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Turchia - Erdogan 3 mesi di Stato di Emergenza - Amnesty International: Torture estese Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 21 Luglio 2016 10:39

La Turchia ha inviato due jet militari F-16 per una missione di osservazione sull'Egeo dopo che 2 navi della Guardia costiera di Ankara sarebbero state intercettate nelle acque territoriali greche, nei pressi dell'isola di Simi.

Lo riferisce la Cnn Turk.

 

 

Due membri della corte costituzionale turca sono stati arrestati: lo riferisce l'emittente privata Ntv. I due magistrati fanno parte di un gruppo di 113 esponenti del sistema giudiziario arrestati oggi, aggiunge Ntv.

Nel golpe fallito in Turchia "abbiamo perso 246 persone, compresi quelli travolti dai tank, e 1.500 feriti. Come possono continuare a dire cose contro di me?": ha detto il presidente Recep Tayyip Erdogan in un'intervista ad Al Jazeera. "Gli arresti  sono finora 9.004" ha reso noto.

"Penso che non sia finita, e nei prossimi giorni avremo altri nomi" di persone arrestate, "ma nel rispetto della legge, perché siamo un Paese democratico": ha aggiunto Erdogan. "Già prima avevamo molti sospetti, ma non potevamo agire per il rispetto della legge", ha spiegato poi per giustificare la rapidità degli arresti effettuati.

In Turchia il colpo di stato "è stato organizzato da una minoranza, che rappresenta un'organizzazione terroristica, che voleva imporre la propria volontà alla maggioranza del Paese" ha anche detto Erdogan ad Al Jazeera.

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Mgk) ha deciso di adottare lo stato di emergenza in Turchia per 3 mesi, in base all'articolo 120 della Costituzione, per "affrontare rapidamente" le minacce legate al fallito golpe ha annunciato Erdogan. Non si tratta di una decisione contraria alla democrazia, al contrario serve a garantirla", ha aggiunto.

"Da venerdì non ho mai lasciato la Turchia. E' assolutamente falso che io abbia chiesto asilo in Germania. Si tratta di affermazioni fatte solo per dipingermi in difficoltà" ha sottolineato Erdogan.

Il Presidente Obama mi ha detto che è dalla nostra parte e ci sostiene contro il tentato golpe. Le reazioni del nostro Stato non sono basate sulle emozioni ma sulla ragione. Continueremo a mostrare la stessa solidarietà con gli Usa". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un'intervista ad Al Jazeera. "Provvederemo agli Usa tutti i documenti e aspetteremo la decisione dei tribunali americani sull'estradizione di Gulen", ha aggiunto Erdogan.

"Lo spazio aereo della Turchia è stato violato ripetutamente, ma non sappiamo se i piloti" che hanno abbattuto a novembre il jet russo al confine siriano "abbiano qualche legame" con la rete di Fethullah Gulen ha rivelato Erdogan. "La magistratura farà le sue indagini, ma da persone che hanno bombardato il Parlamento ci si può aspettare di tutto".

Dopo il fallito golpe in Turchia, il ministero della Difesa ha avviato un'indagine su tutti i giudici e procuratori militari, sospendendone al momento 262. Lo riferiscono media locali.

Proseguono senza sosta le purghe nel mondo dell'istruzione. Il ministero dell'Educazione ha annunciato di aver sospeso altri 6.538 dipendenti, dopo i 15.200 già allontanati ieri e i 21 mila a cui è stata tolta la licenza per insegnare nelle scuole private. Lo riporta la Cnn Turk.

Il rettore dell'Università di Gazi ad Ankara, Suleyman Buyukberber, è stato arrestato, poco dopo essere stato rimosso dal suo incarico. Lo riferisce la tv statale Trt. Dopo centinaia di allontanamenti, si tratta del primo arresto noto di un accademico a seguito del fallito golpe.

Ci sono notizie di "estese torture" contro militari detenuti in isolamento presso la centrale di polizia di Ankara. Lo scrive su Twitter Andrew Gardner, analista di Amnesty International esperto di Turchia.

Amnesty International denuncia in un comunicato che le autorità turche stanno attuando una repressione di proporzioni eccezionali dopo il fallito golpe. Oltre alle decine di migliaia di impiegati pubblici ed insegnanti licenziati, Amnesty accusa, il giro di vite è stato esteso alla censura di media e giornalisti, tra cui quelli che avevano criticato il governo. Secondo l'organizzazione, le autorità hanno bloccato l'accesso a oltre 20 siti di informazione, cancellato i tesserini di 34 giornalisti, e spiccato un mandato d'arresto per un cronista che aveva raccontato il golpe. Amnesty cita anche notizie date dalla stampa locale secondo cui le licenze di 25 media di vario tipo sono state revocate. Amnesty chiede quindi al governo di Ankara di proteggere la libertà di stampa mentre indaga sul fallito colpo di stato.

"Feto (Gulen, ndr), cane del diavolo, impiccheremo te e i tuoi cani al vostro stesso guinzaglio": così recita un enorme striscione, di molti metri quadrati, appeso sulla facciata del centro culturale Ataturk, a piazza Taksim a Istanbul. A fianco, due maxi ritratti del presidente Recep Tayyip Erdogan. Dopo il golpe fallito, la piazza, simbolo della metropoli sul Bosforo, è stata occupata ogni sera da folle islamiche nazionaliste a sostegno di Erdogan.

Dopo il provvedimento emanato martedì dal Consiglio supremo per la radio e la televisione (Rtuk), che ha revocato le licenze ai media ritenuti vicini a Fethullah Gulen - accusato da Ankara di essere dietro il fallito golpe - almeno 24 radio e televisioni turche sono state chiuse.  Per le stesse ragioni, la Direzione generale per l'informazione (Byegm), che dipende dalla Presidenza del Consiglio, ha revocato gli accrediti stampa a 34 giornalisti turchi.

Intanto, la vendetta di Erdogan contro i presunti autori o sostenitori del fallito sembra non avere fine, mentre la situazione nel paese è tutt'altro che tornata calma. Sono 9.322 - secondo quanto riferito dal vicepremier e portavoce del governo di Ankara, Numan Kurtulmus - le persone arrestate finora con l'accusa di complicità nel fallito golpe in Turchia.

Non solo.

Il ministero dell'Educazione turco ha annunciato di aver sospeso 15.200 dipendenti per sospetti legami con la rete che fa capo a Fethullah Gulen, accusata da Ankara di essere dietro al tentato golpe. La Presidenza turca per gli Affari religiosi (Diyanet), massima autorità islamica che dipende dallo Stato, ha annunciato di aver allontanato 492 dipendenti - tra cui imam e docenti di religione - per il sospetto di legami con la rete di Gulen.

La Diyanet ha anche annunciato che non permetterà lo svolgimento dei funerali islamici per i golpisti uccisi. Il Consiglio per l'alta educazione (Yok), organo costituzionale responsabile della supervisione delle università turche, ha chiesto le dimissioni dei 1.577 rettori della Turchia.

Tra questi, 1.176 sono di università pubbliche e il resto di fondazioni universitarie. Il ministero dell'Educazione turco ha revocato la licenza d'insegnamento a 21 mila docenti che lavorano in scuole private, molte delle quali sono ritenute vicine alla rete di Fethullah Gulen, accusato da Ankara di essere dietro il fallito golpe.

 

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