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Politiche 2018 - Il Premier incaricato Conte rimette il mandato al Presidente Mattarellal Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 27 Maggio 2018 19:49

Il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte ha rimesso il mandato dopo un colloquio al Quirinale con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Fallisce dunque il tentativo di Conte di formare un governo dopo il veto del Quirinale sull'econmista eurocritico Paolo Savona al ministero del Tesoro.

Mattarella. «Avevo fatto presente ai rappresentanti dei due partiti e al presidente incaricato, senza ricevere obiezioni, che per alcuni ministeri avrei esercitato un'attenzione particolarmente alta. Questo pomeriggio il professor Conte mi ha presentato le sue proposte per i nomi dei ministri che come dispone la costituzione io devo firmare assumendomene la responsabilità istituzionale. Il presidente della Repubblica svolge un ruolo di garanzie che non ha mai subito e può subire imposizioni», ha detto Mattarella dopo la rinuncia del presidente incaricato.


Video - La Dichiarazione del Presidente Mattarella


 

 

«L'Incertezza della nostra posizione nell'Euro ha posto in allarme investitori italiani e stranieri che hanno investito in titoli e aziende. L' aumento dello spread aumenta debito e riduce la possibilità di spese in campo sociale. Questo brucia risorse e risparmi delle aziende e prefigura rischi per le famiglie e cittadini italiani», con un rischio anche per i mutui, ha detto ancora il presidente della Repubblica.

La decisione di non accettare il ministro dell'Economia «non l'ho presa a cuor leggero», ora da alcune forze politiche mi si chiede di andare alle elezioni. Prenderò delle decisioni sulla base dell'evoluzione della situazione alle Camere», ha proseguito il capo dello Stato.

«Ho chiesto per il ministero dell'Economia l'indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con il programma. Che non sia visto come sostenitore di una linea più volte manifestata che potrebbe provocare l'uscita dell'Italia dall'euro», ha proseguito Mattarella, riferendosi alla scelta di Savona.

Conte. «Come anticipato - ha detto Conte al termine del colloquio al Quirinale - ho rimesso il mandato conferitomi il 23 maggio di formare il governo del cambiamento». «Ringrazio il presidente Mattarella per avermi conferito il mandato e gli esponenti di M5s Luigi Di Maio e Lega, Matteo Salvini per avere indicato il mio nome. Vi assicuro - ha concluso - che ho profuso il massimo sforzo e attenzione a questo sforzo, in un clima di piena collaborazione con le forze politiche che mi hanno designato». 

Gentiloni. «Nervi saldi e solidarietà al Presidente Mattarella. Ora dobbiamo salvare il nostro grande Paese». Lo scrive il premier uscente Paolo Gentiloni su Twitter.

Il tentativo di mediazione. Questo pomeriggio, per cercare una soluzione, erano saliti al Colle, separatamente, per un incontro informale anche il leader del M5S Luigi Di Maio e della Lega Matteo Salvini. Mattarella nel corso dei colloqui di questo pomeriggio avrebbe posto un veto sulla scelta di Savona a capo del ministero dell'Economia. Scelta che Salvini nel corso dell'incontro avrebbe invece confermato. Oggi il professore aveva provato a rassicurare sul suo euroscetticismo: «Voglio un’Europa diversa, più forte, ma più equa», ha scritto in un lungo intervento l'ex ministro del governo Ciampi. Una dichiarazione che però non ha rassicurato Mattarella.

 

Due lunghi colloqui al Quirinale per i leader di M5S e Lega hanno preceduto l'arrivo al Colle del premier incaricato. Di Maio e Salvini hanno visto Mattarella per cercare di sbloccare in extremis l'impasse sul governo giallo-verde, e in particolare sulla presenza alla guida del ministero del Tesoro di Savona. Mattarella ha visto i due leader separatamente: al Quirinale è salito prima Salvini - che poi si è diretto a Terni dove ha in programma dei comizi elettorali - e poi, alle 18 circa, Di Maio.

Di Maio. «C'è un grande problema in Italia che si chiama democrazia», ha detto Di Maio in diretta su Facebook. «Scelta Mattarella incomprensibile - ha aggiunto -. Allora inutile votare, governi li decidono sempre gli stessi».

Salvini. «Prima gli italiani, il loro diritto al lavoro, alla sicurezza e alla felicità. Abbiamo lavorato per settimane, giorno e notte, per far nascere un governo che difendesse gli interessi dei cittadini italiani. Ma qualcuno (su pressione di chi?) ci ha detto No. Mai più servi di nessuno, l'Italia non è una colonia. A questo punto, con l'onestà, la
coerenza e il coraggio di sempre, la parola deve tornare a voi!», scrive il leader della Lega.

«Noi non siamo al ricatto di nessuno. Se abbiamo la certezza di poter lavorare liberamente da domani mattina sono ufficio. Ma se qualcuno mi dice vai in ufficio ma con calma e poi vediamo lo spread, i vincoli, allora no: così non si può lavorare bene. Se siamo in democrazia e rimane solo una cosa da fare restituire la parola agli italiani», aveva detto poco prima Salvini in serata durante un comizio a Terni.

 

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ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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