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Presidenziali USA - L'inizio della prima Cyber Guerra? Stampa
Scritto da Redazione   
Sabato 05 Novembre 2016 15:46

Gli hacker del Pentagono sono riusciti a penetrare i sistemi di comando del Cremlino, rendendoli vulnerabili ed esposti a possibili attacchi hacker se cio' dovesse essere ritenuto necessario dagli Usa, in particolare se si realizzasse la minaccia contro le elezioni presidenziali americane di martedi' prossimo.


 

E' quanto emerge da alcuni documenti top secret dell'intelligence americana di cui la Nbc e' venuta in possesso. Violati anche la rete elettrica e quella delle telecomunicazioni della Russia. Dalle carte emerge come gli Stati Uniti abbiano di fatto seminato 'malware' nascosti in parte delle strutture e infrastrutture critiche della Russia, cosi' come quest'ultima - accusano da settimane gli americani - hanno fatto con gli Usa.

Gli esperti spiegano come di fatto si stiano preparando i campi di battaglia per un possibile cyberscontro che potrebbe avere tra le conseguenze principali anche l'interruzione delle reti internet. L'amministrazione Obama considererebbe quindi un attacco al voto da hacker come Guccifer 2.0 - considerati vicini all'intelligence russa - come un vero e proprio atto di guerra a cui rispondere.

Cremlino, siamo in grado di fronteggiare cyber-minacce - "Le misure per assicurare la cyber-sicurezza e la sicurezza dei sistemi informativi sono al momento capaci di fronteggiare le minacce ufficialmente ventilate contro di noi dai rappresentanti di altri paesi". Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha commentato le indiscrezioni pubblicate da NBC secondo cui hacker del Pentagono avrebbero infiltrato la rete di comando del Cremlino.

Per Mosca, senza smentita Usa, è cyber-terrorismo di Stato "Se non arriverà una reazione ufficiale da parte dell'amministrazione americana significherà che negli Stati Uniti esiste il cyber-terrorismo di Stato". Così la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova sul sito del ministero. "Se le minacce di attacco, che sono state diffuse dai media americani, vengono eseguite, Mosca avrebbe ragione a chiedere che Washington se ne assumesse in toto le conseguenze", ha sottolineato Zakharova lasciando intendere iniziative di natura legale.

 

Assange: Guerra in Libia voluta da Hillary Clinton

La guerra in Libia è stata "la guerra di Hillary Clinton". Così Julian Assange durante l'intervista rilasciata a John Pilger e trasmessa oggi da RT, il network vicino al Cremlino. "Barack Obama all'inizio si è opposto. E chi è stato a sponsorizzarla? Hillary Clinton. E lo si può vedere chiaramente nelle sue email". Assange sostiene poi che Clinton fosse interessata alla guerra in Libia non tanto per il petrolio "a buon mercato" ma perché avrebbe potuto sfruttare il conflitto "nella sua corsa alla presidenza".

 

AP: Melania Trump fece la modella prima del permesso di lavoro

Melania Trump, di origini slovene, esercito' la professione di modella negli Stati Uniti almeno 10 volte prima di ricevere il regolare permesso di lavoro. Lo rivela l'Associated Press sulla base di contratti e documenti di cui e' venuta in possesso. La cifra pagata per quelle prestazioni fu di oltre 20 mila dollari. La moglie di Donald Trump, che ha ricevuto la 'green card' nel 2001 ed e' diventata cittadina Usa nel 2006, ha sempre affermato di essere arrivata nel Paese legalmente e di non aver mai violato le norme sull'immigrazione. Se la storia fosse confermata sarebbe un grande imbarazzo per Trump, visto che la linea dura contro gli immigrati illegali rappresenta il cuore del suo programma elettorale, compresa la proposta di una stretta su visti, green card e permessi di lavoro. Melania e' piu' volte intervenuta in campagna elettorale per difendere le proposte del marito raccontando proprio la sua storia di immigrata regolare. Ma secondo le carte in possesso dell'Ap l'aspirante first lady nella seconda meta' degli anni '90 lavoro' piu' volte pur essendo in possesso di in visto che le permetteva solo il soggiorno.


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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
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