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Politiche 2018 - DI Maio a Salvini. "Andiamo al Colle per chiedere Elezioni a Giugno" Stampa
Scritto da Redazione   
Lunedì 30 Aprile 2018 15:35

Nuova presa di posizione del leader M5s dopo la chiusura di ieri di Matteo Renzi a un dialogo con i pentastellati. Di Maio propone, a questo punto, a Salvini di chiedere al Colle di tornare al voto a giugno, quello, evidenzia, sarà il "ballottaggio" che in diversi vorrebbero come modifica del sistema di voto. "A questo punto - dice Di Maio su Facebook - non c'è altra soluzione, bisogna tornare al voto il prima possibile, poi ovviamente deciderà il presidente Mattarella. Tutti parlano di inserire un ballottaggio nel sistema elettorale ma il ballottaggio sono le prossime elezioni quindi io dico a Salvini, andiamo insieme a chiedere di andare a votare e facciamo questo secondo turno a giugno. Facciamo scegliere i cittadini tra rivoluzione e restaurazione"


Intanto Silvio Berlusconi, torna a proporre un governo di centrodestra. "Il centro-destra - dice Berlusconi - unito si conferma vincente e accresce ancora i suoi consensi. Questo conferma una volta in più che siamo non soltanto la prima coalizione del Paese, ma anche quella più in sintonia con gli umori e le esigenze degli elettori. Sul piano politico complessivo questa è una ragione in più per affidare al centro-destra la guida del governo nazionale". Gli italiani stanno "rapidamente abbandonando" i 5S - ha ribadito il Cav - e questo "conferma ancora una volta che i grillini sono considerati del tutto inadatti a governare, sia una regione, sia a maggior ragione l'intero Paese".

LE PAROLE DI DI MAIO - "Il M5S - ha detto Di Maio - in modo serio si è impegnato totalmente per rispettare il voto dei cittadini. Visto che abbiamo ottenuto un risultato straordinario ma non abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi non ho mai pensato che sarebbe stato facile ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato impossibile: è vergognosa la maniera in cui tutti i partiti stanno pensando tutti al proprio orticello e alle poltrone". "In queste settimane - ha detto il leader M5s - alcuni ci hanno criticato per aver provato a firmare un contratto di governo con gli uni o con gli altri. Io quest'azione la rivendico, il M5S è post ideologico, le nostre idee non sono né di destra né di sinistra, le idee o sono buone o sono cattive. E avevamo tutta l'intenzione di portare a casa il risultato, lo abbiamo dimostrato concentrando il dibattito sui temi e non sulle poltrone". "Questa è una legge elettorale assurda (voluta dal Pd e dal centrodestra) che permette anche a forze che perdono le elezioni come Forza Italia e Fdi di rivendicare una pseudo-vittoria in nome di una coalizione di comodo. In ogni caso, come avevo detto e ripetuto più volte in campagna elettorale, visto che abbiamo ottenuto un risultato straordinario ma non abbiamo ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, ci siamo rivolti alle forze politiche per far partire un governo di cambiamento sulla base di un contratto che comprendesse i temi prioritari per gli italiani", spiega Di Maio.


Video - Luigi di Maio su Facebook


Tensione alle stelle nel Pd dopo la presa di posizione di ieri di Matteo Renzi a 'Che tempo che fa'. Il segretario reggente, Maurizio Martina va all'attacco. "Ritengo - dice - ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così un partito rischia solo l'estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società". "Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema", aggiunge.

"In queste ore - afferma Martina - stiamo vivendo una situazione politica generale di estrema delicatezza. Per il rispetto che ho della comunità del Partito Democratico porterò il mio punto di vista alla Direzione Nazionale di giovedì che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione. Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema". "Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave - aggiunge - nel metodo e nel merito. Così un Partito rischia solo l'estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società; si smarrisce l'impegno per il cambiamento e non si aiuta il Paese. Per questo continuo a pensare che il Pd abbia innanzitutto bisogno di una vera ripartenza su basi nuove", conclude Martina.

Intanto Luigi Di Maio, in un video su Facebook propone a Matteo Salvini di chiedere al Quirinale di andare a votare a giugno. Mentre Silvio Berlusconi, dopo il risultato del Friuli Venezia Giulia ribadisce l'ipotesi di un governo di centrodestra.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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