LIBERTÀ
EGUAGLIANZA
MONITORE NAPOLETANO
Fondato nel 1799 da
Carlo Lauberg ed Eleonora de Fonseca Pimentel
Anno CCXXII

Rifondato nel 2010
Direttore: Giovanni Di Cecca

Erdogan: "la Turchia sospenderà la Convenzione europea sui diritti umani" - Secondo il Sultano altri paesi convolti Stampa
Scritto da Redazione   
Giovedì 21 Luglio 2016 16:33

Dopo aver annunciato lo stato di emergenza per 3 mesi, «la Turchia sospenderà la Convenzione europea sui diritti umani, come ha fatto la Francia». Lo ha annunciato il vicepremier e portavoce del governo di Ankara, Numan Kurtulmus, aggiungendo che comunque l'esecutivo spera di poter revocare lo stato di emergenza già dopo «40-45 giorni».



Nel Paese prosegue la caccia ai «cospiratori». Almeno 32 altri giudici sono stati arrestati con l'accusa di legami con la rete di Fethullah Gulen, accusato da Ankara del fallito golpe. Lo riporta l'agenzia statale Anadolu. In manette sono finiti anche altri 2 militari. Ieri sera Erdogan aveva fissato a 9.002 il numero degli arresti già effettuati. Dopo il golpe fallito ci sono stati «più di mille soldati disertori», ha detto il vicepremier di Ankara, Mehmet Simsek, fissando anche il numero dei militari arrestati finora a 6.823.


Intanto l'agenzia iraniana Fars rivela che l'intelligence russa avvertì i servizi turchi del tentativo di golpe che si stava preparando, in seguito ad alcune intercettazioni raccolte dall'esercito di Mosca nella regione, probabilmente dalla sua base aerea a nord di Latakia in Siria. La Fars cita non specificati media arabi. Questi ultimi avrebbero citato fonti diplomatiche ad Ankara. Secondo le fonti, l'esercito russo avrebbe captato comunicazioni altamente sensibili e intercettato messaggi radio in codice che rivelavano l'imminente tentativo di golpe, e in particolare l'invio di vari elicotteri militari nell'albergo dove si trovava Erdogan per catturarlo o ucciderlo.

L'Europa e gli Usa assistono con preoccupazione alla stretta sui diritti attuata da Ankara dopo il tentato golpe. La reazione di Ankara al fallito golpe «è inaccettabile», ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a margine della Conferenza ministeriale della coalizione globale anti-Isis in corso a Washington, dove ha rinnovato «l'invito al governo e alle autorità turche a contenere questa reazione nell'ambito del rispetto delle regole e dello stato di diritto». «Ormai - ha dichiarato Gentiloni -la lunga scia delle vendette, delle liste di proscrizione, delle epurazioni e degli arresti di massa è davvero inaccettabile. Lo dice un governo che, come tutti i governi dei paesi occidentali, ha condannato il tentativo di colpo di stato ma la reazione a questo tentativo non può essere una reazione che stravolge le regole dello stato di diritto e del rispetto della legge». «Quello che sta succedendo in queste ore in Turchia - ha aggiunto - per noi è inaccettabile e rinnoviamo qui da Washington, come abbiamo fatto da Bruxelles, l'invito al governo e alle autorità turche a contenere questa reazione nell'ambito del rispetto delle regole e dello stato di diritto».

«A proposito dei rapporti fra Unione Europea e Turchia, esprimo la mia profonda preoccupazione per le notizie riportate dalla stampa internazionale sulle reazioni del governo turco al tentativo di colpo di Stato», ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso nel corso della cerimonia del Ventaglio.

La Casa Bianca invita la Turchia «a proteggere le tradizioni e le istituzioni democratiche», ha detto il portavoce Josh Earnest commentando la notizia della sospensione della convenzione sui diritti umani. «Anche se la voglia di fare giustizia è comprensibile, il governo deve dimostrare il rispetto del suo impegno verso la democrazia», ha aggiunto Earnest.

La Germania ha lanciato un nuovo appello alla Turchia perché «eviti la caccia alle streghe». Il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier chiede che lo stato di emergenza «sia limitato al tempo necessario e poi revocato immediatamente. Prolungarlo significa indebolire la Turchia sia all'interno che all'esterno». Steinmeier ha chiesto quindi ad Ankara di «rispettare i principi dello stato di diritto» e di «mantenere la giusta misura delle cose».

Il ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz ha convocato per oggi l'ambasciatore turco per «chiarire in quale direzione Ankara intenda andare». Lo ha detto lo stesso Kurz alla radio pubblica Orf. Ci sono anche indicazioni che i cittadini turchi scesi in strada a Vienna la notte del fallito golpe siano stati «direttamente esortati dalla Turchia», ha aggiunto: questo è «assolutamente insostenibile e vogliamo protestare». «Inaccettabili e incomprensibili» sono per il ministro anche le misure prese finora da Erdogan.

 

 

Altri Paesi coinvolti

«Potrebbero esserci altri paesi coinvolti nel tentativo di golpe» di venerdì scorso in Turchia. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un'intervista alla tv satellitare al-Jazeera. Erdogan ha anche affermato che «questa non è la fine dei tentativi di golpe, possono esserci altri piani».

Intanto il Consiglio di Sicurezza Nazionale (Mgk) ha deciso di adottare lo stato di emergenza in Turchia per 3 mesi, in base all'articolo 120 della Costituzione, per «affrontare rapidamente» le minacce legate al fallito golpe. «Non si tratta di una decisione contraria alla democrazia, al contrario serve a garantirla», ha aggiunto Erdogan.

«Non sono mai stato contro i media». Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un'intervista alla tv satellitare al-Jazeera, sostenendo tuttavia che alcuni media «hanno insultato anche me e la mia famiglia».

«Per 53 anni abbiamo bussato alla porte dell'Unione europea e ci hanno lasciato fuori, mentre altri entravano. Se il popolo decide per la pena di morte, e il Parlamento la vota, io la approverò»: così ancora Erdogan dopo che i leader Ue avevano avvisato che una reintroduzione della pena capitale porterebbe a un'interruzione dei negoziati di adesione di Ankara.
La fase successiva al tentativo di golpe in Turchia sarà gestita «rimanendo nell'ambito di un sistema democratico parlamentare» ha confermato il presidente turco. «Agiremo nel quadro del diritto».

Erdogan ha poi invitato il ministro francese degli Esteri, Jean-Marc Ayrault, a «badare ai propri affari», riferendosi alle critiche arrivate da Parigi sulla gestione della fase successiva al tentativo di golpe del 15 luglio. «Ha forse l'autorità di rilasciare queste dichiarazioni sulla mia persona? - si è chiesto Erdogan - No, non ce l'ha. Se vuole avere una lezione di democrazia, può ottenerla facilmente da noi». Ayrault aveva affermato che il golpe non è un «assegno in bianco» che permette a Erdogan di zittire le voci critiche.

 

Short URL: http://2cg.it/3ks

 

dicecca.net - Web Site
Powered by dicecca.net - Web Site


Fondato nel 1799 da Carlo Lauberg ed Eleonora de Fonseca Pimentel
© 1799 - 2021 - MONITORE NAPOLETANO
Anno CCXXII
Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


MONITORE NAPOLETANO is a brand of dicecca.net - Web Site
2cg.it, short url redirector maker is a brand of dicecca.net - Web Site
calcio.pw, is a brand of dicecca.net - Web Site
olimpiadi.pw, is a brand of dicecca.net - Web Site
byte.pw, is a brand of dicecca.net - Web Site
MagnaPicture.com - Photo Agency is a brand of dicecca.net - Web Site