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Parigi - Il discorso integrale di François Hollande alle Camere riunite a Versailles Stampa
Scritto da François Hollande, Presidente Repubblica Francese   
Martedì 17 Novembre 2015 10:30

Il presidente francese François Hollande, dopo un minuto di silenzio, ha tenuto un discorso al Parlamento: “Siamo in guerra, lavoriamo per cambiare la Costituzione”. Ecco il discorso integrale:

La Francia è in guerra. “La Francia è in guerra. Gli atti commessi venerdì sera a Parigi sono atti di guerra, che hanno fatto almeno 129 morti e tantissimi feriti. Costituiscono un’aggressione contro nostro Paese, i nostri valori, la nostra gioventù e il suo modo di vivere.

 

 

Il fatto di un esercito jihadista che comanda, perché la Francia è un Paese di libertà, in questo periodo, è qualcosa di grave. Ho voluto parlare qui per sottolineare l’unità nazionale e per rispondere con la determinazione che serve, per rispondere a un attacco ignobile al nostro Paese.

 

Video - Il discorso di François Hollande alle Camere riunite a Versalilles

Link per Smartphone: https://youtu.be/d6Hdlq3DLAM


La nostra democrazia ha trionfato ben prima, la nostra Repubblica non è un Repubblica qualsiasi, ma ha volontà di dare la forza dello Stato alla protezione. Voi conoscete il senso del dovere e le circostanze in cui viviamo, lo spirito di sacrificio. I terroristi credono che il popolo libero possa essere impressionato dall’orrore, invece no. La Repubblica francese ha ben sopportato queste prove e quello che è accaduto è parte della nostra storia, ma noi saremo sempre qui. Il popolo francese è un popolo ardente, che vive, coraggioso, e si mette insieme ogni volta che succedono questi gravi fatti.

Noi siamo in una guerra di civiltà contro gli jihadisti, che minacciano il mondo intero e non soltanto la Francia. In questa guerra servirà del tempo per combattere e dobbiamo andare avanti su questo processo e dobbiamo procedere. Quello che dobbiamo fare non si può quantificare, dobbiamo andare avanti in questo periodo così difficile, così pesante, dobbiamo andare avanti per portare avanti il valore. Chiedo a tutti i nostri compatrioti di portare avanti questa virtù, la dignità.

Oggi il nostro Paese pensa alle persone che sono state uccise, alle loro famiglie che conoscono il dolore, che saranno inconsolabili, ai giovani traumatizzati e feriti da questi attacchi terribili. Parlo davanti a voi, ringrazio le azioni di soccorso, il sistema di sanità era pronto per queste modalità di urgenza e ha affrontato perfettamente la missione di guarire queste persone, voglio rendere omaggio alle forze dell’ordine che si sono adoperate per la sicurezza e liberare gli ostaggi del Bataclan. Venerdì la Francia intera è stata oggetto dei terroristi nella cultura, nello sport, nell’affetto. La Francia che gli assassini vogliono uccidere è proprio la giovinezza, e tanti morti non avevano nemmeno 30 anni. Loro sono stati oggetti di questo crimine, dovevano essere vivi. I terroristi volevano uccidere queste persone di 19 nazionalità. Ho ricevuto tantissimi messaggi di solidarietà da parte di tutti i leader mondiali, ho visto tante bandiere francesi in tutto il mondo: la Francia è una luce per l’umanità e il modo si unisce.

Gli atti di guerra sono stati decisi e pianificati in Siria, organizzati in Belgio e realizzati sul nostro territorio con complici francesi: portano avanti l’idea di seminare paura qui per bloccarci laggiù. Siamo di fronte a un’organizzazione che ha risorse finanziarie e capacità militari. Questa organizzazione si è spostata a Parigi, Tunisia, Egitto, Libano, Arabia Saudita, Turchia, Libia e ogni giorno massacra. Ecco perché la necessità di distruggere.

Intensificate le azioni contro il terrorismo. Chiedo al Consiglio di Sicurezza di riunirsi per adottare una risoluzione con questa finalità comune. La Francia intensificherà le sue azioni in Siria, come ieri sera ho dato ordine di bombardare sul territorio di Raqqa. Sono contento di quanto accaduto, di aver riportato un risultato positivo a questa operazione. Continueremo questa collaborazione per combattere il terrorismo.

Giovedì partiremo verso il Mediterraneo orientale, verranno triplicate capacità militari. Le persone che hanno fatto gli atti di Parigi devono sapere che la risposta della Francia sarà immediata e s’intensificherà sempre più. Loro non si rendono conto di quello che hanno fatto. È fondamentale andare avanti. Tutte le persone che sono state uccise devono essere vendicate.

In Siria cerchiamo una soluzione politica, perché Assad non può risolvere la situazione: il nostro nemico in Siria è proprio questo. Dobbiamo distruggere questa organizzazione per salvare la popolazione. Non semplicemente dobbiamo proteggere noi, ma anche la popolazione, perché spesso tanti combattenti stranieri poi si spostano, quindi dobbiamo andare avanti. La Siria è diventata la più grande fabbrica di terroristi riconosciuta in tutto il mondo. La Francia ha chiesto sin dall’inizio del conflitto di creare un’unità, oggi ci sono difficoltà, ma dobbiamo andare avanti e combattere come Francia.

L’appello agli altri Paesi. Bisogna anche unire tutti i Paesi che riescono a combattere questa grave organizzazione. Nei prossimi giorni incontrerò Obama e Putin, per unire le nostre forze e unire le nostre forze per ottenere un risultato.

La Francia parla a tutti, Turchia e Paesi del Golfo: gli attentati di Parigi sono stati creati proprio da persone anche transitate lì, ciascuno di noi è disarmato di fronte alle proprie responsabilità, dobbiamo unire le nostre forze.

Chiedo al ministro della Difesa di incontrare i suoi omologhi, affinché quando uno Stato è aggredito tutti gli altri Stati devono unirsi per aiutarlo: è un nemico dell’Europa e l’Europa non può vivere nell’idea che le crisi che ha intorno non la toccheranno mai.

La crisi dei rifugiati è legata alla Siria e all’Iraq, sono le vittime del loro sistema di terrorismo. È fondamentale chiedere diritto di asilo, ma non si tratta solo di dare protezione: la Francia e la Germania si stano confrontando sulla questione dei rifugiati. Se l’Europa non controlla le frontiere esterne, dobbiamo procedere noi con un controllo delle frontiere. Se no ci sarà la distruzione dell’Unione Europea. Chiedo all’Europa di rispondere al controllo delle frontiere, e a fine 2015 avere un piano che garantisca blocco del ritorno dei jihadisti in Europa. Questo aiuterà la Francia ad andare avanti. Ci sarà riunione dei ministri della Difesa. Di fronte ad atti di guerra che sono stati fatti, dopo gli attentati fatti in Gennaio, dobbiamo essere intransigenti. Bisogna combatterli in Siria in Iraq, perché creano delle piccole isole all’interno delle quali queste persone si formano. Sappiamo quello che è accaduto, che cos’è e cosa stanno preparando. Chiediamo di difenderci per tempo dentro i nostri confini.

Siamo abituati a vivere con tante persone diverse, ho chiesto fare controlli amministrativi perquisizioni in tutto il Paese. Agli atti di guerra del 13 Novembre dobbiamo reagire con una strategia molto precisa. Secondo l’articolo 2 bisogna resistere all’oppressione, ora quindi dobbiamo esercitare questi nostri diritti. Dobbiamo garantire la sicurezza dei cittadini.

Si modifichi la Costituzione. Il Parlamento da mercoledì può stilare un decreto legge che per i prossimi tre mesi garantisca lo stato d’urgenza, per garantirsi al meglio da queste minacce. La legge era degli anni 50, ma dobbiamo eccezionalmente modificarla di fronte a questi atti di minaccia. Le perquisizioni sono atti fondamentali per sventare futuri atti terroristici, un regime giuridico completo per ognuna di queste disposizioni. Parlamentari, vi chiedo di votare entro la fine di questa settimana questa legge.

Dobbiamo agire d’urgenza modificando la nostra Costituzione. Oggi il nostro testo comprende regimi non aggiornati: il presidente della Repubblica ha determinati principi e può garantire la suddivisione delle competenze. L’articolo 36 della Costituzione (“Lo stato d’assedio è decretato in Consiglio dei ministri. Non può essere prorogato oltre 12 giorni senza autorizzazione del Parlamento”) non è appropriato e non può aiutarci a risolvere la situazione. Differenti competenze verranno garantite. Ciascuno di voi adatti le leggi alla situazione che stiamo vivendo.

Siamo in guerra. Ma questa guerra ha un nuovo avversario. Abbiamo bisogno di regime costituzionale, dobbiamo modificare l’articolo 36 per garantire e sostenere lo stato d’urgenza. Le consultazioni iniziate nel 2007 devono essere riprese. Vi chiedo unità per gestire al meglio le urgenze che in questi giorni stiamo affrontando.

Richieste anche misure aggiuntive. La revisione della Costituzione deve essere accompagnata da altre misure. Dobbiamo riconsiderare la nazionalità francese, dobbiamo considerare ulteriori disposizioni di controllo, espellere le persone dal nostro Paese più rapidamente, persone pericolose per la nostra sicurezza, nel rispetto delle leggi internazionali. Questo sarà una modifica nello spirito dell’unità nazionale. La nostra Costituzione ci rappresenta, unisce tutti i cittadini, è la regola comune, ha dei principi, c’è un preambolo che dimostra che la Francia è uno Stato di diritto. È il patto collettivo indispensabile per vivere insieme. Affinché atti terroristici di questo tipo non avvengano mai più vi chiedo di riflettere sulla decisione che ho preso nel più breve tempo possibile.

Chiedo lo stato d’urgenza esteso per 3 mesi. La lotta contro il terrorismo durerà ancora moltissimo. Ho chiesto e deciso di rafforzare mezzi che ha la giustizia e le forze di sicurezza, ora i giudici che si occupano di antiterrorismo dovranno procedere e verificare tutte le possibilità che ci possono essere per una procedura penale ben dettagliata affinché la minaccia del terrorismo non ci tocchi mai più. Le pene saranno significativamente peggiorate di fronte a questa violenza. La legittimità della forza, di cui la polizia potrà farne uso quando vorrà all’interno dello stato di diritto. Non bisogna perdere nemmeno un minuto. Le leggi antiterrorismo ci aiuteranno a rafforzare il nostro sistema. Sono cosciente del fatto che dovremo aumentare ancora di più tutti i mezzi a nostra disposizione. Ho chiesto l’aumento delle forze di polizia a 10 mila per dare una sicurezza al governo: ci permetterà di rafforzare le forze sicurezza interne, che avranno la possibilità e la forza di controllare le frontiere e daranno aggiunta alla sicurezza del nostro Paese. Più di 2 mila elementi polizia giudiziarie, 1.000 persone in più alle dogane. Sulle nostre operazioni militari in Siria ho deciso di ignorare la possibilità di diminuire le forze del nostro esercito. Dobbiamo procedere per sostenere la nostra difesa fino al 2019. Ci saranno modifiche e daremo ulteriori forze a polizia ed esercito: 5 mila nuovi posti di polizia nei prossimi due anni. Il patto di sicurezza verrà portato immediatamente nel patto di stabilità.

Il ricordo deve aiutarci ad andare avanti con la determinazione a combattere il terrorismo: i barbari che hanno attaccato il nostro Paese non la vinceranno e non cambieranno il volto della nostra Francia. Avrete la dimostrazione di tutto questo. Dobbiamo continuare a lavorare, a uscire, a vivere, a influenzare il mondo. Ecco perché tutti i grandi avvenimenti saranno mantenuti e saranno segno di speranza e solidarietà: per fare la differenza, perché la vita dei nostri figli possa proseguire in un pianeta migliore. Come il mondo intero si deve mobilizzare per aiutare la Francia stessa, è nostro dovere proseguire su questo percorso. Il nostro dovere di Repubblica è portare avanti valori, e dobbiamo vigilare perché quello che è successo non accada mai più. Alla Repubblica vogliamo dare più forza possibile in un contesto di guerra, affinché ci sia rispetto dei valori. I terroristi non devono permettersi di fare quello che hanno fatto. Noi sradicheremo il terrorismo, perché la nostra libertà è stata brutalmente attaccata, perché la Francia continua a portare avanti un cammino. Viva la Repubblica, viva la Francia”.

Al termine i parlamentari francesi hanno intonato la marsigliese.

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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