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Coronavirus - Record deceduti: 627 - Sono oltre 4.000 i caduti del Covid-19 - Campania: 25 contagiati e 6 morti Stampa
Scritto da Redazione   
Venerdì 20 Marzo 2020 18:30

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Superate le 4mila vittime in Italia per coronavirus.

Sono 4.032 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 627. E' il maggior incremento dall'inizio dell'emergenza. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l'aumento era stato di 427.

Sono 5.129 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 689 in più di ieri.

 

 

Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 415.

Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670.

Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 47.021.


Video - La conferenza stampa della Protezione Civile


Il dato è stato fornito dal commissario per l'emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 47.021.

 

Drammatica la situazione in Spagna dove i contagiati sono quasi 20.000 (terzi dietro l'Italia) e negli Ospedali al collasso si valuta di salvare chi ha un'aspettativa di vita di alemno 2 anni.

In crescita anche in Germania, Stati Uniti Francia, Svizzera, Regno Unito

 

 

Per la prima volta in campania, sembra (dati provvisori) che il numero dei contagiati sembra essere super contenuto, solo 25 e solo 6 decessi nelle ultime 24 ore

 

In Campania


file icon Regione Campania - Ord. N° 19 del 20-03-2020

 

In un video del Governatore De Luca, Emergenza Coronarivus: «Io sono per chiudere tutto e militarizzare l'Italia». Lo dice il governatore della Campania, Vincenzo De Luca che aggiunge: «La penso diversamente dal governo nazionale, mezze misure non risolvono il problema ma finiscono per aggravare le condizioni di vita dei cittadini». «L'Italia si rivela il paese del mezzo mezzo e del fare finta», ha aggiunto.  E annuncia in diretta Fb due ordinanze «in via di definizione: la prima prevede la chiusura di tutti i cantieri salvo quelli legati alle attività pubbliche e a quelle sanitarie. L'altra impone l'interruzione delle attività di 550 comuni, tranne per i servizi essenziali».

Bisogna assicurare «il massimo di tutela più che per i malati per i medici e per gli infermieri», aggiunge De Luca. «Se arriviamo non all'8 per cento ma 20-30 per cento dei contagi tra il personale medico salta tutto». 
C'è stato un aumento dei contagi in Campania per diverse ragioni: «per il ritorno dei cittadini dal nord ma anche per l'inciviltà, irresponsabilità e bestialità di componenti rilevanti della nostra società. Se continua questo andazzo, conteremo i morti e rischiamo di non avere posti per ospitare i vostri padri e le vostre madri».

E ancora: «Più facciamo gli imbecilli più questo calvario durerà mesi. Mi arrivano voci di persone che vogliono organizzare feste di laurea. Mandiamo i carabinieri con il lanciafiamme se la fate..». Da qui l'appello: «Manteniamo la distanza». «Oggi siamo a 750 contagi e 79 persone ricoverate in terapia intensiva. La previsione dei nostri tecnici è che entro il 29 marzo saremo a 1500 contagi, entro inizio aprile avremo 3mila persone positive contagiate e 140 persone in condizione da richiedere un ricovero in terapia intensiva. Su una popolazione di 6 milioni di abitanti sono dati che rappresentano un problema gestibile, ma se abbiamo comportamenti irresponsabili, se costruisci e altri demoliscono dietro te il problema rischia di diventare drammatico».

 

La ulteriore stretta del Premier Giuseppe Conte

È attesa in serata una nuova stretta alle misure per il contrasto del Coronavirus. La decisione del premier Giuseppe Conte dovrebbe arrivare a ore: le norme preciserebbero l'ultimo Dpcm dunque, secondo fonti di governo, potrebbero essere inserite non in un nuovo Decreto del presidente ma in un provvedimento correttivo più snello. Tra le misure al vaglio ci sarebbe lo stop all'attività fisica all'aperto, lo stop agli spostamenti nelle seconde case,  ma non la chiusura dei supermercati durante il finesettimana, ha precisato Palazzo Chigi.

CONTROLLI
Norme ancora più rigide delle attuali, dal momento che gli spostamenti nelle città continuano ad essere numerosi e i contagi non sono diminuiti. Non soltanto vietando le attività sportive all'aperto, ma anche riducendo alla sola mattina l'orario di apertura dei negozi di generi alimentari, chiudendo le altre tipologie di esercizi commerciali e ipotizzando controlli sui tabulati telefonici per verificare le autocertificazioni di chi esce.

NO ALLE SECONDE CASE
I dubbi riguardano la tenuta psicologica dei cittadini, costretti a modificare le proprie abitudini e all'isolamento. Anche perché, di certo, le direttive saranno prorogate oltre il 25 marzo. Tra le nuove direttive quella di non potersi più spostare dalla residenza al domicilio.
Finora i sindaci hanno disposto autonomamente limiti di orario all'apertura degli alimentari, ma tra le misure che il governo sta valutando c'è quella di ridurre l'attività dalle 8 alle 15 e di ordinare la chiusura domenicale. Alla chiusura domenicale c'è già arrivato il governatore della Sicilia Musumeci: stretta firmata ieri.

I NEGOZI
Attualmente, sono più di 230 mila gli esercizi commerciali del settore alimentare che continuano regolarmente ad esercitare, secondo quanto prescritto dal decreto del governo. In base ai i dati forniti da Unioncamere e InfoCamere, complessivamente, le attività commerciali e di servizi alla persona aperte nel territorio italiano sono invece mezzo milione. L'elaborazione camerale evidenzia in particolare che il maggior numero di punti vendita di prodotti alimentari si trova in Campania, Nel Lazio ci sono oltre 24 mila esercizi dedicati al cibo e alle bevande. Troppi, secondo medici e virologi.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
Direttore Responsabile & Editore: GIOVANNI DI CECCA


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