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MONITORE NAPOLETANO
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Fase 2 - Medoto Ascierto - AIFa: Studio randomizzato italiano, nessun beneficio dal tocilizumab - La replica del Prof. Ascierto Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Venerdì 19 Giugno 2020 10:04

>>> Coronavirus - Metodo Napoli Tocivid-19 - l'AIFa dà l'OK alla sperimentazione

>>> Coronavirus - Metodo Napoli Tocivid-19 - Ospedali Civili di Brescia: nel 77% dei pazienti trattati con il Tocilizumab (farmaco antiartrite) affermano, le condizioni respiratorie sono migliorate o stabilizzate.

>>> Coronavirus - Il Metodo Ascierto (Tocilizumab) sta dando ottimi risultati in Francia

>>> Coronaviurs - Il Metodo Ascierto studiato in America e Francia, ma denigrato in Italia

 

Com'è noto il MONITORE NAPOLETANO (ma anche altre testate regionali in modo particolare) hanno dato ampio risalto al cosiddetto Metodo Ascierto, quello basato sul famoso Tocilizumab, il farmaco anti artrite reumatoide che, stando ai dati raccolti durante la fase acuta della Pandemia da Covid-19, è stata vitale, nel vero senso della parola, per moltissimi pazienti attaccati  dal Virus.

 

 

Fatto sta che l'AIFa che aveva promosso questa sperimentazione (come molte altre), e che sembra aver dato risultati promettenti a Brescia con un 77% di feedback positivi, uno dei due focolai più virulenti della Pandemia in Italia, ha comunicato che, facendo uno studio randomizzato, non ha dato particolari effetti.

Si legge nel comunicato 600:

Si è concluso anticipatamente, dopo l’arruolamento di 126 pazienti (un terzo della casistica prevista) lo studio randomizzato per valutare l’efficacia del tocilizumab, somministrato in fase precoce, nei confronti della terapia standard in pazienti affetti da polmonite da Covid-19 di recente insorgenza che richiedevano assistenza ospedaliera, ma non procedure di ventilazione meccanica invasiva o semi-invasiva.

Lo studio è stato promosso dall’Azienda Unità Sanitaria Locale-IRCCS di Reggio Emilia (Principal Investigators i professori Carlo Salvarani e Massimo Costantini) ed è stato condotto con la collaborazione di 24 centri.

Si tratta del primo studio randomizzato concluso a livello internazionale su tocilizumab, interamente realizzato in Italia.

Lo studio non ha mostrato alcun beneficio nei pazienti trattati né in termini di aggravamento (ingresso in terapia intensiva) né per quanto riguarda la sopravvivenza. In questa popolazione di pazienti in una fase meno avanzata di malattia lo studio può considerarsi importante e conclusivo, mentre in pazienti di maggiore gravità si attendono i risultati di altri studi tuttora in corso.

Dei 126 pazienti randomizzati, tre sono stati esclusi dalle analisi perché hanno ritirato il consenso. L’analisi dei 123 pazienti rimanenti ha evidenziato una percentuale simile di aggravamenti nelle prime due settimane nei pazienti randomizzati a ricevere tocilizumab e nei pazienti randomizzati a ricevere la terapia standard (28.3% vs. 27.0%). Nessuna differenza significativa è stata osservata nel numero totale di accessi alla Terapia Intensiva (10.0% verso il 7.9%) e nella mortalità a 30 giorni (3.3% vs. 3.2%).

Nell’ambito del trattamento dei pazienti con Covid-19, il tocilizumab si deve considerare quindi come un farmaco sperimentale, il cui uso deve essere limitato esclusivamente nell’ambito di studi clinici randomizzati.

Se pure sembra un "esito sfavorevole", chiarisce il Prof. Ascierto sulle colonne dei colleghi de IL MATTINO, lo studio condotto a Reggio-Emilia dimostra quello che si sapeva, ovvero che la terapia è funzionale solo su persone che stavano veramente male: «Non dobbiamo mischiare le pere con le mele, sono situazioni diverse. Noi abbiamo sempre detto che il tocilizumab non è per tutti i malati di Covid, ma risulta importante nella complicanza, quando c'è distress respiratorio acuto causato dall'interleuchina 6, cioè dalla tempesta citochimica, ma sappiamo che non previene la tempesta citochimica. Quanti di questi 123 pazienti avevano la tempesta infiammatoria in atto? Questo non lo si dice» replica il Prof. Ascierto.

«Non è sbagliato il report, a cui hanno lavorato tra l'altro colleghi di chiara fama, ma la comunicazione che è stata fatta. Bastava dire che si trattava di un'analisi preliminare in pazienti con polmonite precoce da cui emerge un dato negativo e non titolare in quel modo, mettendo in discussione la cura. Le parole sono importanti, non tutti hanno gli strumenti per capire argomenti così complessi» conclude

Comunque nei prossimi giorni ci saranno i test su un numero maggiore di pazienti più gravi e si vedranno i risultati

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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