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Coronavirus - La Conferenza Stampa sull'ultime norme stringenti Stampa
Scritto da Redazione   
Martedì 24 Marzo 2020 21:52

>>> Coronavirus - Greta Thunberg è stata probabilmente contagiata dal Covid-19

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con nuove sanzioni per chi viola le norme anti contagio da Coronavirus e uniforma il quadro normativo.

La multa per chi viola le regole anti-contagio salirà "da 400 a 3000 euro", ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Cdm.

 

 

"Abbiamo deliberato l'adozione di un decreto legge che riordina la disciplina anche dei provvedimenti che stiamo adottando in questa fase emergenziale. Il nostro assetto non prevedeva un'emergenza di questo tipo", ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa. "Con questo decreto legge abbiamo regolamentato più puntualmente e in modo più trasparente i rapporti tra l'attività del governo e del Parlamento. Prevediamo che ogni iniziativa venga trasmessa ai presidenti delle Camere e che io vada a riferire ogni 15 giorni".

"Si è creata discussione sul fatto che l'emergenza sarebbe stata prorogata fino al 31 luglio 2020: nulla di vero, assolutamente no. A fine gennaio abbiamo deliberato lo stato di emergenza nazionale, un attimo dopo che l'Oms ha decretato l'emergenza un'epidemia globale. L'emergenza è stata dichiarata fino al 31 luglio. Non significa che le misure restrittive saranno prorogate fino al 31 luglio".

"Siamo pronti in qualsiasi momento e ci auguriamo prestissimo di allentare la morsa delle misure restrittive e superarle", ha detto Conte.

"Non c'è fermo amministrativo per i veicoli, solo le multe", ha poi spiegato.

Il premier a chi gli ha chiesto se il governo ricorre alla precettazione in caso di sciopero, ha risposto: "Sono convinto che non arriveremo a questo perchè ho visto nel mondo sindacale un senso di responsabilità, dobbiamo tutelare la salute dei lavoratori ed è per questo che siamo stati 18 ore con i sindacati a Chigi. La De Micheli sui carburanti adotterà un'ordinanza in modo da assicurare i rifornimenti nella penisola E' chiaro che in questo momento dobbiamo presidiare le attività essenziali".

"Fin qui abbiamo sempre seguito le indicazioni del comitato tecnico scientifico, abbiamo sempre seguito le loro indicazioni e mai disattese. Continueremo a farlo, al momento non c'è ragione di cambiare la nostra modalità sia di conteggiare i contagiati che di procedere ai test, abbiamo una linea di massimo rigore e massima trasparenza".

"Ben venga l'aiuto dell'esercito ma i cittadini non devono pensare che la tenuta dell'ordine pubblico sia affidata solo a una militarizzazione dei centri abitati, le forze dell'ordine stanno già agendo in modo molto efficace", ha detto Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi confermando che ci sarà comunque un intervento dei militari nei controlli.

 

Video - La Conferenza Stampa


Il Viminale in una nota (Link al sito delle FAQ)

Il Viminale ha diramato una circolare ai prefetti spiegando l'ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte. In sintesi la circolare stabilisce che spetta ai prefetti valutare se un'azienda ha i requisiti per restare aperta oppure no. A questo proposito sono in arrivo dei moduli che serviranno alle aziende per comunicare al prefetto competente tutte le informazioni utili a giusticare la prosecuzione dell'attività. Il ministero dell'Interno fornisce inoltre alcune precisazioni sugli spostamenti: la spesa, viene sottolineato, è ammessa anche in comune diverso da quello di residenza, a patto che il punto vendita sia il più vicino a casa. Gli spostamenti per salute, lavoro o necessità sono sempre legittimi ma si suppongono brevi e quotidiani.

Le aziende
Spiega la circolare del Viminale che le aziende la cui attività non è stata sospesa dal decreto sono tenute a comunicare al prefetto «le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite», nonché «la ricorrenza delle condizioni previste dalla norma per la prosecuzione dell'attività». La comunicazione - viene precisato - non è dovuta qualora si tratti di attività finalizzata ad assicurare un «servizio pubblico essenziale». Ai prefetti spetta una «valutazione» ed una eventuale sospensione delle attività.

Al prefetto, stabilisce la circolare firmata da Matteo Piantedosi, capo di Gabinetto del ministro dell'Interno, spetta «una valutazione in merito alla sussistenza delle condizioni attestate dagli interessati, all'esito della quale potrà disporre la sospensione dell'attività laddove non ravvisi l'effettiva ricorrenza delle condizioni medesime».

Il meccanismo delineato dal decreto, sottolinea Piantedosi, «non introduce una forma di preventiva autorizzazione da parte» del prefetto ma, «in un'ottica di snellimento e semplificazione delle procedure, legittima la prosecuzione delle attività di cui trattasi sino all'adozione di una eventuale sospensione».

In questa prospettiva, aggiunge, «risulta di fondamentale importanza» che i prefetti valutino «con la massima celerità, avvalendosi del contributo specialistico di qualificati soggetti istituzionali, chiamati a fornire, secondo le consuete dinamiche di una leale collaborazione, idonei elementi atti a consolidare l'impianto del provvedimento sospensivo».

Si invitano poi i prefetti ad avviare «interlocuzioni con gli uffici delle Regioni e degli altri enti territoriali nonché con le Camere di commercio e gli altri organismi eventualmente presenti sul territorio in vista di una preliminare ricognizione dei siti produttivi relativi ad attività potenzialmente interessate dalle disposizioni».

Viene segnalato, infine, che il decreto «consente lo svolgimento delle attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa nonché delle altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto territorialmente competente, cui è conseguentemente demandata la ricognizione dei relativi siti produttivi».

Spostamenti, ecco quando sono consentiti
Il divieto alle persone di spostarsi «dal comune in cui attualmente si trovano», tranne che «per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute», si legge nella circolare, «persegue la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale, eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell'epidemia». Rimangono tuttavia consentiti i movimenti effettuati «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, che rivestano carattere di quotidianità o comunque siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere. Rientrano, ad esempio, in tale casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti per l'approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune».

Ieri le Forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del contagio, 228.550 persone e 9.949 sono state denunciate. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 87.558, denunciati 103 esercenti e sospesa l'attività di 25 esercizi. Salgono così - indica il Viminale - a 2.244.868 le persone controllate dall'11 al 23 marzo, 102.316 quelle denunciate per inadempienza ad ordini dell'Autorità, 2.348 per false dichiarazioni a pubblico ufficiale, 1.061.357 gli esercizi commerciali controllati e 2.380 i titolari denunciati.

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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