vicino al mondo del lavoro". Lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Era un "sostenitore di una politica più vicina ai cittadini e ai loro bisogni, in particolare a quelli dei giovani. Un convinto europeista che si è sempre battuto per un'Europa solidale", conclude.

"La scomparsa di David Sassoli ci addolora. È stato un esempio per tutti il suo impegno per un'Europa unita, sociale, del lavoro e dei popoli, integrata nei diritti, nella solidarietà, nella tutela dei più deboli. Ci stringiamo ai suoi cari. Una grave perdita per l'Italia e l'UE". Lo scrive su twitter il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.

"Una notizia che ci sconvolge e ci addolora profondamente: solo ieri avevamo appreso del suo ricovero in Italia e della cancellazione di ogni evento pubblico. Siamo davvero senza parole. David era una persona eccezionale, uomo politico di talento e di profondissima umanità". Lo afferma il sindaco di Firenze Dario Nardella, ricevuta la notizia della morte del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, esprimendo il cordoglio alla famiglia anche a nome di tutta Firenze, città natale di Sassoli.

David Sassoli è stato un generoso e appassionato uomo politico. Al servizio delle Istituzioni con autorevolezza ma con la semplicità con cui sapeva stare con le persone. Un commosso pensiero al dolore della famiglia. Lo scrive sui social il Presidente di Italia Viva Ettore Rosato.

 

La scheda

David Maria Sassoli (Firenze, 30 maggio 1956 – Aviano, 11 gennaio 2022) è stato un giornalista, conduttore televisivo e politico italiano, presidente del Parlamento europeo dal 3 luglio 2019 fino alla sua morte.

Giornalista professionista dal 1986, è stato vicedirettore del TG1 dal 2006 al 2009. Eletto parlamentare europeo per il Partito Democratico nella VII legislatura europea, ha svolto il ruolo di capo della delegazione PD all'interno dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici. Rieletto alle Europee del 2014, è stato vicepresidente del Parlamento europeo da luglio 2014 a maggio 2019.


Biografia

Nato a Firenze nel 1956 da padre fiorentino e madre pratese[2], a causa del lavoro di giornalista del padre Domenico si trasferì in tenera età a Roma dove risiedette per lungo tempo. Dopo il diploma presso il liceo classico Virgilio si iscrisse alla facoltà di scienze politiche dell'Università "La Sapienza" di Roma, senza tuttavia terminare gli studi per dedicarsi completamente all'attività di giornalista. Nel corso degli anni lavorò presso il quotidiano Il Tempo, l'agenzia di stampa Asca, nella redazione romana de Il Giorno, per poi essere assunto in Rai nel 1992.


Formazione

La sua formazione giovanile si inserisce all'interno della tradizione del cattolicesimo democratico. Sotto l'impulso di Paolo Giuntella Sassoli si impegnò nella Rosa Bianca, associazione di cultura politica che riuniva gruppi di giovani provenienti dall'associazionismo cattolico (ACI, FUCI, ACLI). Da giovane si interessò inoltre allo scautismo, in particolare dell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani.

Negli anni 80 partecipò all'esperienza della Lega Democratica, un gruppo di riflessione politica animato da Pietro Scoppola, Achille Ardigò, Paolo Prodi e Roberto Ruffilli.

Decesso

Colpito nel settembre 2021 da una grave forma di polmonite da legionella, fu costretto al ricovero per alcuni giorni. Nuovamente ricoverato dal 26 dicembre 2021 per una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario, è deceduto all'1:15 dell'11 gennaio 2022 presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN).


Vita privata

David Sassoli era sposato con Alessandra Vittorini, figlia dell'urbanista Marcello Vittorini, al vertice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Aquila dal 2015, dalla quale ha avuto due figli, Livia e Giulio.

Era tifoso della Fiorentina e amante della musica classica.


Carriera giornalistica

Gli inizi

Iniziò a lavorare al quotidiano Il Tempo di Roma per poi proseguire l'attività giornalistica in piccoli giornali e all'agenzia di stampa Asca. Proprio quando collabora con l'agenzia cattolica, è testimone di un incontro a Parigi, destinato a suscitare clamore, tra l'allora ministro socialista Gianni De Michelis e il rifugiato politico di Autonomia Operaia, Oreste Scalzone.

Nel 1985 passa alla redazione romana del quotidiano Il Giorno, dove per sette anni segue i principali avvenimenti politici e di cronaca. Durante questo periodo, è testimone diretto di alcuni eventi importanti come la caduta del Muro di Berlino (1989).

Era iscritto all'albo dei giornalisti professionisti dal 3 luglio 1986. Fu tra i fondatori di Articolo 21, liberi di..., movimento di difesa della libertà di stampa.

Giornalismo radiotelevisivo

La sua carriera come giornalista televisivo ebbe inizio nel 1992, come inviato di cronaca nel TG3 dove ha seguito per molto tempo gli avvenimenti riguardanti mafia, Tangentopoli e le inchieste sulle stragi italiane. In quel periodo collaborò con i programmi di Michele Santoro Il rosso e il nero e Tempo reale.

Nel 1996, sotto la direzione di Carlo Freccero, conduce la trasmissione pomeridiana Cronaca in diretta su Rai 2. Nel 1998 gli viene affidata la conduzione di Prima - La cronaca prima di tutto, rotocalco quotidiano del TG1.

Nel 1999 entrò nella redazione del TG1 in qualità di inviato speciale, e in seguito ne divenne conduttore dell'edizione delle 13:30 e successivamente di quella delle 20. Con l'avvento della direzione di Gianni Riotta, nel 2007 Sassoli diventò vicedirettore del telegiornale, nonché dei settimanali di approfondimento Speciale TG1 e TV7. Nel 2004 venne eletto Presidente dell'Associazione Stampa Romana.

Carriera politica

Elezioni europee del 2009: Primo mandato

L’ingresso in politica di David Sassoli coincise con le elezioni del Parlamento europeo del 6 e 7 giugno 2009, quando il Partito Democratico lo candidò su proposta del segretario Dario Franceschini come capolista nella circoscrizione dell'Italia centrale.

Con 405.967 preferenze fu il primo eletto nella circoscrizione Italia centrale, risultando tra i più votati in Italia. Anche grazie al risultato delle elezioni, diventò capogruppo del Partito Democratico all'Europarlamento. In un'intervista dichiarò di voler "dedicare il resto della sua vita alla politica"[13]. Durante la 7ª legislatura divenne membro della Commissione Trasporti e Turismo e Relatore della proposta sul Cielo unico europeo; fu inoltre membro della delegazione interparlamentare UE-Israele.

Primarie per il sindaco di Roma

Il 7 aprile 2013 Sassoli si candidò alle primarie del Partito Democratico, indette per stabilire il candidato sindaco di Roma alle elezioni amministrative di quell'anno. Ottenne il secondo posto con il 28% dei voti, davanti a Paolo Gentiloni, ma alle spalle del vincitore e futuro sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Elezioni europee del 2014: Secondo mandato

Nel 2014 si ricandidò alle elezioni europee con il PD, nella circoscrizione dell'Italia centrale. Il 1º luglio 2014 venne eletto Vicepresidente del Parlamento europeo con 393 voti, risultando il secondo più votato in quota PD-PSE, con delega alla Politica del Mediterraneo, al Bilancio e al Patrimonio. Nel gennaio 2017 venne riconfermato Vicepresidente con 377 voti.

In questa legislatura fu l’autore di una legge di riforma ferroviaria dell’Unione, IV Pacchetto ferroviario, conclusa dopo tre anni di negoziati. Lo scopo principale della riforma era l'apertura del mercato dell'alta velocità, permettendo a tutte le compagnie ferroviarie di partecipare alle gare sulle tratte dell'alta velocità in qualsiasi stato membro. Nel 2017 in Commissione Trasporti operò per bloccare la prima proposta sul Pacchetto Mobilità, con l'intenzione di garantire maggiore sicurezza agli autotrasportatori e rispetto delle norme sulla concorrenza del trasporto su gomma.

Nel corso della legislatura rivolse la propria attenzione alla politica euro-mediterranea e alle tematiche relative le materie di bilancio. Come Vicepresidente responsabile per la politica euro-mediterranea rappresentò il Parlamento europeo in più occasioni ufficiali, sviluppando e intensificando un dialogo con le istituzioni dei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Al termine di un negoziato per l’assegnazione del Segretariato EURO-MED, fu il promotore della sua assegnazione alla città di Roma. Fece parte, nel maggio 2018, della missione elettorale dell’Unione europea in Libano.

Per quanto riguarda le materie di bilancio, si impegnò per un Parlamento più efficiente e aperto ai cittadini, promuovendo la trasparenza e la tracciabilità delle spese, un più efficace rendiconto delle attività dei deputati e la messa a gara dei servizi del Parlamento.

Fu membro della Delegazione UE-Serbia e dal 2016 Presidente del Gruppo di Amicizia Europa-Albania.

Terzo mandato europeo e presidenza del Parlamento europeo

Si ricandidò alle elezioni europee del 26 maggio 2019 con il PD, nella circoscrizione dell'Italia centrale, venendo nuovamente eletto con 128.533 voti. Il 3 luglio 2019 venne eletto Presidente del Parlamento europeo, il settimo italiano a ricoprire la carica, con 345 voti al secondo scrutinio e con il sostegno dei gruppi europeisti. Durante il suo discorso di insediamento sottolineò l'importanza di recuperare e rilanciare lo spirito costituente dell'Unione e richiamò il Consiglio dell'Unione europea alla necessità di discutere con il Parlamento la riforma del Regolamento di Dublino.

Come primo atto della sua presidenza decise di rendere omaggio a tutte le vittime del terrorismo in Europa, visitando la stazione della metropolitana di Maalbeek, uno dei siti degli attentati di Bruxelles del 2016.

In occasione dell'emergenza COVID-19, dichiarò di auspicare un bilancio comunitario che investa sulla ricerca scientifica, evitando «tagli sulla vita degli europei».

Si era dichiarato favorevole alla creazione di una centrale acquisti amministrata a livello europeo, alla quale gli Stati membri potevano aderire su base volontaria, in primis per negoziare condizioni più favorevoli per l'approvvigionamento condiviso di beni strumentali e di materiali sanitari di consumo. Contestualmente, ribadì che la sanità, sebbene non fosse una delle competenze affidate all'Unione dai fondatori, poteva acquisire maggiore importanza qualora Stati membri lo avessero espresso, esprimendosi a favore di tale posizione politica.

Nel giugno 2020 firmò l'appello internazionale per l'economia viola («Per un rinascimento culturale dell'economia») pubblicato sul Corriere della Sera, El País e Le Monde.

Il 15 dicembre 2021, a un mese dalla scadenza del mandato, annunciò che non si sarebbe ricandidato alla presidenza del Parlamento europeo per “non dividere la maggioranza europeista”.

Premi e riconoscimenti

  • Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, come miglior cronista televisivo dell’anno (1997)
  • Presidente Onorario dell'Accademia Cittadella Nicolaiana (Bari, settembre 2019)
  • Chiavi della città di Firenze (ottobre 2019)
  • Socio onorario ANAI (Associazione Nazionale Autieri d'Italia) dall'aprile 2018

Opere

  • David Maria Sassoli e Francesco Saverio Garofani, Il potere fragile. I consigli dei ministri durante il sequestro Moro, Roma, Fandango libri, 2013, ISBN 978-8860443137.
 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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