| Napoli - Inizia la 38a America's Cup Napoli |
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| Scritto da Giovanni Di Cecca |
| Mercoledì 23 Settembre 2026 21:46 |
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Sono passati ben 13 anni dall'America's Cup World Series del 2012 e 2013 che fece diventare il lungomare della Caracciolo (come si dice a Napoli) il palcoscenico ideale per le regate delle imbarcazioni da competizione più costose del pianeta. 13 anni non passati invano. Infatti la Nostra città in questo periodo è cresciuta enormente (per molti anche troppo velocemente) in interesse, in attrattiva in buona sostanza in una meta desiderata e desiederabile.
Quella esperienza (ripetuta due volte consecutivamente) è stata fondamentale per avere un apprezzamento dall'organizzazione e per sistemare questioni come l'ex Italsider di Bagnoli che erano rimaste per decenni abbandonate a loro stesse in attesa di cosa non era ben chiaro. Oggi dove stanno sorgendo gli Hangar delle imbarcazioni e che dovrebbe, finita la 38a Edizione (ma si parla anche della 39a nel 2029), finalmente una delle zone più belle paesaggisticamente parlando dove si tentò la sfortunata industrializzazione della città distruggendo un angolo di paradiso. Ma il progresso è progresso ed necessario per rendere anche il Sud Italia più produttivo assimilandolo al Nord. Il discorso in materia sarebbe troppo lungo e, all'inizio di questa competizione diventa lezioso ed inutile, tanto il passato, purtroppo, non può essere modificato! Una Città in balia di lavori eterni Una delle cose che in questi mesi stanno facendo letteralmente saltare in nervi alla cittadinanza sono i lavori eterni per redendere funzionale l'accesso alla Coppa America del 2027, soprattutto della zona di Fuorigrotta-Bagnoli, sta facendo saltare la pazienza. "E si potevano anche spendere meglio facendo altro per il Lavoro! Stanno bloccando una città intera per cosa?" Questa frase è la più gettonata tra le "ingiurie" alla America's Cup che ho sentito negli ultimi tempi. Certo, oggi va un po' meglio, ma Via Acton era praticamente bloccata questa estate per il Tram che viene ripristinato, certo Piazzale Tecchio a Fuorigrotta è fuori uso da un anno per far entrare i treni della Metro Linea 6, certo i lavori della nuova Metro Linea 2 vicino la Cumana di Agnano è un altro sfacelo, certo la strada a Posillipo è peggio di quella di Gaza City dopo i bombardamenti, certo tutto. Ma... un evento finisce, è vero, ma le infrastrutture restano!!! Una città che per oltre 30 anni è stata praticamente abbandonata a sé stessa è ovvio che se deve essere rimessa a nuovo ci vogliono soldi (parecchi) e poi i lavori vanno fatti e fatti bene! I disagi ci sono e ci saranno ancora per un annetto grossomodo (299 Giorni al momento in cui scrivo, si spera), ma la domanda è: ne sarà valsa la pena? In onestà intellettuale se le promesse e le premesse vengono mantenute, la risposta è si, senza alcun dubbio. Per troppi anni siamo rimasti una sorta di provincetta decaduta, dopo i fasti del periodo borbonico, sul quale c'è molto da ridire, ma almeno Napoli città era riconosciuta come una metropoli nel 1800, al pari di Londra capitale del più grande impero mai visto e Parigi che inseguiva dopo l'epopea Napoleonica. In questi anni grazie soprattutto ai lavori cinematografici serie televisive come Un posto al sole, I bastardi di Pizzofalcone, Il Commissario Ricciardi, Mina Settembre, e al Cinema con Paolo Sorrentino che creato capolavori come E' stata la mano di Dio e Parthenope, per non parlare del Nostro caro SSC Napoli che nell'ultimo decennio con 2 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 SuperCoppe Italia, 1 quarto di finale di Champions League e una Semifinale di UEFA League, per non parlare poi del Murales del D10S Umano a via Emanuele de Deo (primo martire della Repubblica Napoletana 1799) Napoli è diventata meta da vedere assolutamente e le infrastrutture come detto visto che rimangono saranno un bene di tutti Stasera stanno ancora allestendo, domani mattina l'apertura del Race Village al pubblico sulla Caracciolo Un grande evento e noi siamo lì a raccontarlo |












