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Presidenziali USA 2016 - Con 1% dei voti scrutinati Trump in testa Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 09 Novembre 2016 00:58

E' la notte in cui l'America sceglie il suo futuro. Un'America al bivio tra due candidati all'opposto: Donald Trump e Hillary Clinton, che dopo una delle campagne più velenose di sempre danno vita a un'elezione storica. Dalle urne uscirà o la prima donna presidente degli Stati Uniti, che si pone in continuità con Barack Obama, o un Commander in Chief che promette un cambiamento di rotta netto, visto come un faro dai populisti d'Europa. L'aria che si respira per tutta la giornata elettorale è quella di una ex first lady favorita, nonostante un vantaggio minimo nei sondaggi, soprattutto in molti degli stati in bilico, almeno quindici.

 

 

E' un elettorato prevalentemente bianco quello che si è recato alle urne. La scomposizione demografica effettuata dai primi exit poll della Cnn indica che il 62% degli elettori e' bianco a fronte di un 12% di afro americani, l'11% di ispanici e il 4% di asiatici.

Chiusi i primi seggi in Indiana e in Kentucky, dove comunque si continua a votare in molte aree per la prossima ora. Tutti i seggi nei due stati, infatti, chiuderanno alle 19.00 locali, all'una del mattino italiana.

PRIMI DATI - Con solo l'1% dei voti scrutinati in Kentucky, Donald Trump è avanti con circa il 75% delle preferenze su Hillary Clinton. Sono dati citati dalla Cnn e dal New York Times. Il Kentucky, con 8 grandi elettori, è uno Stato assegnato da tutti i sondaggi al candidato repubblicano. Con l'1% dei voti scrutinati in New Hampshire, Donald Trump è avanti con circa il 52,5% delle preferenze su Hillary Clinton. Sono questi i dati citati dal New York Times, dalla Cnn e da Politico. Il New Hampshire è considerato uno 'swing state', ovvero uno Stato in bilico tra Democratici e Repubblicani. Con meno dell'1% dei voti scrutinati in Indiana, Donald Trump è avanti con circa il 75% delle preferenze su Hillary Clinton. Sono questi i dati citati dal New York Times e da Politico. L'Indiana, che ha 11 grandi elettori, è assegnato da tutti i sondaggi ai Repubblicani.

La conta dei grandi elettori però rende la strada della candidata democratica più in discesa. Donald Trump lo sa bene. E se negli appelli finali della campagna elettorale ha continuato a pronosticare una sua vittoria "senza precedenti", "meglio della Brexit", nel giorno del voto parla di "sondaggi truccati". E su Twitter lancia l'ennesimo appello agli elettori: "Non mollate, andare a votare. Le elezioni non sono ancora finite". Poi torna ad agitare lo spettro del voto contestato. "Vedremo quello che succede...", risponde ai giornalisti che al seggio - dove si è recato con la moglie Melania e la figlia Ivanka - gli chiedono se accetterà un'eventuale vittoria di Clinton. A rendere più esplicita la minaccia è Donald Trump junior: "La mia famiglia rispetterà solo il voto di un'elezione giusta".

L'entourage del tycoon agita per tutto il giorno lo spettro dei possibili brogli. I suoi legali fanno causa in Nevada denunciando come alcuni seggi sono rimasti aperti oltre l'orario previsto per favorire i democratici durante le operazioni del voto anticipato. Ma il giudice respinge il ricorso. Intanto si registrano malfunzionamenti delle urne elettroniche nei seggi di alcuni stati, mentre in Colorado l'intero sistema è andato in tilt. Gli occhi di tutti sono puntati essenzialmente su due aree la 'Sun Belt', che comprende stati come la Florida, il Colorado e il Nevada, dove Clinton tenta il colpo del ko, e la 'Rust Belt', con stati come la Pennsylvania, il Michigan e l'Ohio su cui Trump punta moltissimo cercando di strappare voti all'avversaria. Ma per quest'ultima vincere in uno degli Stati tra Florida, Pennsylvania e Ohio potrebbe significare aprire la breccia che la porta dritta alla Casa Bianca. L'ex first lady fa tutti gli scongiuri del caso. Ma l'accoglienza ricevuta di primo mattino davanti al seggio della scuola di Chappaqua, località a nord di New York dove risiede, le fa respirare aria di vittoria: "Se avrò la fortuna di vincere farò il mio meglio", assicura alle decine di persone che la acclamano. Al suo fianco il marito Bill. Diverso il clima davanti alla scuola di Midtown Manhattan dove ha votato Trump, acclamato da alcuni fan ma anche fischiato e oggetto di 'buuu' da parte di diversi elettori in fila.

Difficile dire se questo sia un brutto presagio. Con i suoi familiari e i suoi fedelissimi il tycoon si è rintanato nel 'fortino' della Trump Tower, nel suo lussuosissimo appartamento agli ultimi tre piani. La rivale attende il risultato delle urne a un isolato di distanza, sempre sulla Fifth Avenue, dove si trova l'Hotel Peninsula. New York è blindatissima, come ai tempi della visita del Papa. E di ora in ora l'attesa sale davanti al Javits Center, dove Clinton spera di festeggiare con fuochi d'artificio sull'Hudson. Ma anche davanti all'Hotel Hilton Midtown, dove Trump spera si avveri il 'miracolo' di poter celebrare quello che comunque da giorni è stato chiamato 'victory party'. Intanto Barack Obama si gode il suo ultimo giorno da presidente alla Casa Bianca, dove però resterà fino a gennaio. Si fa vedere sul prato della residenza con uno dei cani di famiglia. La sera prima, a Filadelfia, ha passato ad Hillary Clinton il testimone. E nell'Election Day in una serie di interviste alle radio dallo Studio Ovale ribadisce come Hillary sia la migliore scelta "pere continuare il lavoro degli ultimi otto anni". Tutto quello che poteva fare Barack l'ha fatto.

IL TWEET DI TRUMP - "Seguirò i risultati dell'elezione dalla Trump Tower a Manhattan con la mia famiglia e i miei amici". Questo il tweet dell'ultim'ora di Donald Trump, che lancia anche un appello agli elettori: "Le elezioni son ben lungi dall'essere finite. Non mollate andate a votare. Go Florida!".

"Farò il mio meglio se avrò la fortuna di vincere. Così tanta gente dimostra come oggi il voto sia importante per il futuro del Paese": così Hillary Clinton giunta insieme al marito Bill davanti a un seggio di Chappaqua, la località a nord di New York, dove ha la residenza, per votare. Ad accogliere l'ex coppia presidenziale fuori dal seggio una folla di sostenitori della candidata democratica. Quest'ultima è apparsa serena ma stanca dopo una lunghissima e durissima campagna elettorale.

 

Almeno una persona è morta e altre tre sono rimaste gravemente ferite nella sparatoria avvenuta al seggio di Azusa, città nella contea di Los Angeles. Lo riferiscono i media americani che citano la polizia. Lo sparatore è tuttora ricercato.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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