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Internet Addiction Disorder - Una forma di dipendenza in crescita tra gli adolescenti Stampa
Scritto da Marina Ranucci   
Mercoledì 29 Gennaio 2014 11:25

Nuove forme di dipendenza “crescono”, soprattutto tra gli adolescenti.

L’ultima temibile piaga che da qualche anno si estende sempre di più in tenera età, è la cosiddetta “retomania”, ovvero la dipendenza da internet allo stato patologico. Da Facebook a Twitter, dalle chat ad Instagram, la rete oggigiorno offre lo spunto alle giovani generazioni per nuove opportunità di gioco e svago.

Così spesso la comunicazione virtuale prende il posto dello sport e delle attività all’aria aperta.

 

 

L’allarme arriva dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps) che fa notare come secondo le ultime ricerche condotte da Save The Children, come 1 minore su 4 non faccia moto e sport nel tempo libero, e 4 ragazzi su 10 si muovono in auto, a fronte del 24% che va a piedi, e del 9% che va in bici.

Mentre, è addirittura il 73% dei ragazzini a restare in casa nel tempo libero.

«Esiste un concreto pericolo - spiega il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente della Sipps – ovvero che l’abuso di internet per comunicare crei confusione tra vita reale e vita virtuale».

La retomania infatti, è conosciuta anche come Internet Addiction Disorder (I.A.D.).

«Sono almeno tre i fattori che scatenano la retomania - spiega il Dott. Di Mauro - le psicopatologie predisponenti, i comportamenti a rischio e le potenzialità psicopatologiche proprie della Rete».

Poi va nel dettaglio: «nelle psicopatologie predisponenti, internet rappresenta un vero e proprio rifugio per quanti hanno già una stabilità emotiva precaria, soffrono di depressione, disturbi bipolari o ossessivi-compulsivi. La rete - prosegue - diventa, di fatto, il luogo in cui ricercare amici o relazioni sentimentali e che consente il superamento delle relazioni della vita reale».

«Per comportamento a rischio si parla, ovviamente, di un abuso delle informazioni disponibili in rete, con intere giornate passate davanti allo schermo di un pc, trascurando la vita reale. Tutto questo si somma alle potenzialità psicopatologiche della rete: dalla capacità di indurre sensazioni di onnipotenza, ovvero vincere le distanze ed il tempo fino ad arrivare - conclude - al cambiamento della personalità e dell’identità».

Recenti studi mostrano come la dipendenza da internet tra gli adolescenti stia diventando un grave problema di salute pubblica in tutto il mondo. Da uno studio condotto negli Stati Uniti emerge una prevalenza dell’1,0%, mentre da una ricerca condotta in Europa emerge una prevalenza del 9,0% e da studi condotti in Asia i dati variano dal 2,0% al 18,0%.

«Non c’è dubbio - afferma il Dott. Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente Sipps - che la dipendenza da internet sia diventata un problema di salute pubblica grave in tutto il mondo, soprattutto tra gli adolescenti. La I.A.D. può determinare una serie di conseguenze sociali e sanitarie negative: dal basso rendimento scolastico allo scarso rapporto con la propria persona, fino all’ansia e alla depressione».

In pericolo però, ci sono ovviamente anche gli adulti, che a causa del troppo tempo passato a navigare trascurano le relazioni sociali ed il lavoro e modificano in modo dannoso anche il sonno e le proprie abitudini alimentari. Per questo gli esperti forniscono dei piccoli consegli da seguire per non cadere nella “rete” della dipendenza.

«In particolare - afferma Salari - bisogna limitare ad una/due ore la quantità di tempo trascorso quotidianamente on line, integrare le attività in rete con quelle reali simili come acquisti, svaghi o relazioni sociali e non occorre mai sostituire la socializzazione reale a quella virtuale. Infine - conclude – non bisogna esitare a chiedere un aiuto competente qualora si avvertisse una necessità incontrollabile di collegarsi al web».

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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