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La musica contro il razzismo - 10 canzoni moderne che uniscono il mondo Stampa
Scritto da Ciro Lucci   
Martedì 25 Novembre 2014 10:46

Il legame tra musica e razzismo è come quello tra il supereroe e la sua nemesi, due personaggi che condividono solo una cosa: il mondo in cui vivono.

Cantare, scrivere, suonare canzoni per esternare la frustrazione generata dal flusso infinito di ignoranza che va a formare il razzismo è sempre stato e sempre sarà l'ultimo grido di protesta e probabilmente anche il più efficace.

Non a caso interi generi musicali (blues, hip-hop) sono nati proprio grazie a questa infinita e immortale lotta.

 

 

Si può mentire alla propria bocca ma non alle proprie orecchie ed è per questo che abbiamo deciso di elencarvi 10 canzoni moderne che possano farvi sentire vicino a chi vi sembra troppo lontano, non necessariamente con malizia, ma semplicemente lontano.

La scelta è caduta su composizioni più moderne non per ignorare il passato, anzi molte di queste sono figlie delle magnifiche radici che ci hanno lasciato leggende come John Lennon, 2Pac, Bob Marley e tanti altri.

Moderne perchè crediamo che un pizzico di speranza in più verso i frutti dei nostri anni non possa essere che un bene considerando che quando si parla di "buona musica" o di "anni migliori" si tende quasi sempre e solo a guardarsi alle spalle.

10) HAPPY - Scritta e prodotta da Pharrell Williams. Questo singolo è nato col semplice scopo di promuovere il film d'animazione "Cattivissimo Me 2" ma è finito col trasformarsi in un evento planetario. Non è tanto inerente alle parole il motivo della nostra scelta bensì all'incredibile ondata di caricamenti video e emozioni condivise che questa semplice canzone ha scatenato, sembrava quasi che tutto il mondo si sia fermato per ballare sulla stessa canzone. Un fenomeno unico e magnifico e spesso troppo sottovalutato da molti di noi.

9) AROUND THE WORLD - Scritta e prodotta dai Daft Punk (Thomas Bangalter, Guy-Manuel). Avremo potuto scegliere "One More Time" o "Get Lucky" attenendoci al concetto di "moderno" ma preferiamo parlare dei robot partendo dagli inizi con questa piccola eccezione. Solo una frase ripetuta, due maschere (seppur all'epoca non ancora definitive) e una base irresistibile e coinvolgente. Questo è stato l'ingrediente per riunire tutti noi essere umani sotto le console futuristiche di due francesi dalla misteriosa identità. Un momento emozionante che continua ancora in questi anni a ripetersi  (qualcuno ha detto "Get Lucky"?) anche se a lunghe pause. Mentre attendiamo con ansia l'annuncio di un nuovo tour non ci resta che ricordare le epiche date dell'ultimo "Alive Tour" del 2007, in cui milioni di persone in tutto il mondo si spostavano da paese a paese solo per ballare insieme e ammirare l'incredibile talento dei Daft Punk.

8) WISDOM, JUSTICE, AND LOVE/IRIDESCENT - Scritta dai Linkin Park e prodotta dai Linkin Park & Rick Rubin. Una drammatica rappresentazione della natura umana che si scaglia contro un'apparente nemico per una cascata di sangue e dolore senza senso. Un terribile e profetico discorso di Martin Luther King Jr. (A Time to Break Silence) del 4 aprile 1967 tenutosi alla chiesa Riverside di New York City si perde nel vuoto distorcendosi per esplodere poi nella composizione della band americana. "Iridescent" è quello che siamo oggi, piccole gocce di speranza tra caos e tristezza. La voce di Mike Shinoda descrive i sentimenti che dipingono il nostro nemico separandoci e ci isolano rendendoci più tristi e più violenti. E proprio mentre stiamo per perdere anche l'ultima goccia di speranza, Chester Bennington ci dice di lasciar andare via qualunque cosa ci abbia smarrito in questa landa di frustrazione. Una canzone perfetta, capita da pochi ma che potrebbe unire le voci di chi non riesce neanche a guardarsi negli occhi, proprio come la band ha unito le sue voci per l'esplosione nell'ultimo ritornello. Capolavoro moderno.

7) VENGO DALLA LUNA - Scritta da Michele Salvemini (Caparezza) e Diego Perrone (dei I Medusa), prodotta da Carlo Ubaldo Rossi. Uscito come secondo singolo il 6 maggio 2004 dall'album di successo "Verità Supposte", "Vengo dalla Luna" è una delle più belle canzoni del rapper pugliese. L'artista si aliena dall'umanità in veste di un extraterrestre atterrato sul nostro pianeta evidenziando e supponendo le varie reazioni che potrebbero scaturirsi dallo scontro tra diverso e ciò che apparentemente per noi è "normale". Una brillante e intelligente critica verso i pregiudizi e il razzismo che ha ottenuto un successo davvero notevole nel nostro paese affermando il rapper dopo la hit "Fuori dal Tunnel". E' un piacere notare come anche in Italia alcuni artisti si siano presi carico di questo insistente distacco tra nazionalità o culture, cercando di mettere sotto le stesse note persone provenienti da luoghi differenti.

6) WHERE IS THE LOVE? - Scritta dai The Black Eyed Peas e prodotta da will.i.am con Ron Fair. Nel 2003 il gruppo di William Adams è esploso in tutto il mondo con questa semplice ma efficace canzone rivolta all'amore e alla pace nel mondo. Con l'aiuto di Justin Timberlake la band americana ha conquistato l'attenzione di critica e pubblico scalando le classifiche in ogni parte del pianeta. Seppur al giorno d'oggi dopo un lento declino abbiano perso l'identità musicale di un tempo, brani come questo rimangono nel cuore e nella mente di chi ha vissuto i loro anni d'oro. Un'altra fantastica dimostrazione di come la musica possa spingere un messaggio semplice ma forte anche attraverso canali mainstream non cadendo necessariamente tra i trend triti e ritriti.

5) ONE MIC - Scritta e prodotta da Nasir Jones con l'aiuto di Chucky Thompson. Nel bel mezzo della sua storica faida con Jay-Z, Nas ha rilasciato questo fantastico singolo dal suo acclamato album Stillmatic. Il pezzo contiene un geniale campionamento della celebre "In The Air Tonight" di Phil Collins ed è considerato una delle migliori composizioni liriche di sempre. Il rapper di New York grida al mondo il suo necessario ed unico bisogno, il microfono. Condividere emozioni, dipingendo vividamente con le parole la sua storia, le sue sofferenze e la sua vita in generale è sempre stato lo scopo di Jones. Questa traccia in particolare ha mostrato anche a chi non era un conoscitore del genere e della sua musica, la disperazione e la vivace voglia di comunicare li dove gli altri tacciono. Lo scopo di Nas era ed è tutt'oggi quello di offrire un efficace quadro degli avvenimenti che lo Stato nasconde e che la gente o ha paura di denunciare o ha imparato a sopportare spinta dall'abitudine. Basandosi sulla sua vita prima della fama, l'mc ha portato il mondo sull'attenti cercando una connessione con le coscienze degli ascoltatori. Il contrasto di tonalità tra versi e ritornello non è casuale, il chorus è calmo, evocativo ma sopratutto semplice "All I need is One Mic", e trova il suo tempo tra il caos generato nei versi. La fine della canzone ci porta ad un'indelebile riflessione spingendoci alla "soul-searching" ovvero alla ricerca dell'anima. Nas ha capito che la musica non ha barriere e ha deciso di usare la sua per potenziare le connessione, spingendo i suoi fan di tutto il mondo a prendere coscienza e agire secondo i loro bisogni e i loro desideri e non altro.

4) UP TO THE MOUNTAIN (MLK SONG) - Scritta e prodotta da Patty Griffin. Ritorniamo a parlare del Dr. King e dell'ispirazione che continua a toccare milioni di anime in tutto il mondo. Questa volta la canzone in questione nasce dall'ultimo grande discorso di Luther "I've Been to the Mountaintop" tenutosi a Memphis il 3 April 1068, il giorno prima del suo assassinio. La cantautrice folk Patty Griffin regala un testo semplice ma toccante figlio di alcune delle parole più toccanti e affascinanti che siano mai state dette da MLK. La fama della canzone ha cominciato a crescere grazie alla successiva cover di Kelly Clarkson durante la sesta stagione di American Idol, ed è stata poi ripresa da diversi artisti. Una canzone che ha toccato il mondo, nata da un genere che non fa più presa dalle masse ma che grazie alla sua incredibile densità ha toccato il cuore di milioni di ascoltatori e artisti.

3) SING FOR THE MOMENT - Scritta e prodotta da Marshall Mathers (Eminem) e Jeff Bass. Il razzismo è stato uno dei più grandi ostacoli ad aver impedito al rapper di Detroit di guadagnarsi il rispetto sin dall'inizio. Il suo storico incontro con il leggendario produttore Dr. Dre non ha solo cambiato il genere rap e segnato l'ennesimo storico episodio nella storia della musica ma ha anche dato speranza a migliaia di ragazzini nel mondo a trovare la loro strada. Questo celebre pezzo uscito nel 2002 rappresenta un momento fondamentale  nella carriera di Marshall dato che racchiudeva tutto ciò che la sua fama aveva portato nel mondo e riassumeva l'enorme impatto della sua musica. Parole forti e taglienti che si scagliano sui pregiudizi che etichettano la musica come "nera" o "bianca" su un beat sensazionale che campiona la celebre "Dream On" degli Aerosmith. Joe Perry in persona fu impressionato dal lavoro del rapper e decise di regalargli un assolo nuovo di zecca. "Sing For The Moment" fu una canzone chiave che non solo unì indirettamente diverse "classi sociali" ma anche diversi generi musicali e quindi diverse fanbase.

2) BATTLE SCARS - Scritta da Guy Sebastian e Lupe Fiasco e prodotta da Pro-Jay. Un duetto unico, che unisce due generi e due artisti di due paesi differenti. Guy Sebastian, cantante rnb australiano ha avuto l'onore di ospitare Lupe nel suo studio e proporgli l'idea alla base della canzone. Non una semplice composizione con il classico verso rap aggiunto, ma un vero e proprio susseguirsi di rime, melodie sostenuto da un ritornello epico ed esaustivo il tutto in tonalità di Fa minore. Alla base di tutto c'è l'amore, in particolare modo le cicatrici che può scavare. "Battle Scars" è divenuta LA hit del 2012 in Australia seppur non ha avuto la stessa fortuna nel resto del mondo. La canzone può essere interpretata in modo differente, ma l'obiettivo rimane quello di esorcizzare ogni tipo di male che ci abbia colpito per differenti ragioni. Ad approfondire la questione ci ha pensato il video musicale girato in una vecchia discarica di New York City. Un video musicale semplice ma efficace, in cui vengono mostrati i volti di diverse persone con le loro personali "battaglie" scritte su di un foglio. Il video si chiude con un messaggio "Turn off your computer right now and go outside and do something to change the world - Spegni il tuo computer ora e vai fuori a cercare di fare qualcosa che possa cambiare il mondo".

1) F*CK YOUR ETHNICITY - Scritta da Kendrick Lamar e prodotta da THC. Chiudiamo la nostra lista con quello che è il futuro della "parola" nella musica, Kendrick Lamar. Il giovanissimo artista di Compton con questo pezzo ha aperto il suo ultimo disco indipendente "Section.80" un lavoro che gli è valso il rispetto e gli ha aperto la strada per il suo incredibile album sotto major "good kid, m.A.A.d city". "F*ck Your Ethnicity" si basa sul movimento "Hiiipower" iniziato dal collega Ab-Soul e ampliato con i loro successivi lavori discografici. "Hiiipower" è un movimento che fa leva su tre elementi fondamentali "heart, honor, respect - cuore, onore e rispetto". Questa canzone è una diretta (come si lascia presagire dal titolo) presa di posizione nei confronti dei pregiudizi che nascono tra differenti etnie. Condividendo la propria storia non solo Kendrick ha ricevuto una meritata credibilità ma si è posto anche l'obiettivo di riportare nella musica moderna ideologie e sentimenti che sembrano svaniti o trascurati per far posto a cose più futili.

Queste sono solo 10 dimostrazioni di come la musica possa andare oltre ogni etnia, oltre ogni religione e oltre ogni credo.

Alcuni esempi che possano rappresentare un'inizio per chi ancora ha dei dubbi al riguardo.

Il primo passo per cambiare il mondo spesso potrebbe celarsi nell'inaspettato e dalle piccole cose potrebbe nascere  qualcosa di grande, "Even a small lighter can burn a bridge".

 

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Periodico mensile registrato presso il Tribunale di Napoli Num. 45 dell' 8 giugno 2011
ISSN 2239-7035 (del 14 luglio 2011)
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