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Hotel Rigopiano - TROVATI VIVI Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 20 Gennaio 2017 15:24

TROVATI VIVI

Hotel Rigopiano - Salvati 4 Bambini - La famglia Prete si riunisce

Hotel Rigopiano - Charlie Hebdo pubblica una ennesima vignetta dall'Humor Nero

 

Altre persone sono state individuate vive sotto le macerie dell'hotel Rigopiano. Lo riferiscono i vigili del fuoco che ancora non hanno raggiunto i superstiti. Si tratterebbe di un gruppo di cinque persone, anche se il numero è ancora da confermare.

 

Video - I Vigili del Fuoco estraggono i primi sopravvissuti

 

 

LA DIRETTA DEI SOCCORSI

16: 35 Dopo aver individuato e raggiunto una settima persona sotto le macerie dell'Hotel Rigopiano i soccorritori sono entrati in contatto e stanno parlando con altre tre persone: si tratta di una donna di due bambini.

16:12 Parete riabbraccia moglie e figlio

16:02 I soccorritori stanno estraendo dalle macerie dell'hotel Rigopiano la terza persona del primo gruppo di sei superstiti individuato questa mattina. Lo rendono noto fonti dei vigili del fuoco aggiungendo che è stato anche individuato e raggiunto un settimo superstite.

15:54 Zia, trovato vivo mio nipote, è miracolo

15:19 - In ospedale Pescara moglie e figlio Parete

15:15 - Sindaco Osimo, salvi tre dispersi marchigiani

15:13 - Vigili del fuoco, individuati altri in vita

14:25 - Donna è moglie di Parete, "cercate mia figlia - E' la moglie di Giampiero Parete, il superstite della slavina all'hotel Rigopiano, la donna salvata con un figlio dai soccorritori. E' quanto riferisce Leonardo Gagliardi della Guardia di finanza. "Andate da mia figlia è nella stanza accanto", ha detto la donna ai soccorritori, che ora stanno infatti cercando la bambina.

Ore 14:09 - Soccorritore, neve li ha protetti

Ore 13:58 - Procura, risposte pure senza processo

Ore 13:55 - Soccorritore, c'è speranza di altri vivi

Ore 13:53 - 'Sopravvissuti ci hanno abbracciato', raccontano i soccorritori. 'Momento ritrovamento è stato bellissimo'

Ore 13:47 Sono stati estratti tutti i sei superstiti trovati stamani sotto le macerie dell'hotel Rigopiano. Sono tutti in buone condizioni, ha riferito Marco Bini della Guardia di Finanza.

Ore 13:36 Il dialogo con l'elicottero dei Vigili del Fuoco: 'Sono vivi'

Ore 13:34 Mamma e figlia avevano acceso un fuoco e probabilmente avevano qualcosa da mangiare

Ore 13:28 Soccorritore racconta: mamma e figlia felicissime, senza parole

Ore 13:10 Arrivate ambulanze a Pescara con i primi sopravvissuti

Ore 13:09 Madre e figlia sono state circa 43 ore sotto macerie e slavina

Ore 12:54 FLASH Otto le persone trovate vive finora, 2 bambini

Ore 12:51 Estratte vive una donna e la figlia

Ore 12:14 Le sei persone vive si troverebbero sotto un solaio e i Vigili del Fuoco "ci stanno parlando"

Ore 12:11 Tra i sei sopravvissuti nelle macerie c'è una bambina, ha detto il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico al Gr1

Ore 11:54 Elicotteri in arrivo con i medici

Ore 11:49 Sei persone - secondo quanto apprende l'ANSA - sono state individuate vive dai vigili del fuoco. Sono ancora tra le macerie dell'Hotel.

Ore 11:39 FLASH: Rigopiano, trovate vive 6 persone

LA CRONACA - Sono state circa 43 ore sotto l'enorme massa di neve della valanga, i detriti e le macerie dell'albergo la donna e la bambina estratte poco dopo le 12.30. Il primo allarme della valanga, infatti, era stato lanciato da Giampiero Parete alle 17.40 di mercoledì 18 gennaio. In pratica quasi due giorni. ''Appena ci hanno visto erano felicissime e non sono riuscite a parlare. Dagli occhi si capiva che erano sconvolte positivamente per averci visto''. Cosi il soccorritore alpino della Guardia di Finanza Marco Bini racconta gli attimi del salvataggio della mamma e della figlia. ''Le abbiamo trovate nel vano cucina, e poi abbiamo salvato le altre persone'', dice Bini. ''Probabilmente oltre ad accendere un fuoco avevano qualcosa da mangiare con loro'', ha raccontato il soccorritore. ''La speranza ora è quella di ritrovare altre persone in vita anche se non abbiamo avuto altri segnali o sentito rumori'', spiega.

I carabinieri della forestale hanno acquisito le carte sui piani di emergenza e soccorso dell'area Vestina, da Penne verso la montagna, predisposte e attuate dalla Provincia. Due le persone tratte in salvo ieri.

"Sono vivi, stiamo lavorando con i colleghi della Toscana e del Piemonte per tirarli fuori, ma sono vivi". E' la prima comunicazione con cui viene annunciato che sotto le macerie ci sono sopravvissuti, tra un vigile del fuoco che sta operando tra le macerie dell'Hotel Rigopiano e l'elicotterista. "Ritrovati sei vivi", ripete l'elicotterista, "grazie caporeparto, sto risalendo'. Subito dopo la richiesta da terra: "Servono coperte ed elicotteri per portarli via perché comunque non sono in perfette condizioni'. I soccorritori hanno lavorato per tutta la scorsa notte, in condizioni estreme, alla ricerca della trentina di dispersi.

 

Un filo di fumo ha guidato i soccorritori che fra i resti dell'Hotel Rigopiano hanno recuperato sei superstiti (quattro adulti e due bambini) in buone condizioni e ne hanno individuati altri 5. I sopravvissuti si erano rifugiati sotto un solaio del resort travolto da una valanga due giorni fa. Un filo di fumo, un filo di speranza: quanto di più sorprendente ci si poteva attendere in quello scenario di morte e devastazione ha attirato nella mattinata l'attenzione di chi da due giorni stava scavando con piccole pale e con le mani fra neve, rocce e tronchi d'albero e macerie. Fra i sopravvissuti Gianfilippo Parete, 8 anni, e la mamma Adriana: sono i familiari del cuoco Giampiero, il primo a dare l'allarme contattando con Whatsapp il suo datore di lavoro a Silvi. Lui e l'addetto alla manutenzione della struttura erano finora gli unici sopravvissuti della tragedia che conta quattro morti e 19 dispersi. La moglie del cuoco, quando è stata portata alla luce da un varco aperto in una intercapedine molto stretta, ha urlato indicando chiaramente ai vigili del fuoco di andare a prendere la figlia Ludovica, 5 anni, ancora nel vano in cui avevano trovato rifugio.

Un miracolo, perché la mancanza di voci fin dall'arrivo dei primi soccorritori e la devastazione del resort di lusso a 1.200 di altezza alle pendici del Gran Sasso pescarese sembravano non lasciare spazio alla speranza. Poi il ritrovamento, nelle prime ore delle ricerche, di quattro morti aveva aumentato la disperazione. Nemmeno i formidabili cani cercapersone della polizia erano riusciti a individuare presenze aumentando la disperazione dei soccorritori stremati. 

I superstiti sono stati stati trasportato in elicottero alla base aerea di Pescara e quindi all'ospedale della città. 

«Appena ci hanno visto erano felicissime e non sono riuscite a parlare. Dagli occhi si capiva che erano sconvolte positivamente per averci visto. Ci hanno abbracciati: c'è stata una fortissima felicità». Cosi il soccorritore alpino della Guardia di Finanza Marco Bini racconta gli attimi del salvataggio della mamma e della figlia. «Le abbiamo trovate nel vano cucina, e poi abbiamo salvato le altre persone», dice Bini. 

Il fumo che usciva dal cumulo di neve ha calamitato l'attenzione dei soccorritori insieme a un forte odore bruciato: probabilmente piccoli incendi che si erano accesi nella struttura collassata. Un aiuto insperato che ha spinto anche a far intervenire i cani cerca-persone che questa volta hanno individuato la presenza di persone. E poi le prime voci dei dispersi. 

Marco Bini, della Finanza: «Il fumo ci ha spinto a scavare in quei punti dove la neve cedeva. Probabilmente avevano qualcosa da mangiare con loro. Mentre noi stavamo scavando questo varco loro ci sentivano. La speranza ora è quella di ritrovare altre persone in vita anche se non abbiamo avuto altri segnali o sentito rumori».

I vigili del fuoco sono stati in contatto con i 6 sopravvisuti con i quali hanno più volte parlato dalle 11 dopo aver aperto un cunicolo nella massa di neve, pietre e tronchi d'albero che ha coperto l'edificio spazzato via dalla forza della slavina staccatasi dal monte Siella che aveva un fronte di 300 metri e ha ha raggiunto una volocità di 300 kmh: un lavoro durissimo continuato senza soste dalle 4 di giovedì, quando i primi volontari del soccorso alpino e della Finanza sono arrivati con gli sci con le pelli di foca a Rigopiano sotto una tormente di neve e un percorso di sette chilometri esposto a valanghe e frane.

La parte principale dell'hotel, quella costruita nel territorio del comune di Farindoli negli anni Sessanta con non poche polemiche, è implosa ed è stata spostata di una decina di metri. Il ritrovamento dei sei superstiti è stato facilitato dal miglioramento delle condizioni meteo, anche se gli uomini del soccorso alpino, dei vigili del fuoco e della protezione civile, che scavano con piccole pale e con le mani, continuano a rischiare la pelle per il pericolo di nuove slavine.

Alla centrale operativa sono inoltre state chieste coperte termiche e bevande che saranno portate in quota dagli elicotteri. Dovrebbero invece essere presto in azione le prime pale meccaniche per aiutare i soccorritori e c'è   

Due elicotteri, uno della Guardia Costiera con a bordo personale del 118, e uno dei Vigili del Fuoco sono costantemente in volo sopra la zona dell'hotel, mentre all'ospedale di Pescara tutto pronto per accogliere persone in stato di ipotermia.

I FAMILIARI

«Grazie» ha ripetuto più volte il familiare d uno dei dispersi del resort quando è uscito dall'ospedale di Penne ed è salito in macchina per raggiungere Pescara. Ha anche alzato le braccia guardando un elicottero che stava passando in quel momento diretto alla costa. Insieme ad altre due ragazze ha inviato un bacio verso il cielo.

All'ospedale di Penne (Pescara) sono riuniti decine di parenti di dispersi e quando si è diffusa la notizia dei ritrovamenti i sentimenti si sono divisi fra angoscia, ancora più forte di quella provata finora, e speranza. «Ci sono famiglie, genitori di ragazzi, le vittime sono in gran parte giovani - racconto il medico rianimatore Vincenzo Di Giovanni -. Finché non avranno notizie definitive la loro ansia resterà tremenda».

L'INCHIESTA
Sulla vicenda il pm di Pescara Andrea Papalia ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo. Già nella giornata di ieri gli investigatori hanno ascoltato come testimone Giampiero Parete, uno dei superstiti della valanga. Molto probabilmente, non appena le operazioni di ricerca delle persone sarà completata, i resti della struttura saranno posti sotto sequestro. Si cerca di capire tante cose, a cominciare, forse, dalla scelta di localizzare la struttura in quel posto che in tanti in queste ore hanno definito «completamente esposta».

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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