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Attentato Monaco - Chi è il killer Ali Sonboly, il 18enne tedesco-iraniano Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 23 Luglio 2016 18:08

Attentato Monaco - Cosa si sono detti il Killer Ali Sonboly e Thomas Salbey


Un killer solitario. Un ragazzo in terapia per disturbi psichici e vittima di bullismo. E' questo il profilo di Ali Sonboly, il 18enne tedesco-iraniano che ha compiuto la strage del McDonald's al centro commerciale Olympia.

 

Nessun legame con l'Isis, invece un'ossessione contro i giovani colpevoli di averlo vessato negli anni del liceo e una sorta di ammirazione per le stragi come quella della scuola di Winnenden, vicino Stoccarda (15 morti) e gli assassini come Andres Breivik, l'uomo che proprio 5 anni fa nell'isola di Utoya, davanti a Oslo, ha ucciso a sangue freddo 69 ragazzi (e altre 8 persone con una bomba in città).

Sonboly viveva con i genitori nella periferia della città a Maxvorstadt, casa che è stata perquisita intorno alle due dalla Polizia. Aveva trascorso molto tempo davanti al pc utilizzando giochi di sparatorie. Nell'abitazione dell'autore della strage, oltre a materiale su stragi, é stato trovato anche un libro dal titolo 'Furia nella testa: perché gli studenti uccidono'.

Un anonimo suo ex compagno di classe ha rivelato in una 'chat room' che il 18enne prometteva "sempre" di "uccidere" i bulli che lo tormentavano. "Conosco questo cazzo di tipo si chiama Ali Sonboly. Era nella mia classe. Facevamo sempre del mobbing contro di lui a scuola. E lui diceva sempre che ci avrebbe uccisi", recita il post.

Sconforto tra i vicini, 'una famiglia perbene' - '"Era un ragazzo davvero tranquillo, non lo ho mai visto arrabbiato". Lo dice un vicino di casa che all'uscita del condominio viene fermato dai cronisti. L'uomo, che vuole restare anonimo, spiega che anche la famiglia non ha "mai creato problemi".

Nel Dachauer Strasse, una zona piuttosto benestante di Monaco, il giovane attentatore abitava in un edificio dell'edilizia sociale con altre famiglie con background migratorio. Frequentava la scuola - così i vicini - arrotondava consegnando i giornali.

Suo padre è tassista, la madre commessa.

La famiglia è anche composta da un fratello.

E' grande lo sconforto per gli abitanti della zona per il fatto accaduto ieri.

"Vergognatevi", dice un passante ai giornalisti che si trovano davanti all'abitazione.

L'assassino si chiamava Ali Sonboly, il padre è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. La polizia di Monaco ha reso noto che fra le vittime del killer ci sono 5 giovani. Gli altri 4 morti sono «adulti», ha aggiunto un portavoce.

L'attentatore ha usato una pistola Glock 9mm con la matricola abrasa, e aveva circa 300 proiettili nello zaino. Il killer ha agito solo, non aveva complici, e a casa sua non è stato trovato materiale legato a Isis, ma solo documentazione su stragi del passato: lo ha detto in una conferenza stampa Hubertus Andrae, capo della polizia di Monaco, precisando che «non c'è alcun legame» tra la strage e il tema dei profughi. Andrae ha detto che le indagini continuano negli ambienti frequentati dal ragazzo.

In un video il killer parla con qualcuno e dice «sono tedesco», nato in Germania, in un quartiere povero. Nessun elemento indica un'eventuale matrice islamica dell'attacco. Oggi comitato interministeriale federale per la sicurezza convocato dalla cancelliera Angela Merkel. Ancora oscuri i motivi della strage: terrorismo o follia le due ipotesi.

Il killer, con doppia cittadinanza tedesca e iraniana e da diversi anni residente a Monaco, ha iniziato a sparare con una pistola poco prima delle 18 davanti al fast food. È stato inseguito da agenti in borghese e poi, come confermato dal capo della polizia di Monaco, Hubertus Andrae, si è suicidato a circa un chilometro dal centro commerciale «Olympia» dove ha completato la strage. Nonostante prime informazioni generate da un'auto partita a forte velocità con tre persone a bordo estranee alla strage, viene escluso che il giovane tedesco-iraniano avesse complici o ci fossero altri due attentatori.

«Le indagini continuano a ritmo serrato e al momento non c'è ancora una conclusione. Ma sappiamo che l'autore si era interessato alle stragi precedenti e non c'è alcun indizio di legame con il terrorismo», ha detto il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maizière a Berlino al termine del gabinetto a cui ha partecipato anche la cancelliera Merkel. «Sappiamo che l'autore della sparatoria - ha aggiunto - aveva a casa materiale sulla strage di Winnenden e su quella di Breivik».

Il capo della polizia ha sostenuto che al momento non vi sono elementi che indichino una matrice islamica dell'attacco o un «parallelismo» con il recente attacco a colpi di ascia e coltello sul treno a Wuerzburg, anche se una testimone ha riferito alla Cnn che il killer, prima di sparare su bambini seduti al tavolo, ha gridato Allah Akbar. Saranno comunque indagini su contatti e parenti del giovane a dare elementi più certi, ha detto Andrae che in nottata si è limitato a parlare di «sparatoria».

«È evidente il legame» dell'eccidio di Monaco con la strage compiuta da Anders Breivik a Utoya 5 anni fa (77 morti) «di cui ieri cadeva il quinto anniversario», ha detto ancora il capo della polizia. La sparatoria è avvenuta inoltre nella zona dove c'era il villaggio olimpico ai Giochi di Monaco del '72 e dove un commando di terroristi palestinesi uccise 11 atleti della squadra israeliana (nell'assalto morirono anche 5 attentatori e un poliziotto). 

Il diciottenne autore della strage di Monaco viveva con i genitori nella periferia della città a Maxvorstadt. Lo riferisce la Bild aggiungendo che la casa è stata perquisita intorno alle due dalla Polizia. Il padre dell'attentatore è stato portato nella caserma della polizia per essere interrogato.

Oltre a un video che lo ritrae mentre spara davanti al fast food, un altro filmato getta una qualche luce sullo sparatore: una persona, da un palazzo adiacente al centro commerciale, lo insulta chiamandolo con l'equivalente tedesco di «stronzo». Lo scambio fra i due avviene in dialetto bavarese. L'attentatore si sente dire «sono tedesco», nato in Germania, in un quartiere povero e abitato da percettori di sussidio pubblico (Harz IV). 

La strage, a pochi giorni dall'assalto di un diciassettenne su un treno, sempre in Baviera, è avvenuta nel tardo pomeriggio in un centro commerciale pieno di gente di venerdì sera, con uffici appena chiusi, vacanze scolastiche appena iniziate ed i saldi nel loro pieno. Il giovane spara più volte con una pistola uccidendo dieci persone, tra cui anche adolescenti, e ferendone 16 di cui tre in maniera «grave» (sono in pericolo di vita), ha reso noto in nottata la polizia precisando che fra i feriti vi sono anche «bambini». La gente scappa dal centro commerciale urlando e piangendo.

La metropolitana viene completamente chiusa in tutta la città e il cessato allarme arriverà solo verso l'una e 30 di notte, la stazione ferroviaria viene evacuata e sono bloccati tutti i treni in partenza e gli accessi alla città, dove l'atmosfera è spettrale, così diversa da quella normalmente allegra di un classico venerdì d'estate nella capitale della Baviera. La paura si sparge pure nelle zone centrali, dove ad alcuni clienti è impedito di uscire dai negozi.

Dopo la sparatoria ieri è scatta l'allarme in tutta la Germania, mentre alla cancelliera Angela Merkel arrivano messaggi di solidarietà dall'Europa e dalla Casa Bianca, che parla di «terrorismo».

Anche l'Iran condanna la strage di Monaco, affermando che «la lotta contro il terrorismo, in qualsiasi forma ed ovunque, dovrebbe essere vista come una richiesta seria ed urgente della comunità internazionale, e dovrebbe essere una costante per tutti i paesi». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Bahram Qassemi, citato dall'agenzia Fars. Per Qassami, «uccidere persone innocenti e senza difese è una vergogna nella storia dell'umanità», e il terrorismo «può essere sradicato solo attraverso una lotta globale ed evitando due pesi e due misure».

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L'assassino si chiamava Ali Sonboly, il padre è un tassista e la madre lavora nella catena di grandi magazzini Karstadt. La polizia di Monaco ha reso noto che fra le vittime del killer ci sono 5 giovani. Gli altri 4 morti sono «adulti», ha aggiunto un portavoce.
 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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