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Coronavirus - Napoli - Ecco il piano della Regione per far fronte all'emergenza Stampa
Scritto da Redazione   
Domenica 08 Marzo 2020 01:42


Se in Lombardia il sistema sanitario è arrivato ad una pressione che difficilmente potrà essere gestita a lungo, in Campania si corre ai ripari.

Il Cotungo è al collasso ed accogliere in Terapia intensiva per gli ammalati in dispnea (affaticamento bronchiale), si è corso ai ripari usando le rianimazioni del CTO e del Monaldi (8 sale di rianimanzion a testa), spostando altri pazienti come i malati di tubercolosi (il Cotungno è un centro di riferimento) e meningiti.


Si sta anche attrezzando delle tendo strutture che serviranno per accogliere contagiati ed effettuare tamponi evitando di mandare in quarantena ospedali come il Cardarelli (il più grande del Sud Italia) che significherebbe il collasso del sistema sanitario del sud italia.

Sempre al Cotugno la ASL dei Colli e la Protezione Civile stanno facendo una corsa contro il tempo per allestire altri 60 posti ad alto isolamento di cui almeno 12 posti letto saranno usati come terapia intensiva.

Sempre nel piano al Cotugno potrebbero restare i casi più gravi, mentre in altri presìdi ospedalieri come quelli di Sessa aurunca, Agropoli, Ariano. Irpino, Oliveto Citra, l’Ascalesi a Napoli, da svuotare e convertire alla accoglienza di pazienti infettati dal coronavirus.

Nelle linee guida assistenziali è anche prevista la possibilità che, fino alla guarigione, questi pazienti siano ospitati in stanze a due letti anziché singoli e questo raddoppierebbe le capienze.

Su questo fronte la giunta regionale è al lavoro per siglare un decreto dirigenziale ad hoc che sarebbe già pronto alla firma. Scenari che vengono vagliati di ora in ora in base ai numeri forniti dalla task-force coordinata dalla Protezione civile.

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca lancia il seguente appello (clicca qui per il Video): "Credo sia doveroso fare un appello a tutti i nostri concittadini in relazione al problema del coronavirus. Credo che sia arrivato il momento di dire con grande chiarezza che siamo di fronte ad un problema serio. Ho la sensazione che non tutti abbiano capito questa verità elementare. 
Siamo di fronte ad un problema serio, che richiede comportamenti responsabili da parte di tutti e che richiede un cambiamento radicale delle abitudini di vita. 
Dobbiamo evitare al massimo contatti sociali, rimanere di più a casa. Quando si va a fare la spesa bisogna andare una persona per famiglia in un supermercato, in un centro commerciale. 
Molti nostri concittadini non hanno capito che bisogna evitare assolutamente luoghi nei quali ci sono assembramenti. Ho fatto un'ordinanza di chiusura delle discoteche ma poi apprendo che di sera i bar, i pub, nei centri storici accolgono decine, centinaia di ragazzi senza rispettare, come evidente, la distanza di un metro fra un ragazzo e l'altro. Queste situazioni non sono tollerabili - non so come spiegarlo. 
Abbiamo singoli cittadini che hanno comportamenti assolutamente disinvolti. Abbiamo trovato un nostro concittadino, che è attualmente ricoverato al Cotugno, che il giorno 21 è andato al teatro Posillipo a Napoli ad una festa con 200 persone, il 22 è andato in un ristorante di via Cilea, il 26 in una pizzeria, il 29 ha cominciato a stare male. Oggi è intubato al Cotugno.
Ma c'è bisogno di ripetere ancora che bisogna limitare le partecipazioni a queste feste? Bisogna eliminare queste feste? 
Allora mi permetto di fare un appello davvero convinto ai nostri concittadini perché capiscano che la situazione è seria. 
Noi abbiamo oggi il dovere di evitare la diffusione del contagio. Ma questo obiettivo lo raggiungiamo se siamo tutti responsabili. Altrimenti la situazione diventa davvero pesante. 
Vi invito ad avere comportamenti responsabili, a darci una mano per affrontare con ragionevolezza e serenità un problema che è grave. Ma senza l'aiuto di ogni cittadino diventerà difficile contrastare la diffusione del contagio".

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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