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Politiche 2018 - Forse Mattarella si esprimerà giovedì sull'incarico - Nuovo vertice M5S-Lega Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 23 Maggio 2018 08:37

Rallenta la crisi, frenata sul governo. Dopo le polemiche sul curriculum di Giuseppe Conte, il candidato a Palazzo Chigi del possibile governo giallo-verde, e il vertice in un luogo segreto tra Di Maio, Salvini e forse anche Conte (ma la Lega nega la presenza dell’avvocato privatista), il percorso verso l’incarico sembra avere una battuta d’arresto.


 

Potrebbe non essere oggi, infatti, il giorno in cui Mattarella conferirà il mandato. Su Conte non ha presa alcuna posizione e la figura del professore foggiano è al vaglio scrupoloso del Quirinale. Ma, anche alla luce delle polemiche sulla sua carriera universitaria e sull’atteggiamento assunto sul caso Stamina, la riflessione del Quirinale potrebbe durare almeno 24 ore in più del previsto.

Giuseppe Conte è il candidato premier di M5s e Lega? "Abbiamo accolto le indicazioni degli amici dei Cinque stelle su questo. Continuiamo a lavorare", spiega Matteo Salvini, parlando alle telecamere. Ripensamenti? "No". Per ora rimane Conte? "Sì". Lei garantisce che non accetterete Di Maio premier? "Lo abbiamo detto e lo ripetiamo", risponde Salvini.

"Noi abbiamo fatto tutto il lavoro e gli sforzi possibili, siamo pronti. Non c'è tempo da perdere: o si cambia l'Italia, o si vota", ha poi scritto il leader della Lega su Facebook.

Conte resta il candidato alla Presidenza del Consiglio del governo Lega-M5s: la rassicurazione arriva anche dalla capogruppo alla Camera Giulia Grillo che alla domanda afferma: "Ma ci mancherebbe altro!". La deputata si è invece detta "dispiaciuta" per la "macchina del fango" che è stata accesa nei suoi confronti.

"Non facciamo noi i nomi dei ministri al presidente della Repubblica. A me" Paolo Savona "piacerebbe molto. Non indico niente a nessuno ma è una persona la cui storia è una garanzia per sessanta milioni di italiani". Lo dice Matteo Salvini, leader della Lega, interpellato dalle telecamere. Il Colle ha perplessità su quel nome? "A me queste perplessità non arrivano...".

Nuovo incontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. "Clima sereno e costruttivo. Si va avanti, al centro della discussione gli ultimi dettagli in attesa della convocazione del presidente Mattarella", spiega l'ufficio stampa della Lega a conclusione del faccia a faccia 'che si è svolto a pranzo in una mensa del centro di Roma, è durato circa un'ora e mezzo".

La composizione della squadra di governo è stata al centro dell'incontro tra i due leader. Sotto esame il nome di Paolo Savona, designato all'economia, al momento confermato.

In mattinata si è svolto un nuovo giro di colloqui per il capo dello Stato in vista della formazione del governo. Il presidente della Camera, Roberto Fico, è stato ricevuto dal capo dello Stato Sergio Mattarella per un colloquio di circa mezz'ora.

Alle 12 è arrivata la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ieri il presidente ha ricevuto le delegazioni di Lega ed M5s.

Ieri M5s e Lega hanno indicato come premier 'politico' al capo dello Stato il nome di Giuseppe Conte.

Dubbi sul curriculum del professore sono stati posti dal Nyt che ha citato un portavoce della New York University che ha detto che il suo nome non risulterebbe nei suoi archivi.

Intanto da più parti in Europa arriva l'avvertimento a rispettare i vincoli di bilancio. "Proseguono le invasioni di campo. Dopo francesi e tedeschi, oggi è il turno del ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn: "Spero che Mattarella non permetta al nuovo governo italiano di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni in Europa". Confermo: all'estero stiano sereni, agli italiani ci pensiamo noi", ha scritto Matteo Salvini su Facebook.

 

Chi è Paolo Savona

Laureato in Economia nel 1961, specializzato al Mit di Boston, entrato nell'ufficio studi della Banca d'Italia, direttore generale di Confindustria e tra i fondatori dell'università romana dell'associazione degli imprenditori Luiss, presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, di Impregilo, di Gemina, degli Aeroporti di Roma e, prima degli scandali, del Consorzio Venezia Nuova (la società che si occupa della costruzione del MOSE).

Paolo Savona, ipotizzato - non tra pochi dubbi - per la guida del Ministero dell'Economia, sembra un perfetto uomo della Prima Repubblica che ha attraversato di gran carriera la Seconda e si propone ora per un ruolo chiave in quella che Luigi Di Maio vorrebbe come Terza.

Il suo principale incarico politico è stato quello rivestito tra il 1993 e il 1994 come ministro dell'Industria, del commercio e dell'artigianato durante il governo tecnico di Carlo Azeglio Ciampi, anche se tra 2005 e 2006 Savona è stato anche capo del Dipartimento per le Politiche Comunitarie della presidenza del Consiglio dei ministri e coordinatore del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona durante il governo Berlusconi.

I dubbi sul suo profilo sono al momento legati soprattutto alle tesi sull'Europa, decisamente anti-tedesche e contrarie ai parametri di Maastricht nella convinzione che l'euro non possa sopravvivere a lungo. "Non esiste un'Europa, ma una Germania circondata da pavidi", affermava circa un anno fa intervistato da Libero.

La sua idea è infatti quella che dall'Ottocento ad oggi gli equilibri nel Vecchio Continente non siano mutati poi molto, con la Germania che continua - anche se pacificamente e non più con gli eserciti - ad imporre il suo dominio e l'Italia che, in un modo o nell'altro, ne accetta la predominanza. Nella sua autobiografia, in libreria in questi giorni, "Come un incubo e come un sogno. Memorialia e Moralia di mezzo secolo di storia", Savona si definisce "un economista libero" e, come tale, parla senza mezzi termini: "La Germania non ha cambiato la visione del suo ruolo in Europa dopo la fine del nazismo, pur avendo abbandonato l'idea di imporla militarmente.

Per tre volte l'Italia ha subito il fascino della cultura tedesca che ha condizionato la sua storia, non solo economica, con la Triplice alleanza del 1882, il Patto d'acciaio del 1939 e l'Unione europea del 1992. È pur vero che ogni volta fu una nostra scelta. Possibile che non impariamo mai dagli errori?".

Nel 2004, in qualità di presidente di Impregilo, è stato iscritto (insieme all'allora ad PierGiorgio Romiti) nel registro degli indagati dalla Procura di Monza, con l'ipotesi di reato di falso in bilancio e false comunicazioni sociali.

Proprio nel corso di quelle indagini, i magistrati intercettarono una conversazione tra lo stesso Savona e l'economista suo amico Carlo Pelanda in cui si dava per scontata la vittoria di Impregilo nella gara per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Al telefono, come ricorda Il Fatto Quotidiano, Pelanda, tra l'altro editorialista sui quotidiani della galassia Berlusconi, sostenne di avere avuto rassicurazioni da Marcello Dell'Utri sull'esito della gara per l'appalto, a cui partecipava anche Astaldi, che ne uscì pochi mesi dopo effettivamente battuta.

Le indagini furono poi archiviate, mentre - dopo un rinvio a giudizio da parte della Procura di Milano - nel 2009 il processo per aggiotaggio è stato dichiarato chiuso per prescrizione di reato.

 

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