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Anno CCXXIII

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Attacco a Tunisi - L'Alibi del Marocchino arrestato: Era a scuola Stampa
Scritto da ANSA   
Giovedì 21 Maggio 2015 07:48

Anche l'insegnante di italiano di Abdelmajid Touil, il marocchino arrestato due giorni fa per l'attentato al Museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo scorso, conferma che il ragazzo "il 16 e il 19 marzo era in classe". A dirlo è Flavia Caimi, una docente dell'istituto R. Franceschi di Trezzano sul Naviglio (Milano).

"Questo è il quaderno su cui mio fratello studiava italiano. C'è la pagina del 19 marzo. Come avrebbe fatto a rientrare dalla Tunisia?". A parlare all'ANSA è Abderazzak Touil, il fratello di Abdelmajid Touil. Abderazzak mostra il quaderno, che non fa parte del materiale sequestrato finora. Partono dai primi di marzo e arrivano fino ai primi di aprile le date delle lezioni appuntate. "E' quello di Abdelmajid", afferma il fratello Abderrazzak. Ha la copertina rossa, con una quarantina di pagine scritte con una calligrafia incerta, e molte fotocopie. Sono lezioni di italiano del corso che il 22enne frequentava in una scuola della zona.


La Procura di Milano in base ai registri della scuola frequentata da Touil e alle testimonianze dei docenti nel frattempo aveva accertato proprio che sarebbe stato in Italia sia nel giorno della strage che in quelli precedenti e successivi.

"Andranno chiariti" i movimenti di Abdel Majid Touil dopo il suo ingresso in Italia lo scorso 17 febbraio: "tra quella data ed il 19 maggio non sono emerse evidenze della sua presenza sul territorio nazionale", aveva detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nella sua informativa alla Camera sull'arresto del marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi.

 

Video

Link per smartphone: https://youtu.be/c4wh_IIGNJU

Alfano ha sottolineato come quando arrivò in Italia e fu identificato e ne fu disposta l'espulsione "nulla a suo carico era stato segnalato dalle autorità tunisine" dunque "non era considerato un soggetto pericoloso per la sicurezza nazionale".

Il ministro ha rivendicato l'arresto come un "successo investigativo frutto anche della buona cooperazione tra diversi Paesi nella lotta al terrorismo". Alfano ha ribadito il suo ringraziamento alle forze dell'ordine ed all'intelligence. Alfano ha sottolineato di non aver mai escluso il rischio di terrorismo, anche sui barconi e affermato che l'allerta è elevatissimo".

"Mai escluso che l'Italia sia a rischio terrorismo: sempre detto che l'allerta è elevatissima, anche sull'uso dei barconi per l'infiltrazione di terroristi, pur se finora mancano riscontri". Così il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nella sua informativa alla Camera sull'arresto del marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi. Nel 2015 - ha spiegato il ministro - sono stati espulsi dall'Italia 33 soggetti coinvolti nella minaccia del terrorismo: erano stati 13 in tutto il 2014.

Touil il 18/3 incontrò i 2 terroristi uccisi - Il 18 marzo scorso, giorno della strage al Museo del Bardo,Abdelmajid Touil (Abdallah), il marocchino arrestato ieri in Italia per l'attentato, non solo era a Tunisi ma quel giorno in place Pasteur avrebbe incontrato i due terroristi poi uccisi dalle forze speciali al museo ovvero Yassine Laabidi e Jabeur Khachnaoui, e con loro si sarebbe poi diretto verso il Bardo. Insieme ai due terroristi, secondo i media, c'era un tale Othmane. Sono le indiscrezioni dell'inchiesta che tendono a mettere in luce il ruolo del giovane marocchino nell'attentato al museo. Sempre secondo indiscrezioni riportate dai media tunisini Touil Abdelmajid avrebbe preso parte alla seconda riunione della cellula terroristica responsabile dell'attacco, avvenuta l'11 marzo, nella quale è stato deciso di incaricare Med Amine Guebli e Elyes Kachroudi di fornire i kalashnikov agli assalitori.

Renzi: da psicanalisi dire "meglio no arresto" - "Quando viene arrestato un presunto responsabile, non si può dire 'era meglio che non lo arrestavamo'. Poi può darsi non sia colpevole, io sono per la presunzione di innocenza. Ma chi dice che era meglio non arrestarlo io vorrei stenderlo sul lettino e fargli raccontare che cosa ha fatto da piccolo". Così Matteo Renzi, a Vicenza, sull'arresto del presunto responsabile dell'attentato al museo del Bardo.

Fratello del ragazzo arrestato, sempre rimasto in Italia - "Mio fratello è innocente non ha commesso nessun reato". A parlare, dopo aver cercato di allontanarsi dai giornalisti, sotto casa sua, e uno dei due fratelli di Touil Abdelmajid, il presunto terrorista arrestato dalla polizia. "E' arrivato su un barcone come tanti altri - ha detto all'ANSA - e da quel momento non è più partito" ma è "rimasto sempre in Italia". Il giovane rincasava in bicicletta nella palazzina al civico 14 di via Pitagora a Gaggiano (Milano) dove vive con la madre.

(Il giovane marocchino Abdelmajid Touil, cerchiato a destra, ripreso dall'ANSA tra i migranti a Porto Empedocle il 17 febbraio 2015. Foto di Pasquale Claudio Montana Lampo)

La mamma, il 18 marzo mio figlio era davanti alla tv - "Il 18 marzo mio figlio era davanti alla tv. Ho visto con lui l'attentato in televisione, la jihad non gli piace per niente". Lo ha detto la madre di Abdelmajid Touil, il marocchino di 22 anni arrestato nel Milanese con l'accusa di terrorismo. "Mio figlio è innocente, mio figlio non c'entra niente era in Italia - ha aggiunto arrivando a casa, con il capo coperto da un hejab bordeaux. Ha fatto una scuola di italiano e stava cercando lavoro. Come si può andare in Tunisia senza avere documenti?", alludendo alla denuncia di smarrimento del passaporto fatta proprio dalla donna (che però è posteriore all'attentato, ndR). La donna ha anche mostrato una copia del foglio di intimazione e ha raccontato come il congiunto è arrivato in Italia clandestinamente: "E' andato a Tunisi in aereo. Lì è stato tre giorni e poi si è trasferito in Libia, per cercare lavoro. Si è fermato per una quindicina di giorni, e poi è partito con un barcone ed è venuto qui".

Vicina arrestato, è un bravo ragazzo - "E' un bravo ragazzo, state commettendo un grave errore, non ha fatto nulla". A parlare è una vicina di Abdel Majid Touil, il marocchino di 22 anni arrestato dalla Digos di Milano su mandato della Procura di Tunisi per aver partecipato all'attentato del Museo del Bardo. "Nei giorni dell'attentato era qui - racconta la donna all'ANSA davanti al portone della palazzina al civico 14 di via Pitagora, a Gaggiano (Milano) - La madre ha fatto tanti sacrifici per lui. Sta cercando lavoro".

Venerdì prima udienza estradizione marocchino - Si terrà venerdì prossimo, 22 maggio, la prima udienza per Abdelmajid Touil, il marocchino di 22 anni arrestato per la strage di Tunisi, davanti ai giudici della quinta sezione penale della Corte d'Appello di Milano, che si occupano del procedimento d'estradizione. L'udienza di venerdì sarà il primo passaggio 'tecnico' del procedimento e in quella data verrà effettuata l'identificazione della persona per cui la Tunisia ha chiesto l'estradizione. In quella udienza, inoltre, verrà anche chiesto al marocchino se intende dare il consenso alla sua consegna alle autorità tunisine. Se ci sarà opposizione all'estradizione, come è probabile, da parte del marocchino, difeso dal legale Silvia Fiorentini, il procedimento verrà poi aggiornato ad altra data per la discussione nel merito sul mandato di cattura e sulla richiesta di estradizione. In seguito i giudici dovranno decidere sa dare l'ok alla consegna del giovane alla Tunisia.

Pm Milano, verifiche su ruolo Touil in strage - La Procura di Milano sta facendo accertamenti sul ruolo avuto nell'attentato al museo del Bardo da Abdelmajid Touil, il marocchino di 22 anni arrestato a Gaggiano, nel milanese, dalla Digos e dal Ros su mandato di cattura internazionale delle autorità tunisine per essere coinvolto nella strage dello scorso 18 marzo in cui sono morte 24 persone, tra cui 4 italiani, e 45 sono rimaste ferite. Da quanto si è appreso tali accertamenti si sono resi necessari, tra le altre cose, anche alla luce di alcune dichiarazioni rese ai media dai familiari e dai vicini di casa di Touil, i quali hanno affermato che il 22enne, da quando lo scorso 17 febbraio è arrivato in Italia su un barcone, non si sarebbe più mosso dal nostro Paese. Inoltre inquirenti e investigatori esamineranno il contenuto delle due pen drive e del cellulare sequestrati ieri a Touil assieme a un paio di schede sim. Intanto sono emersi alcuni particolari dell'arresto del marocchino. Verso mezzogiorno è stato fermato per strada per un controllo dagli agenti della polizia locale di Gaggiano, i quali, una volta accertato che si trattava della persona 'sospettata' e segnalata dall'intelligence tunisina, lo hanno messo a disposizione di Digos e Ros che lo hanno arrestato. Dopo di che è stato sottoposto alle procedure di identificazione previste in casi come questi, mentre il mandato di cattura internazionale tunisino è arrivato attorno alle 23.

Approfondimenti pm Milano, poi atti a Roma - Gli inquirenti milanesi non sanno, allo stato, quale ruolo avrebbe avuto il marocchino Abdelmajid Touil, arrestato su mandato di cattura firmato dalle autorità tunisine, nella strage del Museo del Bardo. E dalle carte a disposizione, infatti, non è chiaro se all'uomo venga contestato, ad esempio, di essere stato uno degli esecutori della strage o di aver fornito un supporto e di quale tipo e da dove. Per questo stanno effettuando approfondimenti e accertamenti e sono in contatto con la Procura di Roma. Nella Capitale, infatti, è aperto un fascicolo d'indagine sulla strage avvenuta in Tunisia e nella quale sono stati uccisi anche quattro italiani. Gli accertamenti dei pm milanesi, dunque, saranno poi trasmessi ai colleghi romani. Da quanto risulta, però, al momento agli inquirenti non è stato messo a disposizione alcun elemento dalle autorità tunisine sul ruolo che avrebbe avuto il marocchino nell'attentato e l'arresto è stato effettuato perché pendeva un mandato di cattura internazionale. In ipotesi, non essendoci certezze sul punto, è possibile anche che l'uomo sia arrivato in Italia a febbraio dopo aver rinunciato a partecipare alla strage che in un primo momento aveva pianificato con altri. Tutte le ipotesi, dunque, sono al vaglio degli inquirenti. Approfondimenti, inoltre, potrebbero essere richiesti anche dalla Corte d'Appello di Milano, competente per il procedimento di estradizione. I giudici, infatti, hanno la facoltà di chiedere sia integrazioni di atti alle autorità tunisine che gli esiti dei primi accertamenti alla Procura.

Espulso o no? Al vaglio i suoi spostamenti - Secondo i famigliari del marocchino ritenuto coinvolto nell'attentato al museo del Bardo a Tunisi, e arrestato nel Milanese, il giovane sarebbe sempre rimasto in Italia, dove peraltro avrebbe condotto una vita alla luce del sole, andando persino a scuola ad imparare l'italiano. Lo sostiene la madre, Fatma, di 46 anni, che a Gaggiano (Milano) ha mostrato alcuni documenti che lo riguardano. Innanzitutto un 'decreto di respingimento con accompagnamento alla frontiera' del questore di Agrigento a carico di tale Abdelmajid Tawil, un "sedicente", datato 17 febbraio 2015. Sulle prime era stato riferito di una 'intimazione' a lasciare il Paese, mentre il documento che la donna ha mostrato obbligherebbe a un "respingimento" coatto alla frontiera, indicando perfino la 'porta': Roma Fiumicino. Gli accertamenti per stabilire i suoi movimenti, comunque, sono ancora in corso. Al momento quindi non è chiaro se il giovane marocchino, giunto a Porto Empedocle con un barcone di migranti lo stesso giorno, sia stato effettivamente espulso, se non lo sia stato mai nonostante l'ordinanza o se, come spesso accade, delle difficoltà procedurali possano aver fatto tramutare l'ordinanza di espulsione in un 'intimazione' entro sette giorni a lasciare autonomamente l'Italia. Spesso, infatti, spiegano gli agenti dell'Immigrazione, l'indisponibilità di un volo o difficoltà opposte dal governo del Paese straniero che deve riceve il migrante accompagnato alla frontiera, specie se sedicente quindi senza una nazionalità accertata, possono far tramutare l'espulsione in intimazione a lasciare il territorio nazionale. "Di questi soggetti, poi, quasi sempre si perdono le tracce".

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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