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Coronavirus - Roma - Dichiarato lo Stato di Emergenza Nazionale per 6 mesi Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 31 Gennaio 2020 12:31


Dopo la scoperta di due contagiati da Coronavirus a Roma, il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo Stato di Emergenza Nazionale della durata di sei mesi in conseguenza del rischio sanitario connesso al coronavirus. Stanziati 5 milioni di euro

I contenuti della delibera saranno stilati dalla Protezione civile e dal Ministero della Salute. "Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell'Oms  - dichiara il ministro della Salute, Roberto Speranza - abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell'infezione Sars. Le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l'Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale".

Chiusi i collegameti aerei con la Cina

 

 

A Fiumicino sono atterrati i voli Air China da Hangzhou, uno della Hainan Airlines da Chongqing e uno della Southern Airlines partito da Guanzhou. Gli ultimi autorizzati ad atterrare in Italia dopo il blocco aereo da e per la Cina annunciato ieri dal premier Giuseppe Conte.

Il primo ha toccato terra poco dopo le 5, gli altri due intorno alle sei. I passeggeri sono stati sottoposti ai controlli previsti dal Ministero della Salute. Ai passeggeri e al personale di bordo è stata misurata per tre volte la temperatura, da medici saliti con mascherine e tute a bordo dell’aereo prima dello sbarco, ed è stato consegnato un vademecum con le indicazioni dei presidi a cui rivolgersi in caso si avvertissero sintomi sospetti di coronavirus.

Ma ci sono altri passeggeri provenienti da altre destinazioni che però sono passati dalla Cina che non hanno affrontato nessun controllo sanitario.

Anche a Milano è atterrato il primo dei 5 voli provenienti dalla Cina. Anche qui ai passeggeri e al personale di bordo del volo 0946 dell'Air China arrivato a Malpensa da Pechino è stata misurata per tre volte la temperatura, da medici saliti con mascherine e tute a bordo dell'aereo prima dello sbarco, ed è stato consegnato un vademecum con le indicazioni dei presidi a cui rivolgersi in caso si avvertissero sintomi sospetti di coronavirus.

Sono atterrati all'aeroporto di Malpensa anche i passeggeri del volo 0967 dell'Air China in arrivo da Shanghai, uno degli ultimi autorizzati ad atterrare dopo il blocco imposto ai voli da e per la Cina.


A Sorrento

Il bus con i 18 turisti cinesi, poi sottoposti a sorveglianza sanitaria perché entrati in contatto con la coppia di cinesi, era stato a Sorrento. I 18 dovevano poi alloggiare a Cassino ma, alla luce dell'esito dei test sulla coppia, è stato recuperato dalle forze dell'ordine al casello autostradale di Cassino, anche alla presenza dei sanitari dell'Asl, e scortato fino allo Spallanzani di Roma.

«Siamo in contatto con Prefettura Questura per avere notizie precise sul passaggio a Sorrento della comitiva di cui facevano parte i due turisti cinesi colpiti dal coronavirus», spiega il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo in attesa di qualche dettaglio in più per capire se e quali provvedimenti prendere «e appena avremo certezze ci muoveremo di conseguenza».

Dello stesso parere Costanzo Iaccarino, responsabile della Federalberghi: «Dubito che si siano fermati in qualche hotel, oltretutto la maggioranza degli alberghi è chiusa per i rituali lavori di inizio anno. Appena ci diranno qual è l'agenzia che ha curato i loro spostamenti sapremo al limite se si sono fermati in qualche ristorante o meno. Il loro, in genere, è un tipo di turismo mordi e fuggi. Ma, appena le autorità ci daranno particolari sapremo anche come adottare le dovute precauzioni».

La notizia dell'arrivo dei due cinesi contagiati a Sorrento è stata poi smentita dal Sindaco nel corso della giornata dopo gli accertamenti.

A Roma

«Non sapevamo nulla, davvero stavano qua dentro?». Le due turiste americane stazionano davanti all'Hotel Palatino terrorizzate. Per terra c'è un guanto di lattice viola che racconta l'emergenza Coronavirus scoppiata nella Capitale e i primi strumenti approntati dai sanitari del 118 come scudo quando mercoledì sera hanno soccorso la coppia di ospiti arrivata da Wuhan, risultata poi positiva al contagio. Le statunitensi e i loro compagni della Richmond University che, sollevati, ripartono stamattina, adesso hanno timore a rimettere piede dentro l'hotel il cui ingresso è presidiato da un cordone di fotoreporter, con la polizia a distanza. «Non ci ricordiamo di quei turisti cinesi», dicono gli americani.

«Siamo andati a comprare di corsa le mascherine», dicono altri che salutano i cronisti dalle finestre. Una ragazza italiana appena scesa da un taxi è arrabbiata: «Non sapevo nulla, l'ho appreso dai tg e dall'online, nessuno ci ha messo in guardia».

Insomma, i primi due casi conclamati di coronavirus in Italia  sono a Roma. Si tratta di marito e moglie di 67 e 66 anni, atterrati una settimana fa a Milano. Precisamente il 23 gennaio sono sbarcati  a Malpensa. Il 28 l'arrivo nella Capitale. Era una vacanza, non avevano certo previsto di rimanere in Italia a tempo indeterminato e di essere ricoverati allo Spallanzani come è successo l'altra sera quando si sono sentiti male e hanno abbandonato la stanza dell'albergo dove alloggiavano. Per arrivare a Roma hanno preso un autobus da Milano.


In Gran Bretagna

In Gran Bretagna sono stati confermati i primi due casi di infezione dal nuovo coronavirus. Si tratta di membri della stessa famiglia, ha reso noto chief medical officer dell'Inghilterra, il professor Chris Whitty. Il dipartimento della Sanità no ha voluto specificare in quale area dell'Inghilterra siano i due pazienti. Secondo fonti citate dal Guardian, i due pazienti non si troverebbero però nell'area di Wirral, un Metropolitan Borough del Merseyside con sede a Wallasey, dove si trova la struttura speciale per la quarantena dei britannici evacuati da Wuhan. Whitty ha detto che «il servizio sanitario nazionale è altamente preparato ed abituato a gestire questo tipo di infezioni e stiamo lavorando rapidamente per identificare qualsiasi contatto che i pazienti possano aver avuto per impedire ulteriori contagi».

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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