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Migranti - Scontro Barcone-Ferry - 13 morti annegati, tra ia quali una bamina di 6 anni Stampa
Scritto da Redazione   
Lunedì 21 Settembre 2015 11:00

Il mare l'ha strappata da braccia sicure e l'ha trascinata con sé. Fino a restituirla oggi alla guardia costiera greca che ha recuperato tra le onde il suo corpicino di 6 anni, alla deriva al largo dell'isola di Lesbo.


 

E' un'altra, l'ennesima, piccola vittima della fuga disperata di migliaia di profughi che tentano di arrivare in Europa. Una vittima ancora senza nome, perché chi l'ha trovata non ha saputo dire in quale dei ripetuti naufragi, tra la Turchia e la Grecia, la bimba abbia perso la famiglia. E la vita.

Solo oggi in quelle stesse acque almeno altre due tragedie. Tredici persone sono morte annegate - quattro erano bambini - quando un traghetto turco ha urtato un barcone carico di migranti al largo della città portuale di Canakkale, nella Turchia occidentale. "Era buio, abbiamo visto la nave che veniva verso di noi. Abbiamo provato a fare dei segnali con le torce e i telefonini, ma non ci hanno visti", ha raccontato uno degli otto superstiti all'agenzia greca Ana, citata dai media turchi. Un altro barcone con 46 persone a bordo si è rovesciato nella notte al largo di Lesbo: in 20 sono stati soccorsi dalla guardia costiera greca, gli altri 26 risultano dispersi in mare.

Per chi riesce ad approdare ancora vivo in Grecia, l'odissea per la terra promessa continua poi attraverso i Balcani, sempre più nel caos tra barriere di filo spinato, eserciti mobilitati e scambi di accuse. L'Ungheria ha rimosso oggi i blocchi dal valico di Horgos 1 lungo l'arteria autostradale tra Belgrado e Budapest. Ma resta chiuso quello di Horgos 2, con i profughi che hanno ormai cambiato rotta per passare attraverso la Croazia (25 mila in quattro giorni) e la Slovenia. Ma Zagabria ha, a sua volta, inviato treni e bus a Tovarnik, vicino al confino serbo, per caricare i migranti e portarli comunque, come una patata bollente, alla frontiera ungherese. E Budapest non ha nascosto la propria irritazione: la Croazia "partecipa de facto al traffico illegale di esseri umani", ha accusato il portavoce del governo ungherese. Da qui, altri bus li trasportano in Austria. Dopo i 10.500 profughi arrivati ieri, Vienna ne attendeva altri 7mila, ma a metà giornata si è capito che sarebbero stati, anche oggi, 10mila.

Anche la Romania, non ancora coinvolta dal fiume umano, ha mobilitato i militari e realizzato due centri temporanei di accoglienza "in caso di emergenza". Tra gli scaricabarile e in attesa di decisioni europee, si muovono intanto gli Stati Uniti annunciando di essere pronti ad accogliere 100 mila profughi nel 2017, per lo più siriani, oltre agli 85 mila previsti per il 2016. Intanto non accenna a diminuire neanche il flusso della rotta mediterranea verso le coste italiane. Oltre 2000 persone soccorse nelle ultime ore tra la Libia e il canale di Sicilia sono sbarcate a Crotone, Reggio Calabria, Porto Empedocle. Altri 272 migranti sono invece stati soccorsi dalla guardia costiera libica e riportati indietro. Così come i 17, al largo delle coste egiziane, fermati mentre tentavano di raggiungere l'Italia e riportati a terra. Verso un destino forse ancora più incerto.te.

Confine Greco-Turco: La polizia turca ha bloccato stamani lungo l'autostrada Istanbul-Edirne almeno 200 profughi siriani, tra cui donne e bambini, che dalla scorsa notte stava cercando di dirigersi a piedi dalla metropoli sul Bosforo verso il confine greco-turco dopo essere rimasti per una settimana in attesa alla stazione dei bus. Su indicazione delle autorità, molte compagnie si rifiutano infatti di vendere biglietti ai siriani.

Confine Serbo-Croato: La Croazia ha chiuso dalla mezzanotte scorsa, solo per i camion e il traffico di mezzi pesanti, il valico di frontiera con la Serbia a Batrovci-Bajakovo, lungo l'autostrada Belgrado-Zagabria, importante via di comunicazione fra l'area balcanica e l'Europa Funziona normalmente invece il traffico auto. automobilistico.
Batrovci-Bajakovo è l'unico valico di confine fra i due Paesi rimasto aperto dopo la decisione della Croazia di chiudere nei giorni scorsi gli altri sette passaggi.
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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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