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Brexit - GB al voto l'8 giugno Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 18 Aprile 2017 17:32

Elezioni anticipate a sorpresa in Gran Bretagna l'8 giugno: le ha annunciate oggi la premier Theresa May in un inatteso discorso alla nazione dinanzi al numero 10 di Downing Street, dopo averle ripetutamente escluse nei mesi scorsi. May può contare secondo i sondaggi sul netto vantaggio del suo Partito Conservatore rispetto all'opposizione laburista in grado sulla carta di rafforzarla nel cammino verso la Brexit, il divorzio del Regno Unito dall'Ue.



«La Brexit è nell'interesse nazionale ma gli altri partiti si oppongono», ha sottolineato la May. Le elezioni anticipate, ha spiegato la premier conservatrice, si impongono quindi per far fronte al clima di «divisione» seminato dalle opposizioni laburista, libdem e indipendentista scozzese a Westminster che rischiano di indebolire il Paese nel negoziato sulla Brexit.

La premier ha ammesso di aver escluso in passato il voto anticipato, ma di ritenere ora che questo sia «l'unico modo per garantire certezza» al Paese e condurre in porto la Brexit: «Ne abbiamo bisogno e ne abbiamo bisogno ora», ha detto.

Theresa May ha quindi chiesto ai britannici di votare per il Partito Conservatore per portare a compimento il divorzio da Bruxelles e ha invitato tutti a «non sottovalutare la (sua) determinazione a portare a compimento il lavoro» verso la Brexit. «Il Paese vuole unirsi, ma Westminster si divide», sul tema del negoziato con l'Ue. Di qui la decisione a sorpresa di ricorrere alle urne. Una decisione che la May ha comunque affermato di aver preso «con riluttanza», ma che era necessaria per rimuovere il rischio di «incertezza e instabilità» e assicurare una «leadership forte» al Paese, lasciando che ora fossero gli elettori a decidere.

Domani sarà presentata una mozione alla Camera dei Comuni per andare ad elezioni anticipate. Il provvedimento richiede una maggioranza dei due terzi per essere approvato.

La decisione di tenere un annuncio a sorpresa è stata comunicata improvvisamente. Fra i media del Regno Unito già circolavano voci su un possibile annuncio di elezioni anticipate.

Finora May, succeduta meno di un anno fa alla guida del governo e dei Conservatori a David Cameron senza passare per le urne dopo la sconfitta dell'allora primo ministro al referendum sulla Brexit del 23 giugno, aveva sempre detto di voler arrivare in fondo all'attuale legislatura: iniziata con il voto del maggio 2015 e destinata in teoria a concludersi nel 2020. Oggi, tuttavia, è arrivata l'improvvisa inversione di marcia, annunciata dopo una riunione del Consiglio dei Ministri e spiegata come necessaria per dare «certezza e stabilità» al regno di fronte alle resistenze attribuite alle opposizioni e alla Camera dei Lord sul divorzio dall'Ue. Le elezioni anticipate andranno ora formalizzate in parlamento. E Theresa May ha scelto di procedere a un autoaffondamento del governo chiedendo alla maggioranza Tory di appoggiare domani una mozione di sfiducia. Un modo per evitare di negoziare con le opposizioni per arrivare al quorum dei due terzi della Camera dei Comuni richiesti per lo scioglimento anticipato dell'assemblea.

Labour favorevoli alle elezioni anticipate. Il leader laburista Jeremy Corbyn si è detto favorevole alla richiesta di elezioni anticipate. Il Labour è quindi pronto a votare la mozione che sarà presentata domani alla Camera dei Comuni e già si lancia nella campagna elettorale per «offrire un'alternativa» ai Tories.

Il partito liberaldemocratico britannico, ridotto ai minimi termini alle elezione del 2015, ha già accettato la sfida delle elezioni anticipate annunciate per l'8 giugno dalla May e si è impegnato a fare campagna «contro la disastrosa hard Brexit» imputata al governo Tory. «È l'occasione per far cambiare strada al paese», ha twittato il leader dei Libdem, Tim Farron, invitando gli elettori a votare contro «l'uscita della Gran Bretagna dal mercato unico» europeo e per «un Paese aperto», e sostenendo che il suo partito sia l'unico in grado di impedire «una maggioranza conservatrice» nel prossimo parlamento.

 

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