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Migranti - Parla Abdullah Kurdi, il padre del piccolo Aylan Stampa
Scritto da Giovanni Di Cecca   
Venerdì 04 Settembre 2015 10:29

Come ogni grande tragedia, ai tanti morti che questa ondata migratoria dettata dalla disperazione della guerra nelle regioni del medio oriente martoriato (Siria, Iraq, Libia, Egitto, etc...), l'immagine del corpo senza vita del piccolo Aylan che la marea ha adagiato sulle coste della Turchia, ha dato un simbolo, una immagine muta ed eloquente al contempo che descrive nella maniera più cruda possiible lo strazio che questi uomini, donne e bambini affrontano ogni giorno per fuggire dall'Inferno dei loro paesi di origine.

Parla il Padre di Aylan, Abdullah Kurdi, che con la moglie ed il figlio maggiore Galip (5 anni)ha tentato la sorte per sfuggire alla guerrra a Kobane, dove gli abitanti hanno tenuto testa, con innumerevoli vittime, all'avanzata del Califfato del Terrore alle porte dell'Europa.

 

 

''Quando la barca si è rovesciata, ho preso mia moglie e i miei bambini tra le braccia ma mi sono accorto che erano morti''.

Parla piano per la commozione, con voce flebile Abdullah Kurdi, il padre di Aylan, il bimbo di tre anni annegato nel tentativo di raggiungere Kos, fotografato sulla battigia a Bodrum, diventando senza volerlo un simbolo mondiale della tragedia dei migranti.

Abdullah ha 40 anni, viene dalla Siria e in mare ha perso anche Galip, 5 anni, e la moglie.

Uscendo dall'obitorio a Yerkesik town, nella provincia turca di Mugla, racconta gli ultimi momenti della sua drammatica disavventura: ''Siamo scesi da una barca e un'ora dopo siamo saliti su un'altra dove c'era un uomo turco. Noi eravamo in 12 e la barca era stracarica. Eravamo in mare da pochissimi minuti ma le onde erano alte, l'uomo che guidava la barca ha sterzato e noi siamo andati a sbattere. Lui è andato nel panico e si è gettato in mare, scappando. Ma le onde erano altissime e la barca si è capovolta''.

Parla di Aylan e dell'altro figlio morto in mare, e lo fa come tutti i padri: ''I miei bambini erano i più bei bambini del mondo, meravigliosi. Mi svegliavano la mattina perché giocassi con loro.Ora non ci sono più''.

'Adesso tutto quello che voglio è stare seduto accanto alla tomba di mia moglie e dei miei figli''.

Il padre di Aylan chiede di tornare a Kobane a seppellire la famiglia.


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