| Napoli - Ritorno al Futuro Day, 40° anniversario |
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| Scritto da Giovanni Di Cecca |
| Mercoledì 22 Ottobre 2025 11:33 |
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Marty: "Hai disintegrato Einstein (il cane, ndr)?" Doc: "No, no Einstein e la macchina stanno bene!" Marty: "Ma allora dove diavolo sono?" Doc: "La domanda giusta è quando diavolo sono!!!" ... Marty: " Vuoi dire che hai fatto una Macchina del Tempo con un DeLorean?" In queste poche battute c'è tutto un film che ha segnato per sempre la storia della cinematografia mondiale creando uno di quei cult movie che sfidano intatto il corso del tempo. Sono passati 40 anni dalla prima uscita al Cinema (18 ottobre 1985) di Ritorno al Futuro capostipite di una delle trilogie più amate della storia del Cinema. Il film che, poteva in prima analisi sembrare una delle tante teen comedy in salsa di fantascienza che in quegli anni si stavano affermando con titoli del tipo E.T. L'extraterrestre, War Games (tra le altre cose basato su un fatto reale), Navigator, divenne un gioiellino spumeggiante, perfetto sotto ogni angolazione, che ebbe ben 4 Nomination all'Oscar di cui portò a casa solo una statuetta: Miglior montaggio sonoro a Charles L. Campbell e Robert Rutledge (e candidato a la miglior sceneggiatura originale a Robert Zemeckis e Bob Gale, il miglior sonoro a Bill Varney, B. Tennyson Sebastian II, Robert Thirlwell e William B. Kaplan, la miglior canzone originale (The Power of Love) a Chris Hayes, Johnny Colla e Huey Lewis).
Per la prima volta nella storia della Fantascienza non c'era una astronave, un marchingengno strano astruso, ma un ragazzo tipico adolescente anni '80, uno scienziato pazzo (che si ispira al Rotwang di Metropolis con tanto di guanto) ed una automobile che pure ha una storia particolare. Infatti la DeLorean DMC 12 fu l'unica auto prodotta dalla DeLorean Motor Company e fu prodotta in circa 9.200 esemplari. La carrozzeria della DMC-12 era stata disegnata da Giorgetto Giugiaro ed era interamente realizzata in acciaio inossidabile AISI 304 non verniciato e riprende, nello stile e nella filosofia dei volumi ma soprattutto nella scelta dell'acciaio inox come materiale, i concetti base della Alfa Romeo Iguana del 1969. Il motore della DMC-12 era mossa da un motore a benzina PRV V6, sviluppato in sinergia da Peugeot, Renault e Volvo (la sigla PRV deriva dalle iniziali dei nomi di tali costruttori). Esso deriva dal motore Volvo B28F, innestato con il sistema di iniezione Bosch K-Jetronic e modificato per essere montato al contrario. Insomma era una top car d'altri tempi con un carattere decisamente forte che è entrata di diritto nella leggenda per il film altrettanto leggendario (su chi fosse John DeLorean, il film biografico Driven - Il caso DeLorean, può essere d'aiuto) Il film, che poi gioca con un po' tutti gli stereotipi tipici dei film della cosiddetta New Hollywood e strizza l'occhio alle serie cult degli anni '60-'70 Una delle scene più iconiche Marty che va dal padre vestito con la tuta antiradiazioni con un phon nella cintura, che mette le cuffie del suo walkman (Aiwa, a dimostrazione di come poi il flm fu anche un mezzo di promozione pubblicitaria) con la cassetta di Edward Van Alen e lo fa partire "sparato a palla" con un assolo di chitarra Gerorge McFly: "Chi sei?" Marty McFly: "Silenzio Terrestre!!! Sono Dart Vader e Vengo dal Pianeta Vulcano" con tanto di saluto vulcaniano alla Spock di Star Trek Il punto della sceneggiatura che gioca con i paradossi lo si trova poi nel centro commerciale Twine Pine Mall, che alla fine (Spoiler) quando Marty Ritorna al Futuro, diventa Lone Pine Mall poiché aveva fatto fuori un pino cercando di fuggire dai colpi di fucile del vecchio "Peabody". Ma, forse (Spoiler) la parte più divertente è quella della scena del Ballo Incanto sotto il mare. Marty nel suo presente fu fatto fuori da un professore del liceo (un piccolo cameo di Huey Lewis, l'autore della canzone The Power of Love, come detto Oscar Nominated), ma riesce a conquistarsi un posto sul palco del Ballo incanto sotto il mare, creando anche qui un piccolo paradosso temporale in quanto "insegna" Jonny be Good a Chuck Berry (il cugino reale di Marvin, il musicista della serata al Liceo e personaggio immaginario) che lo chiama al telefono durante l'esecuzione di Marty alla chitarra. Il resto è storia, ma soprattutto è malinconia moderna (un po' come American Graffiti di Geroge Lucas del 1973) di un tempo Perché la data del 21 ottobre è il Ritorno al Futuro day? Può sembrare strano ma nel film la data presente di Marty è 26 ottobre 1985 (a parte che il film è uscito il 18 ottobre 1985). Si è convenzionalmente dato all'appuntamento annuale la data del 21 ottobre, poiché è la data in cui Marty viaggia nel Futuro, 21 ottobre 2015. 10 anni fa, in occasione della coincidenza di data, si decise di rendere il 21 ottobre il Ritorno al Futuro Day. Nel tempo, ovviamente, le memorabilia e soprattutto i gadget del film sono diventati, come il film stesso, oggetti di culto, tanto che molte edizioni Collector di Ritorno al Futuro contengono copie di quelle usate nel film (ad esempio la lettera, il volantino salviamo la torre dell'orologio, la foto ecc) Ritorno al Futuro Day Napoli Il Ritorno al Futuro Day a Napoli, come nel resto della penisola, ha riguardato soprattutto la nuova versione restaurata 4k e il cinema che ha aderito all'iniziativa a Napoli è stato lo The Space a Fuorigrotta che lo ha proiettato nella "Sala Kubrick". E se qualcuno avesse pensato (come chi vi scrive) che era un film dove vedere "anzianotti" 50enni che rimembravano i bei tempi andanti, vi sbagliate di grosso! A parte qualcuno che oggi ha una certa e poteva dire io c'ero!, la sala era praticamente piena di ragazzi Gen Z (nati tra la fine degli anni '90 ed il 2012) e pure qualche Gen Alpha (detti anche Screenagers, nati tra il 2010 e 2024), che ridevano alle battute e paradossi del film. Ritorno al Futuro, la Trilogia Perfetta senza possibilità di sequel Quando un Franchise funziona, si fanno sequel all'infinito (vedi, purtroppo, Star Wars, e se pure in modo differente, Ghostbusters, l'altro pilastro del Cinema anni '80). Sia Zemeckis che Bob Gale decisero che i Ritorni al Futuro dovevano essere solo 3 con la motivazione che doveva essere una saga tutto sommato familiare e spazialmente definita: Ritorno al Futuro 1 i Genitori, Ritorno al Futuro 2 i Figli, Ritorno al Futuro 3 Doc, ed infatti il terzo capitolo si conclude con un altrettanto iconico The End. Eppure, si è sempre vociferato di un Ritorno al Futuro Parte IV. Su Youtube si sono moltiplicati i possibili concept per un ritorno della saga, ma che nulla hanno a che fare con la spenzieratezza del primo (e volendo degli altri) film della serie. Quell'errore di 1,21 GigoWatt Uno degli errori più importanti del film è senza dubbio i famosi 1,21GigoWatt che non esistono da nessuna parte se non nel doppiaggio italiano del film. Infatti dovrebbe essere 1,21GigaWatt, ma è evidente che i Giga nel 1985 erano pura fantascienza, qualunque cosa significasse... Il che segue ad una piccola incongruenza (ad essere maniacali, spoiler): quando Doc si cala con il cavo per attaccare il terminale che si è staccato a causa di un fulmine caduto su un albero, il fulmine colpisce la torre dell'orologio e Doc riesce a collegare i due fili nell'istante esatto in cui la corrente arriva. A 1,21GW di elettricità, c'era la buona probabilità che pure Doc finisse cotto a dovere pur avendo i guanti di protezione |












