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Libia: Egitto chiede all'Onu intervento internazionale. Vertice a Palazzo Chigi Stampa
Scritto da ANSA   
Martedì 17 Febbraio 2015 14:31

Hamas respinge ingerenze in Libia "da parte di alcuni Paesi come l'Italia" che adducono "il pretesto di combattere il terrorismo". Lo afferma un dirigente di Hamas, Salah Bardawil, citato dall'agenzia Palinfo. Un intervento militare sarebbe considerato "una nuova Crociata contro Paesi arabi e musulmani", ha spiegato. Bardawil ha poi ricordato che Hamas ha già espresso opposizione contro gli interventi stranieri in Iraq, e dunque rinnova adesso i propri appelli per sventare mosse simili in un altro Paese arabo. Quanto alla decapitazione di 21 copti egiziani in Libia, il dirigente di Hamas ha espresso parole di condanna, precisando che il suo movimento si oppone all'uccisione di persone sulla base della loro affiliazione religiosa, politica o intellettuale.

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Vertice a Palazzo Chigi sulla Libia con Matteo Renzi insieme ai ministri Gentiloni, Alfano e Pinotti, presente il sottosegretario Minniti, per fare il punto sulla situazione in Libia. Nel corso dell'incontro e' stato ribadito l'impegno italiano per per una forte azione diplomatica in ambito Onu.

Buccino, Sirte e Tripoli non sono in mano all'Isis
"La situazione in Libia è certamente grave ma non bisogna drammatizzarla, e dire che Sirte e Tripoli siano in mano all'Isis è assolutamente sbagliato". Lo ha detto l'ambasciatore italiano in Libia Giuseppe Buccino a Radio Anch'io. "Purtroppo in questa polarizzazione cosi' forte, con due schieramenti che si fronteggiano e si dividono al loro interno, e' chiaro che prevalga la logica 'il nemico del mio nemico e' mio amico' ed e' una logica pericolosissima che puo' portare a un rafforzamento del terrorismo estremo in Libia"

Papa, prego per i fratelli copti e le famiglie

Altri sette raid con "decine di morti" sono stati compiuti dall'aviazione egiziana contro postazioni "roccaforti" dell'Isis a Derna, città nell'est della Libia, nella notte scorsa. Lo segnalano media egiziani citando fonti ufficiali libiche. Nelle incursioni condotte "da aerei egiziani e libici" c'è stato anche un imprecisato numero di feriti, ha sostenuto il comandante dell'Aviazione libica, Saqer al-Joroushi.

Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi "si è appellato al Consiglio di sicurezza" dell'Onu "ad adottare una risoluzione" per un "intervento internazionale in Libia". Lo riporta in esclusiva il sito del quotidiano governativo egiziano Al-Ahram. Nell'intervista, diffusa anche da da Radio euro 1, Sisi ha sostenuto che "non c'è altra scelta" alla luce dell' "accettazione da parte del popolo e del governo libico e il loro appello all'Egitto ad agire in questa direzione". Ad una domanda se "ripeterà" i raid, il presidente egiziano ha risposto che "la situazione necessita una ripetizione in maniera corale", riporta una sintesi dell'intervista.

Dopo quello della notte scorsa (verso le 4 ora italiana) nuovi raid egiziani hanno colpito in Libia obiettivi dell'Isis, in risposta all'uccisione dei 21 egiziani copti. Nell'incursione di metà mattinata, il portavoce del Comando dell'aviazione libico ha precisato che sono state prese di mira postazioni dei militanti dello Stato islamico e di Ansar al Sharia a Derna.

I raid aerei egiziani hanno colpito diversi obiettivi tra cui accampamenti dell'Isis a Derna, la città dell'est della Libia dove lo Stato islamico ha creato un "Califfato", Bengasi e Sirte. L'Esercito libico ha fatto sapere che nei raid su Derna e Sirte sono stati uccisi 64 combattenti dell'Isis, tra cui "tre dei loro leader". I feriti sono "decine". Lo riferisce il sito del quotidiano egiziano Al Ahram.

"Almeno 35 cittadini egiziani" sono stati rapiti in Libia dopo l'inizio dei raid del Cairo "in zone controllate dall'Isis e da Anbsar al Sharia": lo riferisce Libya Herald. I sequestrati sarebbero in gran parte lavoratori del settore agricolo .

Il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, ha sottolineato - in una telefonata con l'omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi - "l'importanza che il Consiglio di sicurezza si riunisca e che la comunità internazionale decida nuove misure". Hollande ha espresso la sua solidarietà a Sisi dopo l'uccisione di 21 egiziani in Libia.

Il ministero degli Esteri egiziano ha chiesto alla comunità internazionale di assumersi le "proprie responsabilità" e di prendere "misure contro le postazioni" dell'Isis e delle altre formazioni terroristiche in Libia" che "rappresentano una minaccia chiara per la sicurezza e la pace internazionali".

Renzi: "Non è tempo per un intervento militare" - Il premier Matteo Renzi ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Al centro del colloquio la lotta contro il terrorismo, con particolare riguardo alla situazione libica e ai passi politici e diplomatici, nel quadro del Consiglio di sicurezza Onu, per riportare sicurezza e pace nel Paese.

"Non è il momento per l'intervento militare, apprezzo molto che su politica estera non ci siano divisioni tra i partiti. Vedremo che fare quando sarà il momento ma è bene che sulla una situazione di politica estera delicata il paese non si metta a litigare". Così Matteo Renzi al Tg5.

"Da tre anni in Libia la situazione è fuori controllo, lo abbiamo detto in tutte le sedi e continueremo a farlo. Ma la comunità internazionale se vuole ha tutti gli strumenti per poter intervenire. La proposta è di aspettare il consiglio di sicurezza Onu. La forza dell'Onu è decisamente superiore alle milizie radicali", ha detto ancora Renzi al Tg5.

Sulla Libia, ha detto il premier, occorre "saggezza, prudenza e senso della situazione. La vicenda è problematica, la seguiamo con grande preoccupazione e attenzione, ma non si passi dall'indifferenza totale all'isteria e a una reazione irragionevole".

Per la Libia ''è urgente che la diplomazia in questo momento corra''. Così il ministro della Difesa Roberta Pinotti. A giudizio del ministro in Libia ''bisogna mettere intorno a un tavolo i soggetti moderati''. E dopo questo primo passo c'è la necessità che ''la comunità internazionale dia una mano alla stabilizzazione interna''

"Se Renzie vuole la guerra ci vada lui con Napolitano al seguito. Vedendoli, l'Isis si farà una gran risata e ci risparmierà". Così Grillo sul blog."Non spetta al Governo - dice - decidere se entrare in guerra ma ancora al Presidente. Aspettiamo un monito dal Presidente, anche piccolo piccolo, al bulletto di Rignano. No alla guerra".

"Questo Governo dà i numeri, sento che parlano di soldati e guerra con facilità, ma è già stata fatta una cazzata nel 2011 con Gheddafi, lo ha ammesso anche Prodi, non ripetiamola. Prima di qualsiasi intervento bisogna capire che cosa fare, trovando accordi sul territorio e fermare gli sbarchi". Matteo Salvini, parlando ai microfoni di Radio Padania, mette in guardia il governo sui rischi di un intervento in Libia senza una chiara strategia. Segue un affondo contro l'Esecutivo: "Il governo Renzi è pericoloso: parla di guerra a vanvera". Inoltre, aggiunge il leader del Carroccio, il ministro Alfano prima dice che "le mie parole sono incommentabili" poi in un'intervista "ammette che c'è la possibilità che tra i clandestini si nascondano terroristi".

"Leggo sui giornali polemiche inutili e prive di senso sulle mie parole a proposito degli sbarchi di clandestini. Ho solo detto di soccorrerli e aiutarli in mare, ma di non farli sbarcare": l'ha detto Matteo Salvini parlando a Radio Padania. "Il governo parla di guerra - ha aggiunto - e poi facciamo i traghettatori per conto dell'Isis?".

"Sono andato da Berlusconi come sono andato da Renzi, e avrei incontrato anche Grillo, sono segretario di un partito è mio dovere parlare con tutti'': lo ha detto Matteo Salvini, rispondendo ad un polemico ascoltatore di Radio Padania che lo ha accusato di aver incontrato Berlusconi ''che ha già fregato in passato la la Lega'' per fare accordi. "Io incontro tutti - ha concluso Salvini - non necessariamente per fare accordi, anzi il mio accordo è solo con la Lega e con i leghisti".

Isis:Iraq, 27 poliziotti rapiti e uccisi

Ventisette poliziotti iracheni rapiti dall'Isis sono stati uccisi dai jihadisti nella provincia occidentale di Al Anbar, secondo il presidente del Consiglio provinciale, Sabah Karhut. Il sequestro e' avvenuto durante un'offensiva dell'Isis a Baghdadi, 200 KM a Ovest di Baghdad, vicino ad una base militare dove sono presenti oltre 300 istruttori americani.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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